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10:19 martedì 25 agosto 2026
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e dal Guardian, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.

Imparare a scrivere, secondo James Wood

Torna in libreria per minimum fax Come funzionano i romanzi, il fondamentale saggio del critico americano del 2008 ancora oggi testo base in molte scuole di scrittura.

25 Marzo 2021

A cosa serve una nuova edizione di Come funzionano i romanzi – Breve storia delle tecniche narrative per lettori e scrittori, il fortunato saggio-manuale del critico James Wood del 2008Forse a includere i romanzi di ricerca sperimentale di autori e autrici come Karl Ove Knausgård, Ben Lerner, Maggie Nelson, Teju Cole, Sheila Heti: «La narrativa degli ultimi dieci anni ha tratto vigore da un’ondata di energia che ruota intorno alla questione del realismo. Diversi importanti scrittori contemporanei hanno espresso ripetutamente la loro diffidenza, insoddisfazione, ostilità o stanchezza nei confronti delle convenzioni del romanzo», scrive nell’introduzione alla versione del 2018 (che ha scavalcato il buco nero dei mesi di pandemia ed è arrivata in Italia a metà febbraio, tradotta da Massimo Parizzi e Luca Briasco per minimum fax).

La crisi del realismo non è nulla di inedito, dice Wood. Il romanzo è un’arte che non ha regole fisse e reinventa sé stessa a ogni nuovo tentativo. Ma la differenza oggi, rispetto agli sperimentatori degli anni zero come David Foster Wallace e Zadie Smith, che a Wood non sono mai davvero andati giù e per i quali aveva coniato la definizione di “realismo isterico” – memorabile il duello di editoriali sul Guardian tra Wood e Smith (0-1 per Smith, secondo me) nei giorni dopo l’11 settembre – è la dichiarazione della propria incertezza, la scelta di usarla per dare corpo a un nuovo tipo di narrativa: «Questi scrittori hanno meno fiducia nella forma esatta delle loro soluzioni rivoluzionarie rispetto ai loro predecessori modernisti e postmoderni», scrive ancora Wood nell’introduzione.

Di fiducia nelle proprie idee, James Wood ne ha da vendere. D’altra parte le sue credenziali da critico e accademico sono vertiginose. Nato a Durham nel 1965, si è laureato a Eton. È stato al Guardian nella prima metà degli anni Novanta, poi si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha scritto per il New Statesman fino al 2007, quando è entrato come critico letterario al New Yorker. Qualche tempo dopo ha iniziato a insegnare letteratura ad Harvard. Ha scritto anche due romanzi (nel 2003 e nel 2018), che sono passati inosservati e hanno avuto recensioni tiepide: «È impossibile leggerlo senza pensare che il Wood critico lo stroncherebbe», nota un giornalista in un pezzo dedicato a Upstate, il suo secondo romanzo. Forse a dimostrazione del fatto che non si può tenere l’assedio, contemporaneamente, ai due lati della barricata. Ma i saggi, come quelli della raccolta Serious Noticing: Selected Essays, 1997-2019, sono appassionanti.

Come funzionano i romanzi, di cui Wood scrive con simulata modestia che «non è un manuale né una storia, ma un libro molto personale che riflette le opinioni e i limiti del suo autore», è molto utile per capire, appunto, come funzionano i romanzi. Non è un caso se è stato adottato come libro di testo da tante scuole di scrittura nel mondo. Una buona scuola di scrittura può insegnare a leggere, esercitare la capacità di osservazione, vedere come sono costruiti i libri; fa scoprire corde e travi che sostengono la rappresentazione (come nell’affresco sul presepe di Greccio dipinto da Giotto della Basilica superiore di San Francesco d’Assisi, citato da Wood come esempio).

È necessario partire dalle basi, dal realismo che costituisce il modello da imitare o distruggere. Come il punto di vista: «Si può raccontare una storia in terza persona, e forse nella seconda persona singolare o nella prima plurale, anche se esempi riusciti degli ultimi due casi sono davvero rari. E questo è tutto», scrive Wood nelle prime righe. Molte delle sue pagine, fin dalla prima edizione, sono dedicate a Flaubert: «Con lui tutto rinasce», spiega, descrivendone la capacità di selezionare dettagli visivi indimenticabili per costruire una scena. C’è un momento chiave, nella vita di ogni lettrice o lettore che desideri scrivere, in cui si scopre il potere dell’artificiosità incantata del realismo. Che non ha niente a che vedere con una sciatta imitazione della realtà. Come scrive Walter Siti nel saggio breve Il realismo è l’impossibile (nottetempo 2013): «Il realismo, per come la vedo io, è l’anti-abitudine è il leggero strappo, il particolare inaspettato, che apre uno squarcio nella nostra stereotipia mentale». Da qui, ogni invenzione è possibile.

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