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03:16 lunedì 20 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Il sessismo alla rovescia dei bonobo

12 Settembre 2016

Alcuni ricercatori hanno osservato che gli esemplari femmina dei bonobo, un primate diffuso nell’Africa centrale, spesso si alleano per respingere l’aggressione sessuale di un esemplare maschio, e che questo fenomeno si verifica anche nel caso non vi siano legami di sangue o sociali tra gli esemplari coinvolti. Nelle femmine di bonobo, al contrario di quanto avviene con gli scimpanzé ad esempio, prevarrebbe dunque una sorta di cameratismo non presente tra gli esemplari maschi, dove i legami di solidarietà sono deboli, contribuendo a creare un’organizzazione sociale matriarcale.

«A volte penso che i bonobo stiano alzati la sera a leggere ricerche sul comportamento dei primati, per poi fare il contrario», ha dichiarato al New York Times Joan Silk, primatologo dell’Arizona State University. La ricercatrice Amy Parish, i cui studi si concentrano sugli animali in cattività, ha riportato un caso emblematico avvenuto allo zoo di Stoccarda, dove due esemplari femmina hanno attaccato un maschio mordendogli l’organo sessuale. Ad aggiungere stranezza al carattere insolito della loro società, c’è il fatto che ad aiutare le giovani bonobo sono elementi più di spicco all’interno della loro organizzazione sociale, femmine anziane disposte a battersi per preservarla. 

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Perché le femmine di bonobo collaborano, mentre gli esemplari maschi non lo fanno? Secondo i ricercatori questa divergenza comportamentale deriva da precise condizioni biologiche: le femmine, che abbandonano il branco in cui sono nate per insediarsi in altri, si sono evolute in un ecosistema ricco di cibo, il ché significava che potevano nutrirsi senza doversi per forza spartire le risorse e, di conseguenza, potendo creare i legami di cui sopra. I maschi, invece, restano con le madri a vita e durante la crescita sono subordinati a quest’ultime, sia in termini di status che per gli approvvigionamenti, e per questa ragione non avrebbero maturato la tendenza a cooperare come i loro corrispettivi femminili.

Secondo i ricercatori la comprensione di questo particolare comportamento avrà delle ripercussioni sulle ricerche sull’evoluzione umana, soprattutto in riferimento alla sfera biologica femminile: in fondo il nostro patrimonio genetico non è lontanissimo da quello dei primati africani.

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