Hype ↓
22:36 martedì 10 febbraio 2026
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.

Il magazine Air Afrique debutta in collaborazione con Bottega Veneta

23 Giugno 2023

Dopo il rilancio di Butt Magazine, Bottega Veneta continua a supportare l’editoria indipendente sotto la guida di Matthieu Blazy. Il marchio ha infatti annunciato una nuova partnership con Air Afrique, una nuova piattaforma che si focalizza sull’arte e la conversazione intorno alla diaspora africana. La rivista, ideata da un giovane collettivo parigino e ispirata alle riviste panafricane del XX secolo, debutterà con un evento al Centre Pompidou di Parigi il 23 giugno 2023, durante le sfilate maschili. Air Afrique prende il suo nome dall’omonima compagnia aerea panafricana operativa tra il 1961 e il 2002, proprietà “condivisa” tra Senegal, Repubblica Centrafricana, Camerun, Costa d’Avorio, Gabon, Benin, Burkina Faso, Mauritania, Niger, Congo e Ciad. Espressione tanto della nuova indipendenza raggiunta da quei Paesi quanto di un ideale panafricano, Air Afrique è stata negli anni mecenate delle arti e della cultura, oltre che un mezzo di trasporto transfontaliero. Pubblicata sia in francese che in inglese, Air Afrique è guidata dalla visione culturale della compagnia aerea e dalla sua rivista di bordo Balafon, che si è distinta per la sua capacità per celebrare la diversità culturale e storica del continente africano.

Air Afrique Numero 1

Air Afrique Numero 1

Basile Boli, assieme al suo agente Pape Diouf e a Mody Diop, arriva a Dakar dopo aver vinto la Champions League con il Marsiglia nel 1993

La nuova Air Afrique continuerà in questa direzione: ogni numero della rivista includerà sia materiale d’archivio proveniente dal patrocinio culturale della compagnia aerea, sia approfondimenti su scrittori e artisti contemporanei francesi, franco-caraibici e non solo. Il collettivo Air Afrique è oggi composto dalla fondatrice e direttrice creativa Lamine Diaoune, dal caporedattore Amandine Nada, dai co-fondatori Djiby Kebe e Jeremy Konko, dai redattori Zhedy Nuentsa e Ahmadou-Bamba Thiam e dal grafico Axel Pelletanche. «Vogliamo far rivivere l’espressione multiforme africana che Air Afrique ha rappresentato», ha detto Lamine Diaoune, «La nostra missione è preservare questo patrimonio e riportare Air Afrique nel mondo delle conversazioni culturali, costruendo una presenza culturale sull’esempio di quanto è stato fatto in passato». «Air Afrique era più di una compagnia aerea. Era una piattaforma culturale», aggiunge Djiby Kebe, «Vogliamo condividere l’archivio di Air Afrique e crearne uno nuovo – per raccontare questo momento storico di espressione nelle comunità africane».

Air Afrique Numero 1

Air Afrique Numero 1

Bottega Veneta metterà a disposizione della rinata rivista il suo marchio e le sue piattaforme, oltre a organizzare eventi su misura per supportare i lanci dei numeri e aiutare nella costruzione di una comunità di lettori. Il marchio produrrà anche una serie di coperte in edizione limitata realizzate dal designer franco-sudanese Abdel El Tayeb, che fa parte dell’ufficio stile di Bottega Veneta. Appositamente commissionata da Blazy per celebrare il lancio di Air Afrique, ogni coperta è una composizione unica di lana pregiata, pelle argentata e shearling provenienti dall’archivio di Bottega Veneta. Sotto la sua etichetta “El Tayeb Nation”, El Tayeb combina perciò l’artigianato sudanese con la sartoria occidentale. L’aspirazione è quella di creare uno spazio in cui gli afro-discendenti possano esprimere la loro identità multiculturale. I disegni delle coperte afro-futuristiche di Air Afrique si ispirano ai motivi vivaci del tradizionale abito “toub” indossato dalla madre di El Tayeb.

«Attraverso le nostre partnership con le riviste indipendenti, riconosciamo il lavoro, la creatività e il potere silenzioso delle pubblicazioni su scala ridotta che danno voce a comunità specifiche», hanno spiegato da Bottega Veneta, «Ogni rivista è un esempio di design di qualità, rigore editoriale, di chiarezza e originalità di visione». Un approccio che caratterizza la direzione creativa di Blazy ma che in realtà fa parte dell’heritage del brand: nel 1972, Bottega Veneta apre infatti il suo primo negozio in assoluto su Madison Avenue a New York, e ben presto si associa alla comunità creativa della città, in particolare a quella che si riuniva intorno a Andy Warhol. Nel 1978, il marchio lancia la campagna “When Your Own Initials Are Enough” sulla rivista di Warhol Interview.

Articoli Suggeriti
Simone Bellotti è il nuovo direttore creativo di Jil Sander

Nei giorni del Salone del Mobile tornerà il Miu Miu Literary Club

Leggi anche ↓
Simone Bellotti è il nuovo direttore creativo di Jil Sander

Nei giorni del Salone del Mobile tornerà il Miu Miu Literary Club

Louis Vuitton lancia la linea La Beauté

Valentino e Dream Baby Press regalano poesie e lettere d’amore per San Valentino

Gucci conclude la collaborazione con il Direttore creativo Sabato De Sarno

Kim Jones lascia Dior Men