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21:43 mercoledì 20 maggio 2026
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.

Cristiano Ronaldo, Lady Gaga, il Papa e le celebrity che hanno perso la spunta blu su Twitter

21 Aprile 2023

Da qualche ora è cominciata «la purga delle spunte blu di Twitter», come l’ha ribattezzata Todd Spangler su Variety: da adesso il simbolo potranno esporlo soltanto le persone che ci sono così affezionate da pagare otto dollari al mese (almeno) a Elon Musk pur di mantenerlo. L’inizio della purga l’ha annunciata lo stesso Musk giovedì 20 aprile, con un tweet in cui spiegava la fine dei cosiddetti “legacy verified account”, ovvero quegli account ai quali dal 2009 in poi Twitter aveva assegnato la spunta blu in quanto utenti «attivi, noti e corrispondenti a persone reali». I cambiamenti hanno portato moltissimi profili di celebrity a perdere la certificazione: tra questi ci sono quello di Justin Bieber, Katy Perry, Cristiano Ronaldo, Lady Gaga, Kim Kardashian, Selena Gomez, Bill Gates, Justin Timberlake, Shakira, Jennifer Lopez, Oprah Winfrey, Beyoncé e, allargando un po’ il concetto di celebrity, anche Papa Francesco e l’ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

C’è anche chi la spunta blu l’ha conservata (almeno per il momento) e non si capisce bene perché. LeBron James, per esempio, aveva annunciato di non avere nessun intenzione di iscriversi a Twitter Blue (la stessa cosa l’aveva fatta anche il New York Times, che infatti la spunta blu l’ha persa), il programma premium da otto dollari al mese di cui sopra. Eppure al momento il suo account resta tra quelli verificati. Stesso discorso per, tra gli altri, Rihanna, Taylor Swift, Britney Spears, Ellen DeGeneres, Miley Cyrus e Tim Cook. Indagando, si scopre che ora tutti questi account vengono descritti come profili «verificati perché si sono abbonati a Twitter Blue e hanno fornito il loro numero di telefono». Ma in realtà non è così per tutti. Stephen King, per esempio, che la spunta blu accanto al suo nome ce l’ha ancora, ha detto di non aver fatto né una cosa né l’altra: «Il mio account dice che sono iscritto a Twitter Blue. Non mi sono mai iscritto. Il mio account dice che ho fornito il mio numero di telefono. Non l’ho mai fornito». A quanto pare, King ha ricevuto, assieme a William Shatner e LeBron James, un “abbonamento omaggio” a Twitter Blue, offerto da Elon Musk per ragioni che solo Elon Musk conosce.

I cambiamenti in corso erano stati annunciati da Musk nello scorso novembre: in quell’occasione aveva definito «corrotta e demenziale» la politica adottata fin lì da Twitter in fatto di account verificati. A chi gli diceva che permettendo a chiunque di avere una spunta blu previo pagamento si rischiava una moltiplicazione infinita di account falsi e di casi di “furti d’identità”, Musk rispondeva che «non dovrebbero esserci standard diversi per le celebrity» e che Twitter aveva bisogno di «pagare le bollette in una maniera o in un’altra». Tra le maniere che gli sono venute in mente c’è stata anche quella di introdurre le spunte dorate: una certificazione specifica per le aziende, attivabile al costo di mille dollari al mese.

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