Hype ↓
23:45 martedì 7 luglio 2026
Pur di girare l’Odissea tutto in IMAX, Christopher Nolan si è dovuto inventare una nuova, stranissima, grossissima macchina da presa La cinepresa IMAX è troppo rumorosa e non si può usare per le inquadrature ravvicinate. Almeno, così è stato fino ad adesso, fino all'Odissea di Nolan.
La mattina in passerella, la sera sul red carpet: la rocambolesca storia dell’abito Schiaparelli indossato da Zendaya all’anteprima dell’Odissea La velocità della moda ha raggiunto nuovi livelli: persino gli abiti couture passano immediatamente dalla passerella alle celebrity. A patto di avere Law Roach come stylist.
Il luddismo è talmente tornato di moda che a New York gli hanno dedicato anche un nuovo festival, il Summer of Ludd Ovviamente il festival non aveva né sito né social, quindi per sapere cosa succedeva bisognava chiamare un numero telefonico pubblicato su un volantino.
C’è una lista di tutte le organizzazioni, iniziative e progetti musicali che devolvono i loro incassi in beneficenza a Gaza L'ha fatta Crack Magazine e si intitola "In solidarity with Gaza: A guide to the music and resources that support the humanitarian effort".
Si è sciolto A23, il più grande iceberg del mondo, ed è una buona notizia (anche se non sembra) Era grande quasi 4 mila km quadrati e pesava mille miliardi di tonnellate. Il suo scioglimento farà bene all'oceano, dicono gli scienziati.
Un pantalone di Zara è diventato famosissimo per la sua capacità di far inciampare e cadere le persone Soprannominato "The deadly Zara trousers", a causa della sua fattura ha causato migliaia di infortuni diventando il trend più divertente degli ultimi tempi.
Ford aveva licenziato centinaia di ingegneri per sostituirli con l’AI, ma poi ha scoperto che l’AI non è capace di fare il loro lavoro ed è stata costretta a riassumere gli ingegneri I dirigenti hanno ammesso di aver sopravvalutato l'AI e sottovalutato l'intuito e l'esperienza degli ingegneri.
I membri del nuovo governo di Gaza non possono entrare a Gaza perché Netanyahu glielo vieta Sono 13 palestinesi riuniti nel Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza che da gennaio sono bloccati al Cairo su ordine del Primo ministro israeliano.

Cannes: tutto il cinema che si vedrà

11 Maggio 2011

L’unica cosa che abbiamo visto per ora del 64° Festival di Cannes, in partenza questa sera, è la bellissima locandina. Una foto in bianco e nero che ritrae una giovane e bellissima Faye Dunaway. Lo scatto, datato 1970, è del grande Jerry Schatzberg, regista, sceneggiatore e fotografo americana. Sua, per dirne una, la copertina di Blonde on Blonde di Bob Dylan.  Un’immagine evocativa, quasi astratta, di rara eleganza. L’esatto contrario del circo mediatico che ha accompagnato la lavorazione della pellicola a cui toccherà l’onore di aprire le danze. Parliamo di  Midnight in Paris, ultima fatica di Woody Allen. Il film ha un cast a dir poco stellare – tra gli altri, Owen Wilson, Michael Sheen, Marion Cotillard, Adrien Brody e una ritrovata Katy Bates– ma tutta l’attenzione dei media s’è concentrata su una delle donne forse più antipatiche del pianeta (sia detto con il massimo rispetto delle istituzioni, sia chiaro), ovvero Carla Bruni.

Ottimi, come sempre, le selezioni delle due sezioni principali del festival: il Concorso e Un Certain Regard. Per quanto riguarda la prima, impossibile non citare i due titoli italiani in concorso. Se su Habemus Papam del coccolatissimo Moretti ormai abbiamo già detto e scritto tutto, suscita grande curiosità This Must Be The Place, pellicola firmata da Paolo Sorrentino che oltre ad annoverare Sean Penn, David Byrne, Harry Dean Stanton e Frances McDormand nel cast, ha girato parte del film in New Mexico, Irlanda e Michigan. Non vorrei dimenticarmi di qualcuno, ma se non sbaglio è il solo, insieme a Gabriele Muccino, a lavorare negli Stati Uniti. No, per dire. Altra partecipazione tricolore quella di Jasmine Trinca, che sarà una prostituta in uno degli scandali annunciati del Festival, ovvero L’Apollonide (Souvenirs De La Maison Close), nuovo titolo di Betrand Bonello, già autore di Le Pornographe.

Smettendola subito con il campanilismo, si nota la solita lista di veri e propri giganti del Cinema: Pedro Almodóvar, Terence Malick, i fratelli Jean Pierre & Luc Dardenne, Aki Kaurismäki, Lars von Trier. Tutti Autori che molto probabilmente (lo si spera. Lo si spera…) troveranno una distribuzione italiana. Suscitano dunque molta più curiosità quei film che forse rimarranno per noi invisibili. Ci si aspetta molto dall’esordio cinematografico della scrittrice Julia Leigh che con Sleeping Beauty promette di portare sullo schermo una sua versione erotica de La Bella Addormentata, per l’occasione con l’inquietante fisionomia di Emily Browning. Sicuramente interessante è Hara-Kiri: Death Of A Samurai, remake di Harakiri, vincitore del Premio Speciale della Giuria proprio a Cannes nel lontano 1963. A capo di questo progetto c’è il folle Takashi Miike che per questa sua ultima fatica ha scelto di sperimentare con il 3D. Se avete confidenza con il cinema di Miike, capite anche voi che molto probabilmente vedremo ettolitri di sangue arrivarci direttamente in faccia. Personalmente darei due dita della mano destra per vedere Drive, film di quello che è sicuramente uno dei registi più interessanti in attività oggi, Nicolas Winding Refn che mentre si prepara al remake del classico della sci-fi seventies, La Fuga di Logan, porta a la croisette Drive. Qui Ryan Gosling interpreta un ex stuntman professionista che si ritrova a fare l’autista. Ma soprattutto una taglia sulla propria testa. Nel cast anche l’enorme Bryan Cranston, protagonista di Breaking Bad. Facciamo pure tre dita, dai.

La sezione Un Certain Regard viene invece inaugurata dall’ultima fatica di Gus Van Sant, Restless. La trama è talmente forte da mettere paura: una malata terminale adolescente si innamora di un ragazzo la cui passione consiste nell’imbucarsi ai funerali altrui. Per non farci mancare nulla, i due incontreranno il fantasma di un kamikaze giapponese morto durante la Seconda Guerra Mondiale. Piuttosto preoccupante anche Arirang, documentario di Kim Ki-duk. La preoccupazione deriva dall’oggetto del lavoro dell’alterno regista coreano: sé stesso. Arirang, alla faccia dell’autoreferenzialità, è infatti un documentario incentrato sulla sua carriera. Altro regista dalla carriera alterna, capace di firmare capolavori come L’Età Inquieta come (sia detto, anche in questo caso, con il massimo rispetto per le istituzioni) incredibili ciofeche come Twentynine Palms, è Bruno Dumont. Quest’anno si presenta con Hors Satan, film che racconta dello strano rapporto tra una ragazza di campagna e un simpatico sociopatico. Attendiamo fiduciosi i resoconti dai fortunati che in questi giorni si trovano al Festival.

Articoli Suggeriti
Pur di girare l’Odissea tutto in IMAX, Christopher Nolan si è dovuto inventare una nuova, stranissima, grossissima macchina da presa

La cinepresa IMAX è troppo rumorosa e non si può usare per le inquadrature ravvicinate. Almeno, così è stato fino ad adesso, fino all'Odissea di Nolan.

C’è una lista di tutte le organizzazioni, iniziative e progetti musicali che devolvono i loro incassi in beneficenza a Gaza

L'ha fatta Crack Magazine e si intitola "In solidarity with Gaza: A guide to the music and resources that support the humanitarian effort".