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10:34 domenica 29 marzo 2026
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

È morto Claudio Coccoluto, il dj italiano più conosciuto nel mondo

02 Marzo 2021

«Se ne va il maestro più grande e l’amico di sempre. Ha dato cultura alla musica nei club come dj e artista fuori dal coro. Sempre pronto a metterci la faccia con i media sia per gli aspetti gioiosi sia per i problemi del nostro settore. Con lui se ne va una parte di me», è l’omaggio dell’amico e socio Giancarlo Battafarano, in arte Giancarlino, insieme al quale aveva fondato il club Goa di Roma. Il dj Claudio Coccoluto è morto all’alba di martedì 2 marzo nella sua casa di Cassino, dove abitava con la moglie e due figli, Gianmaria e Gaia. Aveva solo 59 anni. Coccoluto era considerato un maestro della consolle a livello nazionale e internazionale. Durante il lockdown ha cercato di scuotere l’opinione pubblica sulle difficoltà del suo settore: «Chi fa clubbing è un volano culturale per i movimenti giovanili, finora l’approccio delle istituzioni è stato riduttivo», aveva detto nel maggio 2020 al Corriere. Ha suonato fino alla fine: il 21 dicembre l’ultimo dj set in streaming su Facebook.

Originario di Gaeta, in provincia di Latina, Coccoluto inizia ad appassionarsi di giradischi nel negozio di elettrodomestici del padre a Lungomare Caboto. Ha 13 anni e a colpirlo particolarmente è la musica di Raffaella Carrà. La sua carriera prende il via dalla radio locale Radio Andromeda (prima emittende privata a Gaeta), dove comincia a fare lo speaker nel ’78. Negli anni Ottanta Marco Trani (altro virtuoso dei piatti, scomparso prematuramente a 53 anni) lo chiama per sostituire Corrado Rizzo alla consolle. È sui piatti che Coccoluto trova il suo posto nel mondo, diventando un dj creativo e originale, un mito di quella che lui stesso definisce “elettronica underground”.

Negli anni ’90 fonda con Francesco Furiello e Tina Lepre gli Angels of Love, che dallo Zen di Sperlonga si spostano a Napoli. «Francesco arrivava da Londra e aveva partecipato a tantissimi happening e si portava dietro un’esperienza da cliente, con lui Tina e Maurizio pensammo di fondere le nostre esperienze non in un locale ma in un gruppo itinerante che organizzava eventi in posti diversi tra loro, quindi non con una casa definitiva», racconta in una bellissima intervista pubblicata su Zero. «Non sapevamo bene come appellarci… io feci un disco su Maxi Records che si chiamava così. Il perché si chiamava così non te lo so dire perché io i titoli li metto abbastanza a cazzo e c’era una voce quasi operistica che mi ricordava una cosa angelica, quindi “angels of love” (…). Andava bene a tutti e così siamo partiti. Era il 1991». L’apice della sua carriera proprio in quell’anno, quando venne chiamato a suonare alla Sound Factory di New York (primo dj europeo): «In pista c’erano tutti i più grandi, da Louie Vega a Tony Humphries». Oltre ad ascoltare la sua musica, per ricordarlo possiamo riprendere in mano il libro che pubblicò con Einaudi nel 2007, Io, DJ. Musica, moda, stili di vita. Perché il mondo è diventato una gigantesca pista da ballo?

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