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Una città in Belgio ha affidato la cura dei suoi prati a un gregge di pecore e le pecore sono state così brave a curare i prati che ora il Comune assumerà altre pecore per curare i prati Si chiamano Lactose, Rayban, Pils, Domino, Katimini, Maria, Juliette e Puyu. E il Comune di Ixelles non può più fare a meno di loro nella cura del verde pubblico.
Stati Uniti e Israele hanno concluso una delle più grosse compravendite di una delle più grosse bombe di tutti i tempi Bombe che pesano tutte almeno una tonnellata, pensate per distruggere edifici interi e che quando esplodono lasciano crateri profondi 15 metri.
Macklemore ha donato tutti i soldi guadagnati nel tour di Ed Sheeran a organizzazioni umanitarie che aiutano i palestinesi Un milione di dollari a sei diverse organizzazioni umanitarie. «Una vita palestinese non vale meno di qualsiasi altra vita sulla Terra», ha detto.
JD Vance si è lanciato in un incredibile spiegone per dimostrare che Emily in Paris è la miglior serie di sempre e lo «Shakespeare della nostra epoca» Secondo il Vicepresidente la serie è «una grande critica culturale al processo decisionale dei Millennial».
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo per il tuo brand, chiami Dario Vitale Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Nonostante gli scienziati dicano che non funzionerà mai, diverse persone stanno pagando 200 mila euro a un’azienda australiana per far congelare i loro cadaveri nella speranza di essere resuscitati in futuro L'azienda si chiama Southern Cryonics, si trova a Holbrook, nel New Souther Wales, e ai suoi clienti propone "a chance of life extension".
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.
Dopo che Ed Sheeran ha cacciato Macklemore dal suo tour per aver urlato Free Palestine dal palco, tutti i musicisti che lavoravano al tour lo hanno abbandonato per protesta Finneas O'Connel, Lukas Graham, Aaron Rowe e i Beoga si sono ritirati dal Loop Tour subito dopo la cacciata di Macklemore, in aperta polemica con Sheeran.

Cannes: tutto il cinema che si vedrà

11 Maggio 2011

L’unica cosa che abbiamo visto per ora del 64° Festival di Cannes, in partenza questa sera, è la bellissima locandina. Una foto in bianco e nero che ritrae una giovane e bellissima Faye Dunaway. Lo scatto, datato 1970, è del grande Jerry Schatzberg, regista, sceneggiatore e fotografo americana. Sua, per dirne una, la copertina di Blonde on Blonde di Bob Dylan.  Un’immagine evocativa, quasi astratta, di rara eleganza. L’esatto contrario del circo mediatico che ha accompagnato la lavorazione della pellicola a cui toccherà l’onore di aprire le danze. Parliamo di  Midnight in Paris, ultima fatica di Woody Allen. Il film ha un cast a dir poco stellare – tra gli altri, Owen Wilson, Michael Sheen, Marion Cotillard, Adrien Brody e una ritrovata Katy Bates– ma tutta l’attenzione dei media s’è concentrata su una delle donne forse più antipatiche del pianeta (sia detto con il massimo rispetto delle istituzioni, sia chiaro), ovvero Carla Bruni.

Ottimi, come sempre, le selezioni delle due sezioni principali del festival: il Concorso e Un Certain Regard. Per quanto riguarda la prima, impossibile non citare i due titoli italiani in concorso. Se su Habemus Papam del coccolatissimo Moretti ormai abbiamo già detto e scritto tutto, suscita grande curiosità This Must Be The Place, pellicola firmata da Paolo Sorrentino che oltre ad annoverare Sean Penn, David Byrne, Harry Dean Stanton e Frances McDormand nel cast, ha girato parte del film in New Mexico, Irlanda e Michigan. Non vorrei dimenticarmi di qualcuno, ma se non sbaglio è il solo, insieme a Gabriele Muccino, a lavorare negli Stati Uniti. No, per dire. Altra partecipazione tricolore quella di Jasmine Trinca, che sarà una prostituta in uno degli scandali annunciati del Festival, ovvero L’Apollonide (Souvenirs De La Maison Close), nuovo titolo di Betrand Bonello, già autore di Le Pornographe.

Smettendola subito con il campanilismo, si nota la solita lista di veri e propri giganti del Cinema: Pedro Almodóvar, Terence Malick, i fratelli Jean Pierre & Luc Dardenne, Aki Kaurismäki, Lars von Trier. Tutti Autori che molto probabilmente (lo si spera. Lo si spera…) troveranno una distribuzione italiana. Suscitano dunque molta più curiosità quei film che forse rimarranno per noi invisibili. Ci si aspetta molto dall’esordio cinematografico della scrittrice Julia Leigh che con Sleeping Beauty promette di portare sullo schermo una sua versione erotica de La Bella Addormentata, per l’occasione con l’inquietante fisionomia di Emily Browning. Sicuramente interessante è Hara-Kiri: Death Of A Samurai, remake di Harakiri, vincitore del Premio Speciale della Giuria proprio a Cannes nel lontano 1963. A capo di questo progetto c’è il folle Takashi Miike che per questa sua ultima fatica ha scelto di sperimentare con il 3D. Se avete confidenza con il cinema di Miike, capite anche voi che molto probabilmente vedremo ettolitri di sangue arrivarci direttamente in faccia. Personalmente darei due dita della mano destra per vedere Drive, film di quello che è sicuramente uno dei registi più interessanti in attività oggi, Nicolas Winding Refn che mentre si prepara al remake del classico della sci-fi seventies, La Fuga di Logan, porta a la croisette Drive. Qui Ryan Gosling interpreta un ex stuntman professionista che si ritrova a fare l’autista. Ma soprattutto una taglia sulla propria testa. Nel cast anche l’enorme Bryan Cranston, protagonista di Breaking Bad. Facciamo pure tre dita, dai.

La sezione Un Certain Regard viene invece inaugurata dall’ultima fatica di Gus Van Sant, Restless. La trama è talmente forte da mettere paura: una malata terminale adolescente si innamora di un ragazzo la cui passione consiste nell’imbucarsi ai funerali altrui. Per non farci mancare nulla, i due incontreranno il fantasma di un kamikaze giapponese morto durante la Seconda Guerra Mondiale. Piuttosto preoccupante anche Arirang, documentario di Kim Ki-duk. La preoccupazione deriva dall’oggetto del lavoro dell’alterno regista coreano: sé stesso. Arirang, alla faccia dell’autoreferenzialità, è infatti un documentario incentrato sulla sua carriera. Altro regista dalla carriera alterna, capace di firmare capolavori come L’Età Inquieta come (sia detto, anche in questo caso, con il massimo rispetto per le istituzioni) incredibili ciofeche come Twentynine Palms, è Bruno Dumont. Quest’anno si presenta con Hors Satan, film che racconta dello strano rapporto tra una ragazza di campagna e un simpatico sociopatico. Attendiamo fiduciosi i resoconti dai fortunati che in questi giorni si trovano al Festival.

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