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14:36 giovedì 12 febbraio 2026
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.

Che moda abbiamo visto a Milano

Ovvero di collezioni davvero belle e pranzi dove Matteo Renzi è seduto al fianco di Anna Wintour: commento sulla Fashion Week appena conclusa.

01 Marzo 2016

La settimana della moda appena conclusa a Milano era iniziata con un pranzo inaugurale dai contorni quasi surreali: Matteo Renzi apparentemente a suo agio fra Anna Wintour e Franca Sozzani, e tutt’intorno stilisti e amministratori delegati delle più importanti case di moda italiane, da Giorgio Armani (vagamente annoiato) a Donatella Versace, passando per Marco Bizzarri (co-autore del miracolo Gucci), Federico Marchetti e Renzo Rosso, giusto per citarne alcuni.

È la prima volta che si vede un presidente del Consiglio partecipare così attivamente alla fashion week, o anche solo presenziare all’evento di apertura. Non è la prima volta che Renzi strizza l’occhio agli imprenditori della moda; è pur sempre il sindaco di Firenze cresciuto a pane e Pitti, ma da molti questo rinnovato interesse è stato valutato positivamente, come il primo vero segnale di un reale interesse delle istituzioni nei confronti di uno dei settori economici più importanti del nostro Paese, per lungo tempo ignorato. Durante il pranzo, si è parlato di innovazione e spirito imprenditoriale, di Made in Italy e globalizzazione. «La globalizzazione è il più grande potenziale dell’Italia», ha detto Renzi «conosco bene la grandezza e l’heritage delle aziende italiane. Quello di cui abbiamo bisogno oggi è trasportare i valori legati a quell’heritage nel nostro futuro. La moda è innovazione, cambiamento».

In un momento in cui tutto il settore prova a darsi nuova forma, la Camera della Moda guidata da Carlo Capasa si schiera contro quelli che sono stati definiti gli “in-season fashion show”, ovvero le sfilate che renderanno immediatamente disponibili le collezioni viste in passerella. Il modello Burberry non convince Capasa che, alla stregua di François-Henri Pinault, Ceo di Kering, sostiene che questo si traduca nella negazione del sogno legato all’idea del lusso, a quello spirito di creare un desiderio che è l’opposto della soddisfazione di un bisogno, cui il fast fashion risponde già benissimo. Donatella Versace e Renzo Rosso, invece, non sono del tutto d’accordo e chiedono dei cambiamenti strutturali che non siano l’anacronistico rifugio nel vecchio modello.

Gucci Alternative Views - Milan Fashion Week Fall/Winter 2016/17

Pranzi a parte, la settimana è iniziata con la sfilata di Gucci, che possiamo a ragione definire il nuovo evento di Milano. Questa volta Alessandro Michele ha dalla sua anche i numeri: il marchio registra infatti il quarto trimestre positivo, con una crescita delle vendite comparate dell’8% rispetto a una stima del 4,1%, come riporta Business of Fashion. Proprio quando pensavamo di esserci abituati al nuovo Gucci, però, Michele manda in passerella una collezione ancora più complessa e stratificata, dove non manca nulla, neanche lo street artist – Trouble Andrew – che decora le borse e la venue in diretta su Snapchat, e la modella inaspettata, la fotografa Petra Collins. Se fosse vissuta negli anni Ottanta, Caterina dei Medici si sarebbe vestita così. Non si può certo dire che qui manchi la capacità di creare un desiderio, che sia legato a una borsa con i graffiti o a una voluminosa pelliccia rosa.

FASHION-ITALY-WOMEN-PRADA

Specialista nel rendere appetibile tutto quello che a una prima occhiata fa dire “no grazie, non fa per me”, è di certo Miuccia Prada, grande assente al pranzo di cui sopra, che per l’Autunno Inverno 2016 sfodera una delle collezioni più belle degli ultimi anni. Un saggio dello stile Prada, un inventario che riprende e sviluppa quelle idee viste un mese fa sulla passerella maschile, com’è abitudine della stilista da ben prima si iniziasse anche solo a discutere di raggruppare le collezioni o di unificare il guardaroba. Il tema era quello delle donne viaggiatrici, ma oltre ai berretti e ai cappotti militari, compaiono i corsetti tenuti insieme dalle cinture arrotolate, alle quali sono appesi piccoli diari a mo’ di borse. Gli stessi diari di bordo formano intricate collane che ricordano quelle delle donne di culture lontane.

FASHION-ITALY-WOMEN-MARNI

Un’altra collezione particolarmente riuscita è stata quella che Consuelo Castiglioni ha disegnato per Marni: qui il Rinascimento italiano prende una piega del tutto diversa rispetto a quella immaginata da Michele per Gucci, speculare e per questo ugualmente convincente. La moda di Castiglioni è un compendio di eleganza moderna, per chi non ama crogiolarsi negli stilemi del passato ma preferisce giocare con forme e colori. Sarah Mower su Vogue ha scritto: «Castiglioni ha sempre sperimentato con le proporzioni e i materiali», ma questa volta è riuscita ancora meglio del solito a tradurre lo spirito arty, che da sempre contraddistingue il marchio, in una collezione portabile e «incredibilmente chic», grazie soprattutto a «quel gusto aristocratico, tipicamente italiano, che mette insieme ricchezza e semplicità». Tra gli altri show che si sono distinti per le stesse qualità, ovvero il bilanciamento di una tradizione importante con un rinnovato interesse verso la contemporaneità, bisogna citare Bottega Veneta, dove Tomas Maier disegna cappotti dal taglio maschile, soprabiti maculati e abiti al ginocchio che ridefiniscono la wish-list delle signore per bene, e Missoni, dove la maglieria a zig zag dimostra di avere ancora tutto l’estro necessario a reinventarsi continuamente.

L’elogio alle cose riuscite va di pari passo, però, con la presa di coscienza che i nuovi fenomeni, anche sulle passerelle, possono generare mostri, e lo nota bene Antonio Mancinelli su Marie Claire, quando mette in guardia sulla «processione degli -ismi»: «Se Gucci diffonde cultura, il guccismo può far danni, e pure gravi», scrive il giornalista. D’altronde, dopo una settimana della moda di New York caratterizzata dal “circo del branding” – avete presente Kanye West? – e quella di Londra sfumata più velocemente del solito lasciando poche tracce, Milano dimostra di avere ancora – o meglio, di avere sempre – delle carte da giocarsi, sebbene di cambiamenti effettivi se ne registrino ancora troppo pochi, pranzi a parte (si sarà parlato di scuole di moda, a un certo punto?).

Immagini: in evidenza l’Autunno-Inverno 2016 di Prada (Giuseppe Cacace/Getty Images); nel testo una modella sulla passerella di Gucci (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images); una modella allo show Prada (Giuseppe Cacace/Getty Images); la passerella di Marni (Tiziana Fabi/Getty Images)
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