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03:20 martedì 17 febbraio 2026
Per catturare Maduro l’esercito americano avrebbe usato anche l’intelligenza artificiale Claude Lo ha svelato un'inchiesta del Wall Street Journal, che ha citato fonti anonime «vicine al Pentagono».
Yuko Yamaguchi, la donna che ha “disegnato” Hello Kitty negli ultimi 46 anni, ha lasciato il suo ruolo Ringraziandola per il suo lavoro, Sanrio ha dichiarato che Yamaguchi ha «passato il testimone alla prossima generazione».
I protagonisti della nuova campagna di Zegna sono Mads Mikkelsen ma soprattutto i Giardini d’inverno di Pietro Porcinai Né serra né veranda, ma ponte ideale tra i luoghi dell'abitare e il paesaggio. Furono realizzati negli anni '60 e da allora sono rimasti invariati.
Il capo di Instagram ha detto che passare 16 ore al giorno sui social non significa avere una dipendenza dai social Secondo Adam Mosseri, passare tutto questo tempo su Instagram costituisce, nel peggiore dei casi, un «uso problematico» della piattaforma.
Il giorno di San Valentino più di un milione di iraniani della diaspora sono scesi in piazza in tutto il mondo per protestare contro il regime Era dal 1979 che non si vedevano manifestazioni così partecipate di iraniani che vivono lontano dall'Iran.
Il prossimo film di Sean Baker sarà ambientato in Italia e avrà per protagonista Vera Gemma Il regista di Anora ha detto che sarà una «lettera d'amore alle commedie sexy italiane degli anni '60 e '70».
L’Irlanda è il primo Paese al mondo a introdurre il reddito di base per artisti Il BIA (Basic Income for Arts) consiste in un compenso di 325 euro alla settimana che arriverà a 2 mila artisti scelti a estrazione tra 8 mila richiedenti.
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.

Churchill e gli alieni: riscoperto un articolo dello statista sugli extraterresti

16 Febbraio 2017

Siamo soli nell’universo? Winston Churchill era convinto che probabilmente non lo siamo. Il celebre statista britannico, la cui fama è solitamente più associata all’avere guidato la Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale che al suo rapporto con la scienza, scrisse un articolo dove esplorava le possibilità di una vita aliena a partire da ragionamenti scientifici. Il testo di 11 pagine, che non è mai stato pubblicato, fu scritto nel 1939, poco prima dell’inizio del conflitto, e poi revisionato nel 1950: nella prima versione era intitolato “Are We Alone in Space?”, ma nella seconda il titolo è stato cambiato in “Are We Alone in the Universe?”. Il manoscritto è rimasto negli archivi di Emery Reves, l’editore di Churchill, e dopo la morte di Reves, negli anni Ottanta, è stato donato, insieme a molti altri, all’US National Churchill Museum.

A lungo l’articolo è rimasto nell’oblio, finché il direttore del museo, Timothy Riley, non l’ha riscoperto nella primavera del 2016. Così Mario Livio, un astrofisico e divulgatore scientifico israeliano, ha avuto l’occasione di leggere il maniscritto, e ci ha scritto un recente articolo su Nature in cui lo riassume e commenta: «Il ragionamento di Churchill rispecchia molti argomenti moderni in astrobiologia», nota Livio. «In sostanza, si basa sul quadro del “principio copernicano”, l’idea che, data la vastità dell’universo, è difficile credere che gli esseri umani sulla Terra rappresentino qualcosa di unico».

Livio nota che Churchill approccia la questione con «un sano scetticismo da scienziato». Per esempio lo statista parte dal presupposto che «tutti le forme di vita a noi note necessitano di acqua», poi aggiunge che, certo, altri la sostenibilità della vita in presenza di altri liquidi non può essere esclusa, tuttavia «oggi in base ai dati di nostra conoscenza non possiamo sostenere questa ipotesi». Inoltre il premier descrive e dibatte con cognizione di causa la presenza di acqua nell’universo e le teorie dell’epoca sulla formazione dei pianeti. L’autore di Nature spiega che il manoscritto è in linea  con la figura di Churchill, che pur non essendo uno scienziato era un estimatore del pensiero scientifico. Molto influenzato dalla lettura giovanile de L’origine delle specie di Charles Darwin, Churchill fu il primo premier britannico ad avere un consigliere scientifico, Frederick Lindemann.

Winston Churchill nell’aprile del 1928 (Evening Standard/Getty Images)
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