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15:46 mercoledì 7 gennaio 2026
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.
Una delle ragioni per cui Maduro è stato catturato sarebbero i balletti che faceva in pubblico e che infastidivano Trump Trump avrebbe interpretato quei gesti come una provocazione e avrebbe quindi deciso di dimostrare che le precedenti minacce non erano un bluff.
Gli sciamani peruviani che ogni anno predicono il futuro avevano predetto la caduta di Maduro Durante l'abituale cerimonia di fine anno avevano avvertito della cattura del presidente venezuelano, e pure di un'imminente e grave malattia di Trump.

Anche a Hong Kong (come a Bologna) c’è un problema di case troppo piccole

06 Novembre 2024

Nei giorni passati si è molto discusso in Italia di un appartamento messo in affitto a Bologna di soli 6 metri quadri. L’annuncio ha suscitato reazioni di ogni tipo. Si è parlato di “condizioni disumane” e di speculazione, come spesso succede in casi simili. Uno dei posti con le case più piccole al mondo è probabilmente Hong Kong, dove proprio in queste settimane si è deciso di affrontare il problema anche a livello politico.

Si calcola che a Hong Kong vivano 220 mila persone in case condivise. Storicamente questo tipo di case fu creato suddividendo appartamenti in due o più unità, e si trova di solito in vecchi palazzi popolari e in quartieri densamente popolati (se avete visto In the Mood for Love, potreste esservi fatti un’idea). Inoltre spesso hanno servizi igienici e cucine nello stesso ambiente, oppure in comune con altri microappartamenti. Nonostante le condizioni siano spesso fatiscenti, le unità sono molto richieste perché gli alloggi a prezzi accessibili scarseggiano. Hong Kong ha, infatti, le case più costose del mondo e gli affitti più alti. Lo spazio abitativo medio per persona è di 6 metri quadri, proprio come la casa che ha fatto scandalo a Bologna. I proprietari che affittano le unità in condivisione sono spesso residenti di classe medio-alta che cercano di massimizzare i profitti, perché il prezzo che si ottiene dall’affitto della somma di queste unità al metro quadro è più alto di quanto si otterrebbe dall’appartamento intero.

Ma adesso il governatore di Hong Kong, John Lee, ha annunciato che la città imporrà degli standard minimi sulle dimensioni di questi appartamenti e che ogni casa dovrà avere un bagno e una cucina separati, cosa che spesso non succede. Si prevede che la nuova legislazione eliminerà gradualmente più di 30 mila unità abitative. La decisione di Lee viene da Pechino, che ha esortato il governo di Hong Kong a sbarazzarsi delle unità in condivisione e delle microcase entro il 2049, perché considera la carenza di alloggi della città una delle cause dei disordini del 2019.

L’Housing Bureau dell’isola ha affermato che le regole sono necessarie per migliorare le condizioni di vita. Ha anche detto che i proprietari avranno qualche anno di tempo per ristrutturare le loro unità abitative in modo da soddisfare gli standard e registrarle in un sistema centralizzato. Dopo di che ispezionerà gli appartamenti e i proprietari potrebbero rischiare la prigione per non aver rispettato le regole. La legislazione richiede che gli appartamenti abbiano una superficie minima di 8 metri quadri e siano dotati di finestre. Lo stesso ente ha parlato di nuove case popolari, ma non è ancora chiaro come i residenti più poveri riusciranno a fare fronte a questo cambiamento.

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