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01:58 lunedì 18 maggio 2026
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.
Israele vuole fare causa al New York Times per un’inchiesta che racconta le violenze sessuali dei soldati dell’IDF sui prigionieri palestinesi L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
Sono bastati i primi tre mesi dell’anno perché quasi tutte le città della Pianura Padana superassero i livelli annui di inquinamento da polveri sottili Praticamente tutti i centri urbani della Val Padana, a marzo, hanno già violato le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
L’ultima assurdità in fatto di cibo uscita da internet è il biblical eating, cioè mangiare come si mangia nella Bibbia Una dieta basata solo sugli ingredienti, le preparazioni e le ricette menzionate nella Bibbia. Serve a tenersi in forma e a scacciare il Diavolo, dicono i sostenitori.
A giugno arriveranno in streaming i primi quattro film di Sean Baker, mai distribuiti fino a ora in Italia Sono Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet e saranno disponibili a partire da giugno, in lingua originale con sottotitoli.
C’è una copia di Wikipedia in cui tutti gli articoli sono deliri sconnessi e sconclusionati scritti da una AI Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.
Un’operazione segreta dell’Onu ha salvato dalle macerie di Gaza milioni di documenti che ricostruiscono la storia del popolo palestinese dalla Nakba a oggi In 10 mesi, gli operatori hanno salvato milioni di documenti che permetteranno di ricostruire gli alberi genealogici dei palestinesi e di raccontare il loro legame con quella terra.
La lunghissima, tesissima, imbarazzatissima stretta di mano tra Donald Trump e Xi Jinping È durata 14 secondi, nessuno sembrava voler mollare la presa per primo, ovviamente su internet si sono fatte scommesse e meme a riguardo.

Come i film “manipolano” la nostra mente

27 Agosto 2014

Il 29 e 30 luglio a Hollywood, in California, l’Academy ha presentato un incontro eloquentemente titolato “Movies In Your Brain“. Cineasti, studiosi di scienze cognitive e neuroscienziati si sono riuniti per discutere i risultati dei loro studi (o, per quanto riguarda i registi, della loro esperienza sul campo) inerenti all’attenzione degli spettatori durante la proiezione di un film.

Le loro scoperte si applicano particolarmente al campo delle pellicole d’azione. Prendete Iron Man 2, ad esempio – dato che Jon Favreau, il regista dei primi due film della trilogia dedicata al supereroe Marvel, era presente all’incontro. Tim Smith, vision scientist dell’Università di Londra, ha presentato una breve clip realizzata dal suo team di ricerca. Una telecamera ha registrato il posizionamento degli occhi degli spettatori in una delle sequenze più iconiche della pellicola, quella iniziale dello scontro tra Vanko e Tony Stark al Gran Premio di Monaco. Nel filmato, dopo aver raccolto i dati, gli scienziati hanno usato un software per creare una mappa del calore con le zone dello schermo dove si concentrava l’attenzione del pubblico. Ne è risultato che gli spettatori seguivano costantemente (e strettamente) l’azione: i volti dei supereroi, i duelli coi nemici, le repliche delle monoposto che saltano in aria.

Favreau ha riassunto i conseguimenti dello studio in una frase: «Tutto ciò a cui state guardando è reale. Quello che non state guardando è tutto finto». Nella pratica, l’esperienza dei registi li ha portati a considerare prima e innanzitutto la parte della scena su cui verrà convogliato lo sguardo del pubblico. «Calcoliamo costantemente dove riteniamo che andrà a posarsi l’occhio dello spettatore», ha detto Favreau, «e a come attrarlo verso quell’area, mentre nel contempo in una ripresa diamo la priorità a ciò che si può simulare. Il miglior strumento per gli effetti speciali è il cervello degli spettatori».

(via)

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