Dal numero ↓
12:31 mercoledì 24 giugno 2026
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.
Dopo averne licenziati quasi 10 mila, Zuckerberg ha ordinato ai dipendenti di Meta sopravvissuti ai tagli di «ricominciare a divertirsi» Viene da chiedersi: se un dipendente si rifiuta e si presenta a lavoro di cattivo umore, viene licenziato pure lui?
Fatboy Slim ha fatto un dj set improvvisato e gratuito durante una manifestazione contro l’estrema destra a Brighton E ha commentato tutta la giornata così: «Never been more proud of my hometown. More disco, less fascism».
In Albania un milione di persone è sceso in piazza per protestare contro il resort di lusso di Jared Kushner, il genero di Trump I manifestanti, però, non si accontentano più di fermare la costruzione del resort: adesso vogliono le dimissioni di tutti coloro che hanno approvato il progetto.
Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi Direttori Creativi di Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.

Cannes: tutto il cinema che si vedrà

11 Maggio 2011

L’unica cosa che abbiamo visto per ora del 64° Festival di Cannes, in partenza questa sera, è la bellissima locandina. Una foto in bianco e nero che ritrae una giovane e bellissima Faye Dunaway. Lo scatto, datato 1970, è del grande Jerry Schatzberg, regista, sceneggiatore e fotografo americana. Sua, per dirne una, la copertina di Blonde on Blonde di Bob Dylan.  Un’immagine evocativa, quasi astratta, di rara eleganza. L’esatto contrario del circo mediatico che ha accompagnato la lavorazione della pellicola a cui toccherà l’onore di aprire le danze. Parliamo di  Midnight in Paris, ultima fatica di Woody Allen. Il film ha un cast a dir poco stellare – tra gli altri, Owen Wilson, Michael Sheen, Marion Cotillard, Adrien Brody e una ritrovata Katy Bates– ma tutta l’attenzione dei media s’è concentrata su una delle donne forse più antipatiche del pianeta (sia detto con il massimo rispetto delle istituzioni, sia chiaro), ovvero Carla Bruni.

Ottimi, come sempre, le selezioni delle due sezioni principali del festival: il Concorso e Un Certain Regard. Per quanto riguarda la prima, impossibile non citare i due titoli italiani in concorso. Se su Habemus Papam del coccolatissimo Moretti ormai abbiamo già detto e scritto tutto, suscita grande curiosità This Must Be The Place, pellicola firmata da Paolo Sorrentino che oltre ad annoverare Sean Penn, David Byrne, Harry Dean Stanton e Frances McDormand nel cast, ha girato parte del film in New Mexico, Irlanda e Michigan. Non vorrei dimenticarmi di qualcuno, ma se non sbaglio è il solo, insieme a Gabriele Muccino, a lavorare negli Stati Uniti. No, per dire. Altra partecipazione tricolore quella di Jasmine Trinca, che sarà una prostituta in uno degli scandali annunciati del Festival, ovvero L’Apollonide (Souvenirs De La Maison Close), nuovo titolo di Betrand Bonello, già autore di Le Pornographe.

Smettendola subito con il campanilismo, si nota la solita lista di veri e propri giganti del Cinema: Pedro Almodóvar, Terence Malick, i fratelli Jean Pierre & Luc Dardenne, Aki Kaurismäki, Lars von Trier. Tutti Autori che molto probabilmente (lo si spera. Lo si spera…) troveranno una distribuzione italiana. Suscitano dunque molta più curiosità quei film che forse rimarranno per noi invisibili. Ci si aspetta molto dall’esordio cinematografico della scrittrice Julia Leigh che con Sleeping Beauty promette di portare sullo schermo una sua versione erotica de La Bella Addormentata, per l’occasione con l’inquietante fisionomia di Emily Browning. Sicuramente interessante è Hara-Kiri: Death Of A Samurai, remake di Harakiri, vincitore del Premio Speciale della Giuria proprio a Cannes nel lontano 1963. A capo di questo progetto c’è il folle Takashi Miike che per questa sua ultima fatica ha scelto di sperimentare con il 3D. Se avete confidenza con il cinema di Miike, capite anche voi che molto probabilmente vedremo ettolitri di sangue arrivarci direttamente in faccia. Personalmente darei due dita della mano destra per vedere Drive, film di quello che è sicuramente uno dei registi più interessanti in attività oggi, Nicolas Winding Refn che mentre si prepara al remake del classico della sci-fi seventies, La Fuga di Logan, porta a la croisette Drive. Qui Ryan Gosling interpreta un ex stuntman professionista che si ritrova a fare l’autista. Ma soprattutto una taglia sulla propria testa. Nel cast anche l’enorme Bryan Cranston, protagonista di Breaking Bad. Facciamo pure tre dita, dai.

La sezione Un Certain Regard viene invece inaugurata dall’ultima fatica di Gus Van Sant, Restless. La trama è talmente forte da mettere paura: una malata terminale adolescente si innamora di un ragazzo la cui passione consiste nell’imbucarsi ai funerali altrui. Per non farci mancare nulla, i due incontreranno il fantasma di un kamikaze giapponese morto durante la Seconda Guerra Mondiale. Piuttosto preoccupante anche Arirang, documentario di Kim Ki-duk. La preoccupazione deriva dall’oggetto del lavoro dell’alterno regista coreano: sé stesso. Arirang, alla faccia dell’autoreferenzialità, è infatti un documentario incentrato sulla sua carriera. Altro regista dalla carriera alterna, capace di firmare capolavori come L’Età Inquieta come (sia detto, anche in questo caso, con il massimo rispetto per le istituzioni) incredibili ciofeche come Twentynine Palms, è Bruno Dumont. Quest’anno si presenta con Hors Satan, film che racconta dello strano rapporto tra una ragazza di campagna e un simpatico sociopatico. Attendiamo fiduciosi i resoconti dai fortunati che in questi giorni si trovano al Festival.

Articoli Suggeriti
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI

Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.

Perché Michela Murgia continua a far arrabbiare tutti?

Da viva, aveva preso la letteratura e l’aveva trascinata fuori dal privato – in tv, nei social, nei comizi – contaminandola con tutto ciò che la tradizione considerava impuro. Con il "caso Strega" è successo ancora.