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05:59 venerdì 3 luglio 2026
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per prevenire gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 e permetterà alle squadre di soccorso di scoprire e spegnere un incendio prima che diventi incontenibile.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.

I 40 anni del codice a barre

26 Giugno 2014

26 giugno 1974, ore 8:01, un supermercato Marsh in quel di Troy, Ohio. Un cassiere passa un prodotto davanti a una piccola macchina luminosa, si sente un bip: 67 centesimi di dollaro per un pacchetto di gomme da masticare “Wrigley’s Juicy Fruit”. Esattamente quarant’anni fa negli Usa il codice a barre veniva utilizzato per la prima volta a uso commerciale.

Tutto iniziò molti anni prima, nel 1949, quando Joe Woodland – ex membro del Manhattan Project – ebbe la prima idea di questo nuovo sistema di gestione e vendita dei prodotti. Cominciò a lavorarci con il suo collega Bernard Silver, che aveva sentito il presidente di una catena di negozi locali lamentarsi della gestione dei prodotti e auspicare un metodo più veloce per il checking della merce. Insieme i due inventarono il codice a barre, che brevettarono nel 1952 sulla base dell’intuizione di Woodland di ispirarsi al codice morse.

Il brevetto originale del codice a barre, 1952

Negli anni ’70 la società di consulenza McKinsey & Co. in collaborazione con la UGPCC (Uniform Grocery Product Code Council) cominciarono a lavorare a un formato universale di codici per i prodotti da applicare all’invenzione. Arrivarono proposte da Singer, National Cash Register, Litton Industries, RCA, Pitney-Bowes e IBM; fu proprio quella di quest’ultima a essere accolta, progettata da George Laurer. Era il 1973 e, appena un anno dopo, la creazione sarebbe stata pronta a invadere il mondo, diventando onnipresente in ogni confezione e scatola del nostro mondo.

Attualmente il box di gomme Wrigley’s di quella mattina del 1974 è conservato al museo Smithsonian di Washington.

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