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15:41 venerdì 30 ottobre 2026
Curry Barker, il regista di Obsession, ha fatto uscire a sorpresa un nuovo film e l’ha pubblicato gratuitamente sul suo canale YouTube Si intitola Mama Bear, dura sette minuti e, dopo averlo visto, tutti dicono la stessa cosa: non ci si capisce niente.
Quando si è trattato di scappare dalla giustizia, Flavio Bolsonaro si è improvvisamente ricordato delle sue origini venete e soprattutto del passaporto italiano concessogli dal governo Meloni Ha lasciato il Paese passando per Argentina ed Ecuador ed è atterrato a Miami. Nella lista passeggeri risulta cittadino italiano: un riconoscimento ottenuto nel 2023 in tempi piuttosto veloci.
È stato presentato il primo report sulle librerie italiane, in cui si scopre che nell’83 per cento dei Comuni italiani non c’è nemmeno una libreria Il settore vale 1,8 miliardi, conta 4.451 punti vendita ma otto Comuni su dieci non ne hanno neanche uno. I librai chiedono, per l'ennesima volta, una politica nazionale.
Gli studenti serbi hanno festeggiato la vittoria alle elezioni con un gigantesco rave di 24 ore nella piazza simbolo delle proteste La festa in piazza Slavija è durata quasi 24 ore, con decine di migliaia di persone che cantavano «Freed from Regime».
Dopo 100 anni è stata ritrovata la “Bibbia” perduta in cui F.W. Murnau mise tutte le foto e i disegni dal set che raccontano le leggendarie (e misteriosissime) riprese del suo Faust MUBI Editions e la Cinémathèque française pubblicano il diario di scena che per anni si credeva fosse andato perduto, e che oggi mostra come il più riservato dei registi del cinema muto costruiva le sue immagini.
Nel Mediterraneo ci sono così tanti yacht che i miliardari non trovano più posti in cui parcheggiarli Nel mondo ci sono circa 210 mila yacht più lunghi di 12 metri e 160 mila posti barca per ormeggiarli. Per i proprietari è diventata una gara, per i fondi d'investimento uno degli affari più promettenti del momento.
I Calibro 35 hanno fatto un album interamente ispirato ai romanzi di James Ellroy e alla Los Angeles dei noir Nato come colonna sonora del documentario di Francesco Zippel premiato con il Nastro d’Argento, Ellroy vs L.A. è il nuovo disco dei Calibro 35: 12 brani di funk noir ispirati al maestro del crime americano.
In Cina la bolla dell’AI è già scoppiata, anticipando quello che potrebbe succedere anche negli Stati Uniti e in Europa In quattro mesi i titoli cinesi dell'intelligenza artificiale e dei chip hanno perso 480 miliardi di dollari. La bolla è già scoppiata, e quello che succede a Pechino potrebbe anticipare quello che succederà in Occidente.

Cbs contro Al-Jazeera

What's trending, il programma dedicato alla rete dell'emittente Usa. Che copia (male) un format arabo

18 Ottobre 2011

Woody Allen diceva che il cinema si ispira alla vita, che a sua volta si ispira alla TV. Che, aggiungeremmo noi, sempre più spesso si ispira a internet. Talvolta con dubbi risultati: qualcuno forse avrà visto, tra un collegamento sulle primarie repubblicane e uno sulla protesta di Zuccotti Park, i servizi curati dallo “Stream Team” della Cnn, squadra specializzata nello scovare video di gattini su YouTube e comprensibilmente ridicolizzata da The Daily Show di Jon Stewart (scoop: quel gattino carino che indossa da solo una maschera da coniglio è un trucco, in realtà si toglie la maschera e poi il suo padrone ha postato il video in reverse, ma la squadra speciale della Cnn l’ha smascherato).

Ma, a parte i random moment di video trasmessi tra una notizia e l’altra,  bisogna ammettere che negli ultimi mesi la tivvù americana si è rimboccata le maniche nel tentativo di interagire con la rete in modo da andare un po’ oltre la cazzatina estemporanea in stile Monty Python («and now for something completely different»). Ci ha provato l’emittente Cbs, che lo scorso maggio ha lanciato la trasmissione “What’s Trending”, in onda ogni martedì mattina, ideata e realizzata dalla ventottenne Shira Lazar. Il format è quello del web live show, con la particolarità che si tratta di un programma dichiaratamente «driven by social networking». Insomma si vede quello che va su Twitter, Facebook eccetera, non ci si limita a segnalarlo, ma lo si approfondisce e, di preferenza, si invitano ospiti in studio – dalle superstar di cui sui social media si parla molto, vedi Will.I.Am, alle celebrità da internet, vedi la ragazzina carina che suona la chitarra su YouTube.

Niente gattini. Un formato sperimentale (ma non troppo, come vedremo più in là) che è piaciuto ai critici più del contenuto. Mike Hale sul New York Times ha fatto notare che un programma del genere esisteva già sull’Abc: si chiamava “iCaught”. Ma era esattamente il tipo di show che mandava in onda i video di gattini. Il critico del Nyt boccia “What’s Trending” spiegando che «il tentativo da parte di Lazar e dei produttori di trovare una chiave intelligente per discutere l’attualità attraverso la lente di Facebook e di Twitter è per lo più fallito». Eppure definisce l’idea in sé «rivoluzionaria», in quanto si tratta di un «programma settimanale, in diretta e lungo mezz’ora, che viene trasmesso sul sito internet di uno dei principali canali televisivi».

Forse. Ma dipende da che cosa si intende per «principali canali televisivi». Come fa notare Jared Keller su The Atlantic, il formato di “What’s Trending” ricorda molto quello di un programma andato fino a poco tempo fa in onda sull’edizione in lingua inglese di Al-Jazeera. Stiamo parlando di “The Stream,” programma condotto da Derrick Ashtong, classe 1975, laurea ad Harvard, divenuto celebre nel 2008 grazie a un video virale pro-Obama. “The Stream” è nato sull’onda della Primavera Araba, con l’intento di portare in video i topic più importanti dell’attualità internazionale: non solo le rivolte in Egitto, Tunisia, Bahrein e Arabia saudita, ma anche cronaca politica e sociale che, in varie parti del mondo, ha trovato nei social media mezzi utili – dalla protesta #occupywallstreet all’attivismo contro i cartelli del narcotraffico in Messico sotto l’hashtag #estadofallito, passando per i giovani tibetani.

Il critico dell’Atlantic sostiene che “What’s trending” non regge proprio il paragone con “The Stream.” Del programma di Al-Jazeera ispirato ai social media, Keller aveva tessuto le lodi anche sul Nieman Journalism Lab, spiegando che rappresentava «un distillato della copertura globale tipica di Al-Jazeera con un occhio rivolto ai social media». E in effetti, almeno secondo chi scrive, gli approfondimenti di “The Stream” sulla protesta in Bahrein (specie visto che i tweet in arabo vengono tradotti in inglese)  hanno qualche valore aggiunto rispetto a @ClaraC che suona la chitarra ospite di “What’s trending.”

Detto questo, anche “The Stream” potrebbe essere fatto meglio. Alcune cose meritano veramente, tipo le discussioni con il pubblico intavolate via twitter sul genere «#IfPalestineWereaState, #WhenASaudiWomanDrives, completate la frase». Ma a seguire le puntate dello show si ha la sensazione che gli autori abbiano voluto esagerare. Tutte le interviste sono fatte via Skype, i video sono ripresi dalle telecamere in studio mentre Ashong li visualizza sul suo schermo… nulla di male, se non fosse che a volte la connessione Skype dell’interlocutore andasse in freeze o i video ci mettessero diversi secondi a caricare. Risultato: in video tutto questo risulta molto, molto fastidioso. Va bene essere web-centered, ma era davvero così difficile estrapolare un filmato?

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