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07:47 giovedì 25 giugno 2026
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

Una volta i maratoneti bevevano champagne come energy drink

26 Giugno 2018

Se lo champagne ha un ruolo nelle competizioni sportive, oggi, è confinato al dopo, alla premiazione, visto che in alcuni sport (automobilismo, cliclismo ed equitazione per esempio) è tradizione che i tre primi classificati festeggino con una bottiglia. Oggigiorno, infatti, consumare bevande alcoliche subito prima o durante una competizione sportiva è caldamente sconsigliato: al contrario, agli atleti viene detto di consumare sport drink e energy drink, o comunque bevande con alto contenuto di sali minerali e senza la minima traccia di alcol. Un centinaio di anni fa però gli atleti bevevano vino ed altri alcolici come fossero energy drink. Una tradizione che, inizialmente, riguardava soprattutto lo champagne, considerato la bevanda ideale… per correre una maratona.

champagne sport

La storia l’ha raccontata qualche giorno fa Katherine Alex Beaven su Atlas Obscura. Somministrare alcolici agli sportivi, scrive, era comune nell’antica Grecia così come nella Cina imperiale. Però l’utilizzo moderno dell’alcol negli sport risale alla fine del 19esimo secolo, quando la moda delle maratone urbane cominciò a diffondersi, soprattutto in Gran Bretagna: «Ai partecipanti veniva consigliato di bere molto champagne durante le gare», scrive Beaven. Va detto che a quei tempi le “maratone”, che ancora non si chiamavano maratone, spesso riguardavano più una camminata veloce che una vera e propria corsa (come ricorda un sito specializzato, la moda di correre, anziché camminare, nelle competizioni di lunga distanza si diffuse a partire dal 1888, con la sei giorni nota come “Long Distance Championship of the World”).

Negli anni successivi, aggiunse Beaven, i maratoneti ricevevano spesso «aiutini alcolici da parte degli allenatori e dagli assistenti che li seguivano in auto o in bicicletta», anche se (purtroppo per loro) non sempre si trattava di champagne. L’idea era «mascherare il dolore, aumentare l’aggressività, o dare un immediato boost energetico», dunque non sorprende che l’alcol fosse spesso mischiato con droghe come l’eroina, la cocaina e la stricnina (sostanza spesso tutt’ora utilizzata come veleno per topi). Ogni allenatore, scrive l’autrice, aveva il suo «cocktail segreto» e bere un po’ d’alcol durante le gare «rimase comune fino agli anni Settanta e Ottanta».

Foto Getty
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