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06:28 giovedì 1 gennaio 2026
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.
Il progetto europeo di rilanciare i treni notturni sta andando malissimo Uno dei capisaldi del Green Deal europeo sulla mobilità, la rinascita dei treni notturni, si è arenato tra burocrazia infinita e alti costi.
Un’azienda in Svezia dà ai suoi lavoratori un bonus in busta paga da spendere in attività con gli amici per combattere la solitudine Il progetto, che per ora è solo un'iniziativa privata, prevede un’ora al mese di ferie e un bonus di 100 euro per incentivare la socialità.
Diverse celebrity hanno cancellato i loro tributi a Brigitte Bardot dopo aver scoperto che era di estrema destra Chapell Roan e altre star hanno omaggiato Bardot sui social per poi ritirare tutto una volta scoperte le sue idee su immigrazione, omosessuali e femminismo.
È morta la donna che restaurò così male un dipinto di Cristo da renderlo prima un meme, poi un’attrazione turistica Nel 2012, l'allora 81enne Cecilia Giménez trasformò l’"Ecce Homo" di Borja in Potato Jesus, diventando una delle più amate meme star di sempre.

Columbus Day

Siamo andati tra gli italoamericani di New York a festeggiare il giorno in cui il navigatore genovese è sbarcato (un po' per sbaglio) in America.

16 Ottobre 2012

Il 12 ottobre 1942 Cristoforo Colombo sbarcò nell’isola di San Salvador, ora parte dell’arcipelago delle Bahamas. In quel momento, l’esploratore genovese non aveva ancora capito l’entità della sua scoperta – un nuovo Continente inesplorato dagli europei. Ciò nonostante, la giornata è ovviamente considerata molto importante soprattutto per le Americhe e la Spagna, il cui ex Impero finanziò l’avventuroso viaggio delle tre caravelle.

La data è diventata festa ufficiale nel 1906 negli Usa col nome di Columbus Day, e da lì si è diffusa nelle Bahamas (Día de la Hispanidad), in Spagna (Fiesta Nacional) e in Uruguay (Día de las Américas). Una festa che a New York si trasforma nella Columbus Day Parade, sfilata folkloristica che per un giorno paralizza la Quinta Avenue con un mare di persone, carri e musica.

C’è un pezzo d’Italia volata Oltreoceano, in queste foto: facce familiari che parlano però un italiano stentato, sono al 100% americani e tifano Yankees. E che però un giorno all’anno tirano fuori il sigaro e ricordano il loro connazionale Cristoforo, che era convinto di essere arrivato in India e invece era inciampato nel nuovo mondo. Non manca anche il lato religioso, con la processione di un grande carro sopra al quale c’è la statua di un santo, che viene trasportato dai partecipanti alla parade.

Questo è il resoconto del nostro fotografo Lele Saveri:

«La cosa piu forte, oltre alla musica napoletana suonata ad altissimo volume dalle casse inserite dentro la “macchina” del santo, era l’odore di sigaro mischiato alla colonia sulle giacche di pelle  (è un odore molto specifico, che mi ricorda moltissimo mio nonno). I ragazzi che portavano il santo facevano praticamente avanti e indietro per questo unico blocco mentre i genitori erano ad osservarli fuori dal Club del Giglio a mangiare, bere birra e fumare sigari cubani. Il block era chiuso ai due estremi da coni arancioni, ma all’arrivo di un autobus, la parata si è spostata sul marciapiede con la tutta macchina del santo, per farlo passare.

«Va detto che la zona è uno dei più antichi avamposti italiani a Brooklyn, anche se ora invasa da giovani e hipster (per intenderci, è la stessa zona in cui si riuniva la gang principale di brooklyn negli anni ’70 e quella del film Donnie Brasco). Oggi quasi tutti gli italiani si sono ora trasferiti a Long Island e affittano le loro case ai figli di papà che vogliono diventare artisti a New York.

«Tutti i presenti erano molto incuriositi della mia presenza e mi chiedevano per chi lavorassi. Quando dicevo che era per un giornale italiano, mi hanno offerto di tutto. Purtroppo non mangio carne, ma non sapevo come spiegarlo, quindi ho rifiutato dicendo di aver gia cenato.»
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