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13:11 sabato 13 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
Una booktoker ha provato a registrare come marchio lo slogan “hot girls read” e le altre booktoker l’hanno contestata finché non ci ha rinunciato Allie Mitrovich ha pensato che uno slogan che non è di nessuno poteva benissimo diventare suo. BookTok non ha apprezzato l'idea.
È uscito il primo trailer del sequel di The Social Network e sono tutti straniti dal fatto che non c’è Jesse Eisenberg a interpretare Mark Zuckerberg A quindici anni da The Social Network, l'arduo compito di ereditare il ruolo di Zuckerberg passa a Jeremy Strong, la cui trasformazione fisica, segnata da un inedito capello rosso ossigenato, sta già dividendo i fan tra chi grida al colpo di genio e chi rimpiange l'interpretazione originale.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.

Buon costume: Sport Illustrated

12 Giugno 2011

Sono rimasti pochi gli eventi in cui il beachwear si rivela per quello che è, si smarca dalla couture e diventa un segmento differente della moda. Non si inserisce nel semplice comparto accessori eppure è troppo stagionale per coprire anche solo una P/E o SS. Nel momento in cui costumi e ready to wear in versione marina occupano le prime posizioni delle pagine pubblicitarie inizia quel limbo, brevissimo, in cui il beachwear ha una sua dimensione. Effimera e d’impatto. Poche campagne e piazzamenti di marketing vario hanno però lo stesso effetto di quando esce il numero Sports Illustrated Swimsuit Edition.
Di certo non è questione di buona distribuzione pubblicitaria, anzi, lo zoccolo duro che anima lettori/acquirenti del numero iconico della rivista è sicuramente attratto dalla seconda parte del nome del magazine, ma resta il fatto che lì il beachwear anticipa di gran lunga le stagioni (le prewiev già a fine inverno) pur rimanendo credibile. Sports Illustrated, la storica rivista USA nata nel 1954 e diventata una delle bibbie dello sport una manciata di anni prima del ’68 peace&love, lancia il suo supplemento cult, Sports Illustrated Swimsuit Edition. Ovvero: una carrellata di scatti poco sportivi e molto beachwear che farà scuola, dal Calendario Pirelli diTerry Richardson di due anni fa fino alla campagna pubbliciataria della nuova linea di costumi firmata dalla super top Gisele Bündchen (la quale ha minacciato di lasciare le passerelle salvo poi ritrovarsi da gestire l’esigenza “ipanema” di vivere una vita in bikini; e tra tutte le fonti a cui ispirarsi la principale doveva essere proprio quel numero speciale che è un punto necessario nel cv di una top model).
Nel 1964, infatti,  nasceva la reliquia del buon costume dove modelle (lontane dall’attuale rigore longilineo) indossavano bikini mozzafiato su spiagge edonistiche. Una boccata d’aria per i lettori annuali che avevano sotto agli occhi principalmente volti bruti del football americano o giganti dinoccolati del basket. Un universo monotematico (e al femminile) che con il tempo si è unito a un’altra formula “one shot” del circuito moda: lo show invernale di Victoria’s Secret, sfilata di lingerie “interpretata” dove gli angeli del brand molto spesso sono passati anche dalle pagine non troppo patinate di SI Swimsuit Edition.  E se a febbraio Terry McDonnell (direttore del gruppo SI) si gode l’incremento annuale che rinforza le casse della Time Warner, tra i fedelissimi sale il totoscommesse circa chi interpreterà la cover del numero. Per la cronaca, sull’edizione 2011 ritorno al proud americano con la modella del Midwest Kate Upton, già definita la nuova Cindy Crowford per la silhouette statuaria.

Mentre il numero cult di SI prosegue la sua filosofia beachwear only anche sul sito con approfondimento artistico – vedi reinterpretazione dei costumi di stagione disegnati da scrupolosi body artist su top come Alyssa Miller – i costumi da bagno traghettano verso l’estate e si bruciano in fretta la stagione-vetrina. Da campagne pubblicitarie e servizi di moda spariscono le iconiche spiagge e giardini tropicali -location necessarie per il numero speciale di Sports Illustrated– e si scelgono quasi sempre fondali cristallini e yacht di design, bikini meno succinti e perenne spirito da long weekend eoliano, si indossano maxi collane a corredo di outfit che “finiscono” in fretta. Ma a (ben) guardare Kate Upton,  fin troppo a suo agio, non era questo il senso del beachwear?

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