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Un contadino tedesco ha costruito un santuario per salvare dal macello i montoni gay che rifiutano di accoppiarsi con le pecore Lui si chiama Michael Stücke e il rifugio Rainbow Wool: dal 2023 a oggi hanno salvato decine e decine di animali.
Una delle candidate al titolo di borsa dell’estate è una falsa Birkin fatta di plastica ma che sembra fatta di gelatina Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.
Il film più strano della prossima Mostra del Cinema di Venezia è senza dubbio Joie de vivre di Luca Guadagnino, un documentario su Bernardo Bertolucci lungo più di 7 ore Nel presentarlo, il direttore della Mostra Alberto Barbera ha assicurato che «si rimane inchiodati allo schermo per sette ore, noi abbiamo fatto questa esperienza senza riuscire a staccare un attimo lo sguardo».
In Spagna è stata costruita una nuova “superciclabile”: è lunga 2180 km e attraversa 168 Comuni Oltre che due parchi nazionali, sette parchi naturali, due geoparchi riconosciuti dall’Unesco, tutti nella regione di Castilla-La Mancha.
Uno scultore italiano ha speso 100 mila dollari per scolpire una statua di Charlie Kirk che però nessuno gli ha chiesto e nessuno vuole Sergio Furnari ha lanciato un crowdfunding per coprire i costi dell'opera (che vuole esporre a Times Square). Finora ha raccolto 8 mila dollari. Su 150 mila richiesti.
Il presidente dei Marvel Studios ha detto che Adam Driver lo chiama spesso per dirgli che non ha nessuna intenzione di fare un film Marvel Lo ha detto Kevin Feige in persona: lui e Driver si sentono regolarmente su Zoom e Driver gli dà sempre la stessa risposta, cioè no.
Ad aumentare il rischio di incendi adesso c’è anche il fatto che sui “mercati predittivi” si può scommettere sugli incendi Quanti acri consumeranno le fiamme, quali quartieri verranno raggiunti, quando gli incendi saranno domati: ci sono piattaforme sulle quali si può scommettere su tutto questo.

Buon costume: Sport Illustrated

12 Giugno 2011

Sono rimasti pochi gli eventi in cui il beachwear si rivela per quello che è, si smarca dalla couture e diventa un segmento differente della moda. Non si inserisce nel semplice comparto accessori eppure è troppo stagionale per coprire anche solo una P/E o SS. Nel momento in cui costumi e ready to wear in versione marina occupano le prime posizioni delle pagine pubblicitarie inizia quel limbo, brevissimo, in cui il beachwear ha una sua dimensione. Effimera e d’impatto. Poche campagne e piazzamenti di marketing vario hanno però lo stesso effetto di quando esce il numero Sports Illustrated Swimsuit Edition.
Di certo non è questione di buona distribuzione pubblicitaria, anzi, lo zoccolo duro che anima lettori/acquirenti del numero iconico della rivista è sicuramente attratto dalla seconda parte del nome del magazine, ma resta il fatto che lì il beachwear anticipa di gran lunga le stagioni (le prewiev già a fine inverno) pur rimanendo credibile. Sports Illustrated, la storica rivista USA nata nel 1954 e diventata una delle bibbie dello sport una manciata di anni prima del ’68 peace&love, lancia il suo supplemento cult, Sports Illustrated Swimsuit Edition. Ovvero: una carrellata di scatti poco sportivi e molto beachwear che farà scuola, dal Calendario Pirelli diTerry Richardson di due anni fa fino alla campagna pubbliciataria della nuova linea di costumi firmata dalla super top Gisele Bündchen (la quale ha minacciato di lasciare le passerelle salvo poi ritrovarsi da gestire l’esigenza “ipanema” di vivere una vita in bikini; e tra tutte le fonti a cui ispirarsi la principale doveva essere proprio quel numero speciale che è un punto necessario nel cv di una top model).
Nel 1964, infatti,  nasceva la reliquia del buon costume dove modelle (lontane dall’attuale rigore longilineo) indossavano bikini mozzafiato su spiagge edonistiche. Una boccata d’aria per i lettori annuali che avevano sotto agli occhi principalmente volti bruti del football americano o giganti dinoccolati del basket. Un universo monotematico (e al femminile) che con il tempo si è unito a un’altra formula “one shot” del circuito moda: lo show invernale di Victoria’s Secret, sfilata di lingerie “interpretata” dove gli angeli del brand molto spesso sono passati anche dalle pagine non troppo patinate di SI Swimsuit Edition.  E se a febbraio Terry McDonnell (direttore del gruppo SI) si gode l’incremento annuale che rinforza le casse della Time Warner, tra i fedelissimi sale il totoscommesse circa chi interpreterà la cover del numero. Per la cronaca, sull’edizione 2011 ritorno al proud americano con la modella del Midwest Kate Upton, già definita la nuova Cindy Crowford per la silhouette statuaria.

Mentre il numero cult di SI prosegue la sua filosofia beachwear only anche sul sito con approfondimento artistico – vedi reinterpretazione dei costumi di stagione disegnati da scrupolosi body artist su top come Alyssa Miller – i costumi da bagno traghettano verso l’estate e si bruciano in fretta la stagione-vetrina. Da campagne pubblicitarie e servizi di moda spariscono le iconiche spiagge e giardini tropicali -location necessarie per il numero speciale di Sports Illustrated– e si scelgono quasi sempre fondali cristallini e yacht di design, bikini meno succinti e perenne spirito da long weekend eoliano, si indossano maxi collane a corredo di outfit che “finiscono” in fretta. Ma a (ben) guardare Kate Upton,  fin troppo a suo agio, non era questo il senso del beachwear?

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