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Dopo che la Francia ha rifiutato di unirsi al Board of Peace per Gaza, Trump ha iniziato a tormentare pubblicamente Macron Dalle minacce di dazi sullo champagne alla diffusione di messaggi privati, Trump sta "punendo" Macron per la decisione di non partecipare al suo progetto di ricostruzione di Gaza.
Per entrare nel Board of Peace per Gaza istituito da Trump bisogna pagare un miliardo di dollari Tutti soldi che verranno investiti nella ricostruzione della Striscia, ha giurato l'amministrazione americana.
Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.
È morto Valentino Garavani «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota stampa della fondazione Valentino.
Il regime iraniano avrebbe intenzione di “scollegare” definitivamente il Paese da internet e farsi la sua Rete nazionale Il modello sarebbe l'internet della Corea del Nord e sistemi simili sperimentati in Russia e Cina: chiusi, inaccessibili, efficacissimi strumenti di censura.
Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.
Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.

Secondo un report delle Nazioni Unite, nazionalismo e cambiamento climatico sono collegati

25 Giugno 2019

L’emergenza climatica non riguarda solo l’accesso a risorse come acqua e cibo, ma anche la tenuta della democrazia. Climate change e crescita dei nazionalismi saranno sempre più collegati, secondo Philip Alston, Relatore speciale sulla povertà e i diritti umani delle Nazioni Unite, scrive il Guardian. Nella sua relazione al Consiglio dei diritti umani, Alston avverte: «I diritti civili e politici sono a rischio».

Lo scenario prospettato nel report porta all’estremo alcune tendenze sociali e politiche già in atto. Alston parla di un vero e proprio «apartheid del clima», in cui i più ricchi potranno difendersi dal caldo e dalla fame, mentre i poveri saranno destinati a subire. «Il rischio di un comune malcontento, di una crescente ineguaglianza, stimolerà risposte nazionaliste, razziste, xenofobe. Mantenere un equilibrio tra diritti civili e politici sarà estremamente complesso»

Secondo Alston, «il cambiamento climatico minaccia di annullare gli ultimi 50 anni di progresso in tema di salute e riduzione della povertà globale». E saranno i Paesi in via di sviluppo a pagare il 75% del costo della crisi climatica, nonostante la parte più povera della popolazione mondiale sia responsabile solo del 10% delle emissioni di CO2.

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