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07:21 domenica 19 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Anche a Hong Kong (come a Bologna) c’è un problema di case troppo piccole

06 Novembre 2024

Nei giorni passati si è molto discusso in Italia di un appartamento messo in affitto a Bologna di soli 6 metri quadri. L’annuncio ha suscitato reazioni di ogni tipo. Si è parlato di “condizioni disumane” e di speculazione, come spesso succede in casi simili. Uno dei posti con le case più piccole al mondo è probabilmente Hong Kong, dove proprio in queste settimane si è deciso di affrontare il problema anche a livello politico.

Si calcola che a Hong Kong vivano 220 mila persone in case condivise. Storicamente questo tipo di case fu creato suddividendo appartamenti in due o più unità, e si trova di solito in vecchi palazzi popolari e in quartieri densamente popolati (se avete visto In the Mood for Love, potreste esservi fatti un’idea). Inoltre spesso hanno servizi igienici e cucine nello stesso ambiente, oppure in comune con altri microappartamenti. Nonostante le condizioni siano spesso fatiscenti, le unità sono molto richieste perché gli alloggi a prezzi accessibili scarseggiano. Hong Kong ha, infatti, le case più costose del mondo e gli affitti più alti. Lo spazio abitativo medio per persona è di 6 metri quadri, proprio come la casa che ha fatto scandalo a Bologna. I proprietari che affittano le unità in condivisione sono spesso residenti di classe medio-alta che cercano di massimizzare i profitti, perché il prezzo che si ottiene dall’affitto della somma di queste unità al metro quadro è più alto di quanto si otterrebbe dall’appartamento intero.

Ma adesso il governatore di Hong Kong, John Lee, ha annunciato che la città imporrà degli standard minimi sulle dimensioni di questi appartamenti e che ogni casa dovrà avere un bagno e una cucina separati, cosa che spesso non succede. Si prevede che la nuova legislazione eliminerà gradualmente più di 30 mila unità abitative. La decisione di Lee viene da Pechino, che ha esortato il governo di Hong Kong a sbarazzarsi delle unità in condivisione e delle microcase entro il 2049, perché considera la carenza di alloggi della città una delle cause dei disordini del 2019.

L’Housing Bureau dell’isola ha affermato che le regole sono necessarie per migliorare le condizioni di vita. Ha anche detto che i proprietari avranno qualche anno di tempo per ristrutturare le loro unità abitative in modo da soddisfare gli standard e registrarle in un sistema centralizzato. Dopo di che ispezionerà gli appartamenti e i proprietari potrebbero rischiare la prigione per non aver rispettato le regole. La legislazione richiede che gli appartamenti abbiano una superficie minima di 8 metri quadri e siano dotati di finestre. Lo stesso ente ha parlato di nuove case popolari, ma non è ancora chiaro come i residenti più poveri riusciranno a fare fronte a questo cambiamento.

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