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Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.

Emmanuel Carrère e il problema dell’onestà

In un articolo uscito su Vanity Fair l'ex moglie lo ha accusato di essere un bugiardo.

01 Ottobre 2020

L’onestà è al centro della letteratura autobiografica di Emmanuel Carrère: uno che in romanzi come La settimana biancaL’avversario ha esplorato cosa succede quando il bisogno di mentire e ingannare gli altri oltrepassa il limite. Nel suo nuovo libro,Yoga, uscito a inizio settembre in Francia (in Italia è previsto per la primavera) e favorito al prix Goncourt, Carrère parla apertamente della sua grave depressione, del ricovero in ospedale psichiatrico, della richiesta di eutanasia e degli elettrochoc subiti nel corso della pesantissima crisi affrontata nell’ultimo periodo della sua vita da cui, per fortuna, sembra essere riuscito a emergere. A salvarlo – lo racconta nel libro – è stato l’incontro con un gruppo di migranti nell’isola di Leros.

«La letteratura è il luogo dove non si dicono bugie», è il mantra dello scrittore. Nelle interviste rilasciate alla stampa francese (e anche al Corriere) Carrère ha definito l’onestà con cui a un certo punto della carriera ha deciso di raccontare i fatti della sua vita “una tortura” che ha scelto di infliggere a sé stesso ma a nessun altro. Secondo l’ex moglie, sono tutte balle. In una lettera pubblicata su Vanity Fair Francia intitolata “Diritto di replica”, la giornalista e produttrice televisiva Hélène Devynck ha accusato apertamente Carrère di aver infranto il contratto famigliare stipulato al momento di dare il libro alle stampe, nel quale prometteva di non citare né lei né la figlia. Devynck, che già compariva in Vite che non sono la mia (fin dalla prima frase: «La notte che precedette l’onda ricordo che io e Hélène abbiamo parlato di separarci») e diversi altri libri del marito, fa la sua apparizione anche in Yoga grazie a quello che definisce un «trucco grossolano»: «La citazione lunga in modo anormale di un’opera anteriore al nostro contratto [Un romanzo russo, ndr], con un commento che io chiedo di togliere dal mese di marzo [il mese in cui hanno divorziato, ndr] e che l’editore mi aveva assicurato sarebbe stato eliminato». E continua: «Yoga è un successo commerciale salutato da una critica entusiasta che prende per oro colato la favola dell’uomo che si mette a nudo, onesto e sofferente, che ha risalito la china e vorrebbe proprio diventare “un essere umano migliore”. I lettori sono liberi di crederlo o di dubitarne. Ma volevo, io, la libertà di non esserci, di non essere associata a uno spettacolo presentato come sincero nel quale non riconosco quello che ho vissuto».

Secondo Devynck, Carrère avrebbe infatti mentito anche su di sé: non è vero che è andato sull’isola di Leros dopo il ricovero, non è vero che ci è stato due mesi, e non è vero che era solo. In realtà  è stata lei ad accompagnarlo sull’isola e soltanto per qualche giorno di reportage, prima del ricovero: «Il lettore può credere che dopo Sant’Anna, Emmanuel se la cavi con due mesi di viaggio per incontrare le vere disgrazie del mondo. I due mesi sono durati solo pochi giorni, in mia compagnia. Ma soprattutto è successo prima del ricovero in ospedale». La storia è falsa, «organizzata per servire l’immaginario dell’autore e totalmente estranea a ciò che la mia famiglia e io abbiamo vissuto al suo fianco». La descrizione della malattia mentale e delle cure è “compiacente” e contiene gravi omissioni: secondo quanto afferma l’ex moglie, Carrère avrebbe evitato di raccontare proprio gli attacchi che lo rendevano violento.

Quello di Devynck non è certo il primo e unico caso di donna che cerca di riconquistare la sua identità, sfruttata e deformata da un uomo a lei vicino con scopi artistici. Nel 2008 esplose il caso di Lucie Ceccaldi, la mamma di Michel Houellebecq. A 83 anni, la donna, dipinta dallo scrittore come una madre degenere e una hippie ossessionata dal sesso che lo abbandonò quando aveva 5 anni, rifilandolo alla nonna paterna, decise di raccontare la sua versione dei fatti nell’autobiografia L’Innocente (qui un articolo del New Yorker che ne parlava). Ma l’esempio più vicino è sicuramente quello della ex moglie di Knausgård, la scrittrice e poetessa Linda Boström Knausgård. L’anno scorso, sempre su Vanity Fair, la donna aveva parlato di cosa significa essere la moglie – e la madre dei figli – di uno scrittore che ha scritto 6 tomi sulla sua vita privata che sono stati letti in tutto il mondo. Nel suo romanzo Welcome to America, uscito negli Usa nel 2019, la donna ha dato la sua versione della separazione, sostenendo fosse stata pesantemente romanzata da lui.

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