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07:54 martedì 8 settembre 2026
Sarà un caso, ma le nuove uniformi della Space Force presentate da Trump somigliano molto a quelle di un certo regime di estrema destra che governò la Germania dal ’33 al ’45… La Casa Bianca, in un comunicato ufficiale, ha detto che l'ispirazione sono le divise di Starship Troopers. Ma le divise di Starship Troopers erano ispirate proprio a quelle delle SS.
Jeff Bezos continua a investire miliardi nella moda nella speranza che prima o poi qualcuno lo trovi simpatico Lauren Sánchez e Jeff Bezos continuano a investire milioni in tessuti ecologici e giovani designer. Ma di simpatia, per il momento, ancora nessuna traccia.
Si è scoperto che Van Gogh ha firmato solo il 15 per cento della sue opere perché tutte le altre le considerava troppo brutte per firmarle Lo ha rivelato una ricerca del Van Gogh Museum di Amsterdam, la prima dedicata esclusivamente alla firma "Vincent".
Il governo inglese ha esortato la popolazione a iniziare a far scorte di cibo e acqua per prepararsi agli eventi climatici estremi causati dal Super El Niño «Chi avrà delle scorte se la caverà molto meglio di chi non ne ha», ha detto la Ministra dell'Ambiente Angela Eagle.
È valsa la pena seguire tutti gli Emmy solo per vedere Rob Reiner vincerne uno storico, da record Ha vinto il premio per Outstanding guest actor in a comedy series per la sua interpretazione nella quarta stagione di The Bear.
L’ultima volta che un partito di estrema destra ha governato in Germania era QUEL partito di estrema destra Con la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt il Brandmauer, il muro che ha tenuto l'estrema destra fuori dai governi dal dopoguerra a oggi, potrebbe crollare.
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.

Cercando la fantasia di un bambino

Guardare le fotografie malinconiche e ambigue di Spencer Murphy è come guardare il mondo con gli occhi di un undicenne.

26 Novembre 2015

Spencer Murphy a metà degli anni ‛80 era un bambino parecchio solo. Viveva nel mezzo della campagna del Kent dove trascorreva un’isolata infanzia rurale. All’età di 11 anni trovò in casa dei vecchi numeri di Life e di National Geographic e vide per la prima volta nelle immagini un modo per incanalare la sua creatività, il suo tempo, e sfruttare la sua solitudine. Nella lista dei desideri del Natale successivo chiese una macchina fotografica.

Ora come allora, nelle sue fotografie più riuscite Murphy rappresenta la «duplice sensazione di essere intrappolato e di fluttuare nel tempo e nello spazio, un mix di speranza e disperazione, bellezza e desolazione, l’intuizione forse di aver compreso come vivere una vita finita in un universo infinito». Questa visione poetica della fotografia era insita già nel piccolo Spencer che, passato il Natale e esauditosi il suo desiderio, si svegliava all’alba per  catturare in un’immagine un gioco di luci, una certa atmosfera, sperando disperatamente di ritrovarla nel rullino sviluppato, di essere riuscito a catturare una «infinitesima parte dell’immensa bellezza e tristezza di quei momenti».

La serie The Abyss Gazes Into You è una raccolta dei lavori da cui il fotografo si sente più rappresentato. Il titolo descrive un processo biunivoco, simile a quello descritto da Nietzsche in Al di là del bene e del male, dal quale deriva il titolo del progetto: «Se troppo a lungo guardi l’abisso, anche l’abisso poi guarderà te».

Nelle immagini ritroviamo la malinconia che sembra appartenere all’animo solo e naïf del bambino che era Murphy e quel suo tentativo di rappresentare in uno scatto uno stato d’animo: «Durante la mia carriera di fotografo non ho mai completamente abbandonato la mia fantasia di bambino e lì credo che ci sia un altro mondo parallelo al nostro, nascosto da un velo che raramente si scorge per rivelare l’infinito a chi ha la capacità di guardare». Le fotografie alternano volti indistinguibilmente inglesi, paesaggi e situazioni ambigue, luci fredde, nebbie invernali e l’onnipresenza della natura.

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