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18:40 mercoledì 15 aprile 2026
In Russia non solo non si può vedere Heated Rivalry, ma si viene multati anche solo a parlarne Una rivista che aveva "osato" recensire la serie Hbo si è vista recapitare una multa di 500 mila rubli, l'equivalente di circa 6 mila euro.
In dieci anni gli affitti a Berlino sono aumentati del 69 per cento I prezzi sono aumentati in tutta la Germania, ma nella capitale la situazione è nettamente la peggiore.
La petizione per interrompere tutti i rapporti tra Unione europea e Israele ha superato il milione di firme Ora la Commissione europea dovrebbe presentare al Consiglio una proposta formale che, se approvata, porterà alla sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele.
Al Festival di Cannes verrà presentato Gli amanti della notte, il primo film tratto da un romanzo di Mieko Kawakami All the Lovers in the Night di Yukiko Sode, tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice giapponese, è stato selezionato nella sezione Un Certain Regard.
La Danimarca è diventata il primo Paese al mondo a usare solo energie rinnovabili per un mese intero A marzo del 2025 il Paese è riuscito a soddisfare tutto il suo fabbisogno energetico usando solo l'eolico e il solare, per 31 giorni consecutivi.
Il fotografo che ha fatto la copertina dell’Espresso sugli abusi dei coloni israeliani in Palestina è stato costretto a pubblicare un video della scena per dimostrare che la foto non è fatta con l’AI Pietro Masturzo si è dovuto difendere dalle accuse di aver pubblicato una foto falsa. Non è bastato a convincere gli accusatori.
C’è un book club in cui si pagano 1500 euro per leggere in silenzio assieme a degli sconosciuti a cui non bisogna rivolgere la parola Si chiama Rest + Read, si tiene in Galles e si pagano 1.250 sterline (1.495 euro) per quattro giorni di lettura e silenzio.
Una delle nuove differenze tra ricchi e poveri è il green divide, cioè la possibilità e facilità di accedere a zone verdi Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.

In California ci sono sempre più studenti senza tetto

16 Novembre 2021

Recentemente in California si è discusso del piano dell’Università di Santa Barbara di costruire un gigantesco dormitorio per gli studenti: 4500 posti letto, mini-appartamenti e pochissime finestre. Lo hanno ribattezzato “Dormzilla”. L’opinione pubblica californiana e nazionale l’ha presa malissimo: non sono condizioni abitative degne per la futura classe dirigente del Paese. Ma, a giudicare da quanto riportato dal Los Angeles Times, per molti studenti un mini-appartamento in una mega-dormitorio sarebbe un miglioramento sensibile della condizione abitativa. La California vive da anni una crisi abitativa provocata dall’innalzamento dei prezzi per l’acquisto e l’affitto delle case. La pandemia ha peggiorato la situazione e ora tantissimi studenti si ritrovano a vivere in camere d’albergo o a dormire in macchina.

Solo 12 dei 116 campus californiani hanno un “housing program”, un progetto dedicato esclusivamente a mettere un tetto sopra la testa degli studenti. In mezzo a questa crisi, 81 università hanno già chiesto al governo federale e statale dei fondi per la costruzione di nuove unità abitative dedicate, ma il tempo è poco e la necessità impellente: il 20% degli iscritti ai community college è senza casa, 16.000 studenti solo tra University of California e California State University sono in questo momento in lista d’attesa per un appartamento, a Berkley soltanto hanno rifiutato 5.500 richieste già questo autunno, nonostante il 40% degli iscritti abbia dichiarato che il costo della vita in città è semplicemente troppo alto. In alcuni casi, la situazione arriva al grottesco: il Long Beach City College ha lanciato un programma che permette agli studenti di parcheggiare la macchina in cui dormono in uno spazio di proprietà dell’università, così almeno non pagano il parcheggio e non rischiano la multa. I posti a disposizione sono 15:11 sono già stati assegnati. Oltre alla pandemia e alla housing crisis californiana, le cause di questa situazione hanno a che vedere anche con politiche relative all’università adottate in passato. La University of California, per esempio, dal 2015 ha aumentato gli iscritti di 27.583 unità. I posti letto aggiunti sono stati 22.000.

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