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05:12 venerdì 9 gennaio 2026
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

Columbus Day

Siamo andati tra gli italoamericani di New York a festeggiare il giorno in cui il navigatore genovese è sbarcato (un po' per sbaglio) in America.

16 Ottobre 2012

Il 12 ottobre 1942 Cristoforo Colombo sbarcò nell’isola di San Salvador, ora parte dell’arcipelago delle Bahamas. In quel momento, l’esploratore genovese non aveva ancora capito l’entità della sua scoperta – un nuovo Continente inesplorato dagli europei. Ciò nonostante, la giornata è ovviamente considerata molto importante soprattutto per le Americhe e la Spagna, il cui ex Impero finanziò l’avventuroso viaggio delle tre caravelle.

La data è diventata festa ufficiale nel 1906 negli Usa col nome di Columbus Day, e da lì si è diffusa nelle Bahamas (Día de la Hispanidad), in Spagna (Fiesta Nacional) e in Uruguay (Día de las Américas). Una festa che a New York si trasforma nella Columbus Day Parade, sfilata folkloristica che per un giorno paralizza la Quinta Avenue con un mare di persone, carri e musica.

C’è un pezzo d’Italia volata Oltreoceano, in queste foto: facce familiari che parlano però un italiano stentato, sono al 100% americani e tifano Yankees. E che però un giorno all’anno tirano fuori il sigaro e ricordano il loro connazionale Cristoforo, che era convinto di essere arrivato in India e invece era inciampato nel nuovo mondo. Non manca anche il lato religioso, con la processione di un grande carro sopra al quale c’è la statua di un santo, che viene trasportato dai partecipanti alla parade.

Questo è il resoconto del nostro fotografo Lele Saveri:

«La cosa piu forte, oltre alla musica napoletana suonata ad altissimo volume dalle casse inserite dentro la “macchina” del santo, era l’odore di sigaro mischiato alla colonia sulle giacche di pelle  (è un odore molto specifico, che mi ricorda moltissimo mio nonno). I ragazzi che portavano il santo facevano praticamente avanti e indietro per questo unico blocco mentre i genitori erano ad osservarli fuori dal Club del Giglio a mangiare, bere birra e fumare sigari cubani. Il block era chiuso ai due estremi da coni arancioni, ma all’arrivo di un autobus, la parata si è spostata sul marciapiede con la tutta macchina del santo, per farlo passare.

«Va detto che la zona è uno dei più antichi avamposti italiani a Brooklyn, anche se ora invasa da giovani e hipster (per intenderci, è la stessa zona in cui si riuniva la gang principale di brooklyn negli anni ’70 e quella del film Donnie Brasco). Oggi quasi tutti gli italiani si sono ora trasferiti a Long Island e affittano le loro case ai figli di papà che vogliono diventare artisti a New York.

«Tutti i presenti erano molto incuriositi della mia presenza e mi chiedevano per chi lavorassi. Quando dicevo che era per un giornale italiano, mi hanno offerto di tutto. Purtroppo non mangio carne, ma non sapevo come spiegarlo, quindi ho rifiutato dicendo di aver gia cenato.»
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