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Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio. La sua prima sfilata potrebbe arrivare già a settembre.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
Il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.
Tra le centinaia di giornalisti licenziati dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.

Una città con un brutto nome può decidere di cambiarlo?

14 Ottobre 2020

Di città con nomi sfortunati ce ne sono tante nel mondo, tra queste Asbestos, nella regione del Québec in Canada, perché si chiama come l’amianto, minerale cancerogeno vietato in quasi 60 Paesi. È comprensibile, allora, il desiderio dell’amministrazione cittadina di cambiarne il nome, per rendere la città più appetibile a chi ci vive e, soprattutto, a chi vorrebbe investirci. «Uno dei nostri dipendenti per lo sviluppo economico è stato negli Stati Uniti l’anno scorso per un congresso, alla ricerca di opportunità internazionali», ha raccontato Caroline Payer, consigliere comunale, alla Bbc, «La gente rifiutava persino il suo biglietto da visita perché c’era scritto “Amianto” e forse pensavano che anche il biglietto da visita fosse pericoloso. Non è bellissimo dare questa prima impressione».

La situazione ha portato la città a misure drastiche. Tra il 14 e il 18 ottobre, infatti, i suoi 6.800 residenti voteranno per ribattezzarlo L’Azur-des-Cantons, Jeffrey-sur-le-Lac, Larochelle, Phénix, Trois-Lacs e Val-des-Sources. È un processo che avrà un costo di circa 100.000 dollari, ma che i leader della città sono convinti che produrrà benefici su tutta la linea. Ovviamente non è sempre stato così. L’amianto, minerale un tempo molto ambito, è stato estratto nella città per più di un secolo, per essere utilizzato nelle industrie di costruzione e produzione. La gigantesca Jeffrey Mine, larga 2 km, ha creato migliaia di posti di lavoro ben retribuiti nella comunità, plasmandone lo sviluppo e l’identità. Oggi, però, quell’epoca d’oro è ben lontana, e ne è rimangono solo le vestigia.

Asbestos non è chiaramente la prima città ad affrontare un problema simile: è successo a molte città dell’ex blocco sovietico che, dopo la dissoluzione dell’Urss hanno cambiato il loro nome foriero di brutti ricordi e di un periodo storico ormai concluso, ma è successo anche in Italia, spesso per motivi simili (basti pensare a Littoria, nome fascista, diventata Latina). Asbestos ha tentato più volte di rinnovare la propria immagine e di creare nuovi mezzi per sostenere l’economia locale. C’è stato un tentativo di trasformare la Jeffrey Mine in una sorta di parco turistico, con tanto di percorsi per arrampicata su roccia e per mountain bike, ma il progetto non è decollato per via delle preoccupazioni circa la salubrità del luogo. Payer ha raccontato che, negli anni, sono stati impiegati diversi consulenti di branding e pubbliche relazioni per ridisegnare il logo e il sito web della città e che sono stati inviati altrettanti rappresentanti in numerosi viaggi d’affari per convincere le aziende a investire nella città. La soluzione migliore, però, sembra oggi quella di chiudere quel capitolo una volta per tutte.

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