Hype ↓
20:23 venerdì 3 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Emmanuel Carrère e il problema dell’onestà

In un articolo uscito su Vanity Fair l'ex moglie lo ha accusato di essere un bugiardo.

01 Ottobre 2020

L’onestà è al centro della letteratura autobiografica di Emmanuel Carrère: uno che in romanzi come La settimana biancaL’avversario ha esplorato cosa succede quando il bisogno di mentire e ingannare gli altri oltrepassa il limite. Nel suo nuovo libro,Yoga, uscito a inizio settembre in Francia (in Italia è previsto per la primavera) e favorito al prix Goncourt, Carrère parla apertamente della sua grave depressione, del ricovero in ospedale psichiatrico, della richiesta di eutanasia e degli elettrochoc subiti nel corso della pesantissima crisi affrontata nell’ultimo periodo della sua vita da cui, per fortuna, sembra essere riuscito a emergere. A salvarlo – lo racconta nel libro – è stato l’incontro con un gruppo di migranti nell’isola di Leros.

«La letteratura è il luogo dove non si dicono bugie», è il mantra dello scrittore. Nelle interviste rilasciate alla stampa francese (e anche al Corriere) Carrère ha definito l’onestà con cui a un certo punto della carriera ha deciso di raccontare i fatti della sua vita “una tortura” che ha scelto di infliggere a sé stesso ma a nessun altro. Secondo l’ex moglie, sono tutte balle. In una lettera pubblicata su Vanity Fair Francia intitolata “Diritto di replica”, la giornalista e produttrice televisiva Hélène Devynck ha accusato apertamente Carrère di aver infranto il contratto famigliare stipulato al momento di dare il libro alle stampe, nel quale prometteva di non citare né lei né la figlia. Devynck, che già compariva in Vite che non sono la mia (fin dalla prima frase: «La notte che precedette l’onda ricordo che io e Hélène abbiamo parlato di separarci») e diversi altri libri del marito, fa la sua apparizione anche in Yoga grazie a quello che definisce un «trucco grossolano»: «La citazione lunga in modo anormale di un’opera anteriore al nostro contratto [Un romanzo russo, ndr], con un commento che io chiedo di togliere dal mese di marzo [il mese in cui hanno divorziato, ndr] e che l’editore mi aveva assicurato sarebbe stato eliminato». E continua: «Yoga è un successo commerciale salutato da una critica entusiasta che prende per oro colato la favola dell’uomo che si mette a nudo, onesto e sofferente, che ha risalito la china e vorrebbe proprio diventare “un essere umano migliore”. I lettori sono liberi di crederlo o di dubitarne. Ma volevo, io, la libertà di non esserci, di non essere associata a uno spettacolo presentato come sincero nel quale non riconosco quello che ho vissuto».

Secondo Devynck, Carrère avrebbe infatti mentito anche su di sé: non è vero che è andato sull’isola di Leros dopo il ricovero, non è vero che ci è stato due mesi, e non è vero che era solo. In realtà  è stata lei ad accompagnarlo sull’isola e soltanto per qualche giorno di reportage, prima del ricovero: «Il lettore può credere che dopo Sant’Anna, Emmanuel se la cavi con due mesi di viaggio per incontrare le vere disgrazie del mondo. I due mesi sono durati solo pochi giorni, in mia compagnia. Ma soprattutto è successo prima del ricovero in ospedale». La storia è falsa, «organizzata per servire l’immaginario dell’autore e totalmente estranea a ciò che la mia famiglia e io abbiamo vissuto al suo fianco». La descrizione della malattia mentale e delle cure è “compiacente” e contiene gravi omissioni: secondo quanto afferma l’ex moglie, Carrère avrebbe evitato di raccontare proprio gli attacchi che lo rendevano violento.

Quello di Devynck non è certo il primo e unico caso di donna che cerca di riconquistare la sua identità, sfruttata e deformata da un uomo a lei vicino con scopi artistici. Nel 2008 esplose il caso di Lucie Ceccaldi, la mamma di Michel Houellebecq. A 83 anni, la donna, dipinta dallo scrittore come una madre degenere e una hippie ossessionata dal sesso che lo abbandonò quando aveva 5 anni, rifilandolo alla nonna paterna, decise di raccontare la sua versione dei fatti nell’autobiografia L’Innocente (qui un articolo del New Yorker che ne parlava). Ma l’esempio più vicino è sicuramente quello della ex moglie di Knausgård, la scrittrice e poetessa Linda Boström Knausgård. L’anno scorso, sempre su Vanity Fair, la donna aveva parlato di cosa significa essere la moglie – e la madre dei figli – di uno scrittore che ha scritto 6 tomi sulla sua vita privata che sono stati letti in tutto il mondo. Nel suo romanzo Welcome to America, uscito negli Usa nel 2019, la donna ha dato la sua versione della separazione, sostenendo fosse stata pesantemente romanzata da lui.

Articoli Suggeriti
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Leggi anche ↓
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Nella seconda chiusura di The Face c’è molto di più (e di più grave) della solita storia di crisi del fashion journalism

Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.

La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati

Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.

Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente

Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.

Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione

La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.