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Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

I quadri di Bush convincono il New York Times

18 Aprile 2017

Non mancano, nella storia recente, capi di Stato e di governo che, dopo o durante il loro incarico, si sono dati alla pittura: due degli esempi più noti sono Dwight D. Eisenhower e Winston Churchill. Della passione per la pittura di George W. Bush già si sapeva, se n’era parlato nel 2013, quando alcune sue creazioni erano finite su internet, generando reazioni non propriamente entusiaste della critica. A quattro anni di distanza, Bush pittore torna a fare parlare di sé per l’uscita del volume Portraits of Courage, che raccoglie le storie e i ritratti di alcuni veterani della guerra dell’Iraq, la campagna militare voluta da Bush quando era presidente. Il volume è in testa alla classifica non-fiction dei bestseller del New York Times. I suoi detrattori hanno fatto notare che difficilmente tali immagini avrebbero suscitato tanta attenzione se non fossero state dipinte da un ex presidente, tuttavia sul Nyt Jonathan Alter ha spiegato perché secondo lui Portraits of Courage è un lavoro importante.

US-POLITICS-ART-BUSH

Alter, va fatto notare, è un giornalista specializzato nel seguire le vite dei presidenti, non è un critico d’arte, e la sua opinione si concentra sulla valenza storico-politica delle opere di Bush pittore, più che sui loro meriti artistici. Tuttavia sostiene che il caso di George W. Bush è molto diverso rispetto a quello di altri ex politici i cui quadri sarebbero del tutto privi di interesse, se non per la mano celebre che li ha dipinti. La portata dell’opera di Bush, spiega Alter, sta nel tema scelto, la guerra dell’Iraq, e di come questo tema tocchi l’eredità storica del leader, visto che a detta di molti la campagna militare è stato il suo più grave errore. Inoltre, i ritratti dei veterani trasmettono un messaggio di rispetto nei confronti di chi ha combattuto una guerra, che rappresenta un passo avanti rispetto all’atteggiamento dei presidenti tenuto nei confronti dei veterani del Vietnam.

«Il successo di Portraits of Courage (i cui proventi andranno ad aiutare i veterani) è qualcosa di più di un classico “grazie ragazzi”. Testimonia una determinazione, genuina e bipartisan, di fare un po’ meglio questa volta; di sostenere la guarigione in tutte le sue forme, anche da parte di un presidente che ha creato le condizioni che hanno reso necessaria una guarigione. Riflette la nostra fascinazione per come i leader gestiscono il dolore e il rimorso», scrive il giornalista. Che poi prosegue: «Indipendentemente dal fatto che uno abbia o meno sostenuto l’invasione di Bush nel 2003 (sbagliando, io l’ho fatto), commemorare i 40 mila americani coraggiosi che hanno lasciato un pezzetto di sé in Iraq e in Afghanistan sembra un passo doveroso, anche se piccolo, nel colmare il divario tra mondo civile e il mondo militare».

La presentazione del volume Portraits of Courage: febbraio 2017 (Getty)
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