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21:28 mercoledì 26 agosto 2026
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.

Club to Club e l’anno Zero dei festival musicali

Nonostante la cultura sia in lockdown, il 5 novembre andrà in scena C0C, un’edizione speciale del festival che in 20 anni ha reso Torino una meta musicale obbligata.

26 Ottobre 2020

Non era il momento adatto ai festeggiamenti, per questo gli organizzatori del Club to Club hanno deciso che il loro ventennale lo avrebbero celebrato il prossimo anno, nel 2021. Questo 2020 non si prestava, ma allo stesso tempo i tanti che negli anni hanno seguito il Festival (nel 2019 sono stati 30mila i partecipanti, provenienti da 45 nazioni diverse) non si meritavano il silenzio, nonostante quest’anno per il mondo dello spettacolo dal vivo sia stato uno dei più neri di sempre. Il primo fine settimana di novembre infatti riparte C0C, un’edizione speciale dello storico festival torinese che mette al centro la performance artistica e musicale rendendola unica e diversissima, a seconda della modalità di fruizione, che per ragioni legate al Coronavirus non potranno che essere contingentate dal vivo e saranno fortemente legate allo streaming.

Show speciali e performance site-specific, in prima assoluta, eseguite con o senza pubblico (live su clubtoclub.it), installazioni sonore pubbliche, conversazioni e show visivi, che coinvolgeranno ed esalteranno le architetture di alcuni dei luoghi più iconici di Torino e del Piemonte, in eventi diurni e serali. «Abbiamo scelto di intitolarlo così, C0C, perché lo consideriamo un anno Zero. Rappresenta un atto di resistenza con cui vogliamo lanciare un messaggio per certi versi utopico, sganciandoci dalla distopia del presente. Per questo il Festival sarà un ibrido, online e fisico: 8 progetti di cui 7 debutti su commissione, tutti pensati come gesto artistico in esclusiva per C0C. Abbiamo iniziato a pensarci ad aprile, cercando di capire cosa potevamo fare. Ci eravamo ripromessi di supportare la scena artistica locale, ed è quello che alla fine stiamo facendo. In qualche modo stiamo provando a dare vita a un progetto in un momento molto fragile e anche per questo abbiamo scelto di lavorare con alcuni artisti che sono cresciuti con noi, dandogli uno spazio importante». Sergio Ricciardone, direttore artistico di Club to Club, lo avevamo sentito durante il lockdown di marzo, in una tavola rotonda con Carlo Pastore (MI AMI) e Ruggero Pietromarchi (Terraforma), più o meno sulle stesse tematiche: il futuro e il mantenimento in vita della scena artistica italiana, dei suoi lavoratori, durante e dopo una pandemia.

E il Club to Club quest’anno infatti si svolgerà lo stesso, non soltanto per il desiderio di Xplosiva (l’associazione promotrice) di lanciare un messaggio, ma anche grazie al supporto fondamentale di realtà private e pubbliche che hanno finanziato C0C. «In questo momento drammatico ci deve essere un sostegno ai progetti che hanno qualcosa da dire. Noi siamo un’associazione culturale no profit che lavora sul territorio da vent’anni e abbiamo il sostegno di una serie di enti importanti come Mibact, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di Sanpaolo, Fondazione CRT e gli sponsor Audi, Lavazza e Stone Island».

«Il finanziamento è un tassello fondamentale, perché da una parte rende sostenibili i progetti che facciamo, visto che per noi la biglietteria non è centrale (lo streaming è up to you e molti eventi fisici saranno gratuiti, nda), e dall’altra permette a un settore di continuare a esistere e al pubblico di continuare a usufruirne. Per questo non possiamo che ringraziare gli sponsor e tutte le realtà che ospiteranno gli eventi di C0C che hanno risposto in maniera entusiasta alla proposta di questo progetto». Per la prima volta il C2C – ops, C0C – non sarà soltanto a Torino, ma verrà diffuso a livello temporale e geografico, allungandosi fino al weekend del 21 e 22 novembre, quando ci sarà l’evento StudiXLunetta a Mombarcaro, nell’Alta Langa. L’obiettivo infatti era quello di celebrare la community locale con una line-up legata alla storia del Festival, come Caterina Barbieri con Ruben Spini, Lorenzo Senni con Daniel Sansavini, e poi SPIME.IM, Mana, Artetetra, Ninos du Brasil, Benoise, ma anche il territorio e la storia piemontese, protagonista anche nella campagna visiva di C0C, con una rivisitazione contemporanea dell’opera del XVIII secolo di Vittorio Amedeo Cignaroli.

Ora che dopo l’estate di rimozione collettiva si è tornati alle cupe prospettive della stagione fredda non si può che non chiedersi: rispetto ai ritardi della gestione della prima ondata, c’è stato qualche provvedimento per il settore? «Da aprile si è spostato poco o nulla. Non c’è attenzione anche per colpa di molti artisti più mainstream che non stanno trasmettendo il senso dell’urgenza che invece è passato con la manifestazione in Piazza del Duomo a Milano dello scorso 11 ottobre, dove però c’erano i lavoratori dello spettacolo e non gli artisti. Per fortuna noi, come dicevamo, lavoriamo con moltissime realtà sensibili al mondo della cultura, ma anche noi stiamo aspettando i bandi regionali 2020 per la Cultura che al momento sono in ritardo. Speriamo che un giorno si torni a fare le cose come le facevamo una volta, e l’edizione di quest’anno è un messaggio utopico che va in questa direzione, oltre a dare realmente la possibilità di lavorare alle tante persone che rendono possibile il progetto».

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