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16:16 martedì 7 aprile 2026
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».

Chiude il Fabric, uno dei simboli della club culture

07 Settembre 2016

Chiude per sempre il Fabric, uno degli storici locali di Londra che sono diventati simbolo della club culture. Il mese scorso al club era stata ritirata temporaneamente la licenza a seguito di due decessi causati da presunte overdose avvenute negli scorsi mesi, e la scorsa notte le autorità si sono espresse in via definitiva sul futuro della discoteca più famosa della città.

Per salvare il club era stata lanciata anche una petizione che aveva raccolto oltre 150 mila firme, e numerosi artisti avevano espresso la propria solidarietà, tra cui Four Tet e Josey Rebelle che ritengono il Fabric un punto di riferimento della loro carriera. Alan Miller, responsabile della Nightlife Industries Association di Londra, ha commentato la decisione dicendo che «non si chiudono le autostrade o le banche quando ci sono morti o rapine a mano armata».

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Non era, peraltro, la prima volta che il locale si trovava in una situazione del genere: nel 2014 era riuscito a rimanere aperto dopo quattro decessi registrati nel corso di tre anni.

Il Fabric, aperto nel 1999, ha accolto nella sua storia oltre sei milioni di persone; dal 2011 inoltre l’hub londinese della musica dance era diventata anche un’etichetta discografica che pubblicava le registrazioni degli showcase di producer emergenti non eseguiti durante le serate, inserite all’interno di cd venduti col riconoscibile packaging rassomigliante una scatola di sigari.

La caratteristica peculiare del club, tra le altre, era una delle tre sale di cui è composto, la cosiddetta “bodysonic dancefloor”: aveva il pavimento collegato a oltre trecento trasduttori che replicavano le frequenze della musica in console, dando all’ascoltatore la sensazione che gli stesse vibrando il corpo.

Il Fabric ha ospitato alcuni dei più interessanti producer della scena dance mondiale, organizzando eventi e serate che spaziavano dall’house alla techno, dall’hip hop alla dubstep, fino alla drum and bass e all’elettronica più ricercata. Di seguito il set del producer tedesco Marcel Dettmann, risalente all’anno scorso.

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