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21:22 mercoledì 1 luglio 2026
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.

Chi ha inventato le t-shirt?

23 Settembre 2013

Se ci venisse chiesto di indicare l’indumento più comune e famoso del mondo, di cui nessuno – dal magnate più facoltoso alla persona che vive nelle peggiori ristrettezze – farebbe mai a meno, probabilmente indicheremmo tutti la t-shirt. Ma da dove viene questo capo d’abbigliamento?

La storia della t-shirt, come racconta il magazine del New York Times questa settimana, inizia ufficialmente nel 1904, quando una réclame della Cooper Underwear Company – un’azienda di abbigliamento specializzata nell’intimo, come suggerisce il nome – pubblicizzò il lancio sul mercato di una «canottiera per scapoli» elastica e a girocollo. «Nessuna spilla, nessun bottone, nessun ago» recitava lo slogan della Cooper, che mirava a vendere il suo nuovo prodotto agli uomini senza grandi abilità di cucito.

L’idea ebbe successo: l’anno seguente la marina americana obbligò i suoi marinai a vestire il capo sotto l’uniforme. Per quanto non fu Cooper a lanciare il design della t-shirt – che veniva da esperimenti condotti nell’arco del XIX secolo per inventare un capo d’abbigliamento pratico ed elastico, l’azienda riuscì a rendere popolare la forma del “girocollo di cotone”.

Fino alla fine dell’Ottocento la classica maglietta a cui oggi siamo abituati era considerata un indumento intimo, che sarebbe stato scandaloso esibire in pubblico – a Cuba c’erano addirittura leggi che proibivano agli operai di lavorare sotto il sole con le t-shirt.

Nel 1920 la svolta culturale venne sancita da Francis Scott Fitzgerald, che – come rivela il prestigioso Oxford English Dictionary – nel suo romanzo Di qua dal paradiso fu il primo a utilizzare il termine t-shirt (probabilmente suggerito dalla forma del capo).

Negli anni Quaranta la rivoluzione era compiuta, tanto che nei college le magliette spopolavano. Nancy Pepper, una giornalista che al tempo immortalò il cambiamento negli armadi di milioni di giovani americani, scrisse che i ragazzi avevano ormai cassetti pieni di t-shirt, che avevano iniziato a personalizzare con pezze fatte in casa e frange. Alcuni ragazzi – aggiunse – le indossavano per segnalare la loro disponibilità, scrivendo vicino al colletto «Neck here» («Neck», in gergo, significa anche baciarsi).

Nella foto: Michael Jordan promuove una marca di t-shirt.

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