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Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.
Una delle ragioni per cui Maduro è stato catturato sarebbero i balletti che faceva in pubblico e che infastidivano Trump Trump avrebbe interpretatoquei gesti come una provocazione e avrebbe quindi deciso di dimostrare che le precedenti minacce non erano un bluff.
Gli sciamani peruviani che ogni anno predicono il futuro avevano predetto la caduta di Maduro Durante l'abituale cerimonia di fine anno avevano avvertito della cattura del presidente venezuelano, e pure di un'imminente e grave malattia di Trump.
A nemmeno quarantott’ore dal colpo di Stato in Venezuela, Trump ha già minacciato altri quattro Paesi Stando a quello che ha detto Trump, i prossimi a doversi preoccupare sono Cuba, Colombia, Groenlandia e pure il Messico.
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.
Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.
Anche quest’anno lo Studio Ghibli ha festeggiato il Capodanno pubblicando un nuovo disegno di Hayao Miyazaki Sui social dello studio è apparso il disegno di Miyazaki che celebra nel 2026 l'anno del cavallo, secondo lo zodiaco cinese.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo di Crans-Montana sarebbe stato causato dalle stelle filanti infilate nelle bottiglie di champagne Una foto mostrerebbe il momento dell’innesco del rogo durante i festeggiamenti di Capodanno, costato la vita a quarantasette persone.

Churchill e gli alieni: riscoperto un articolo dello statista sugli extraterresti

16 Febbraio 2017

Siamo soli nell’universo? Winston Churchill era convinto che probabilmente non lo siamo. Il celebre statista britannico, la cui fama è solitamente più associata all’avere guidato la Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale che al suo rapporto con la scienza, scrisse un articolo dove esplorava le possibilità di una vita aliena a partire da ragionamenti scientifici. Il testo di 11 pagine, che non è mai stato pubblicato, fu scritto nel 1939, poco prima dell’inizio del conflitto, e poi revisionato nel 1950: nella prima versione era intitolato “Are We Alone in Space?”, ma nella seconda il titolo è stato cambiato in “Are We Alone in the Universe?”. Il manoscritto è rimasto negli archivi di Emery Reves, l’editore di Churchill, e dopo la morte di Reves, negli anni Ottanta, è stato donato, insieme a molti altri, all’US National Churchill Museum.

A lungo l’articolo è rimasto nell’oblio, finché il direttore del museo, Timothy Riley, non l’ha riscoperto nella primavera del 2016. Così Mario Livio, un astrofisico e divulgatore scientifico israeliano, ha avuto l’occasione di leggere il maniscritto, e ci ha scritto un recente articolo su Nature in cui lo riassume e commenta: «Il ragionamento di Churchill rispecchia molti argomenti moderni in astrobiologia», nota Livio. «In sostanza, si basa sul quadro del “principio copernicano”, l’idea che, data la vastità dell’universo, è difficile credere che gli esseri umani sulla Terra rappresentino qualcosa di unico».

Livio nota che Churchill approccia la questione con «un sano scetticismo da scienziato». Per esempio lo statista parte dal presupposto che «tutti le forme di vita a noi note necessitano di acqua», poi aggiunge che, certo, altri la sostenibilità della vita in presenza di altri liquidi non può essere esclusa, tuttavia «oggi in base ai dati di nostra conoscenza non possiamo sostenere questa ipotesi». Inoltre il premier descrive e dibatte con cognizione di causa la presenza di acqua nell’universo e le teorie dell’epoca sulla formazione dei pianeti. L’autore di Nature spiega che il manoscritto è in linea  con la figura di Churchill, che pur non essendo uno scienziato era un estimatore del pensiero scientifico. Molto influenzato dalla lettura giovanile de L’origine delle specie di Charles Darwin, Churchill fu il primo premier britannico ad avere un consigliere scientifico, Frederick Lindemann.

Winston Churchill nell’aprile del 1928 (Evening Standard/Getty Images)
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