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06:48 mercoledì 18 marzo 2026
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Israele ha detto che agli sfollati libanesi non sarà consentito tornare a casa Secondo le autorità libanesi più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, a quanto pare definitivamente.
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalate di depressione per colpa della politica Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.

Anche a Hong Kong (come a Bologna) c’è un problema di case troppo piccole

06 Novembre 2024

Nei giorni passati si è molto discusso in Italia di un appartamento messo in affitto a Bologna di soli 6 metri quadri. L’annuncio ha suscitato reazioni di ogni tipo. Si è parlato di “condizioni disumane” e di speculazione, come spesso succede in casi simili. Uno dei posti con le case più piccole al mondo è probabilmente Hong Kong, dove proprio in queste settimane si è deciso di affrontare il problema anche a livello politico.

Si calcola che a Hong Kong vivano 220 mila persone in case condivise. Storicamente questo tipo di case fu creato suddividendo appartamenti in due o più unità, e si trova di solito in vecchi palazzi popolari e in quartieri densamente popolati (se avete visto In the Mood for Love, potreste esservi fatti un’idea). Inoltre spesso hanno servizi igienici e cucine nello stesso ambiente, oppure in comune con altri microappartamenti. Nonostante le condizioni siano spesso fatiscenti, le unità sono molto richieste perché gli alloggi a prezzi accessibili scarseggiano. Hong Kong ha, infatti, le case più costose del mondo e gli affitti più alti. Lo spazio abitativo medio per persona è di 6 metri quadri, proprio come la casa che ha fatto scandalo a Bologna. I proprietari che affittano le unità in condivisione sono spesso residenti di classe medio-alta che cercano di massimizzare i profitti, perché il prezzo che si ottiene dall’affitto della somma di queste unità al metro quadro è più alto di quanto si otterrebbe dall’appartamento intero.

Ma adesso il governatore di Hong Kong, John Lee, ha annunciato che la città imporrà degli standard minimi sulle dimensioni di questi appartamenti e che ogni casa dovrà avere un bagno e una cucina separati, cosa che spesso non succede. Si prevede che la nuova legislazione eliminerà gradualmente più di 30 mila unità abitative. La decisione di Lee viene da Pechino, che ha esortato il governo di Hong Kong a sbarazzarsi delle unità in condivisione e delle microcase entro il 2049, perché considera la carenza di alloggi della città una delle cause dei disordini del 2019.

L’Housing Bureau dell’isola ha affermato che le regole sono necessarie per migliorare le condizioni di vita. Ha anche detto che i proprietari avranno qualche anno di tempo per ristrutturare le loro unità abitative in modo da soddisfare gli standard e registrarle in un sistema centralizzato. Dopo di che ispezionerà gli appartamenti e i proprietari potrebbero rischiare la prigione per non aver rispettato le regole. La legislazione richiede che gli appartamenti abbiano una superficie minima di 8 metri quadri e siano dotati di finestre. Lo stesso ente ha parlato di nuove case popolari, ma non è ancora chiaro come i residenti più poveri riusciranno a fare fronte a questo cambiamento.

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