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Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».

Blue Lines dei Massive Attack usciva oggi, 30 anni fa

08 Aprile 2021

Scegliere una traccia preferita tra i nove brani che compongono Blue Lines dei Massive Attack è praticamente impossibile. Forse “Safe From Harm”, o “Blue Lines” o “Unfinished Sympathy”, ma è difficile trovare un altro disco così privo di alti e bassi. Era l’8 aprile del 1991 quando il gruppo di Bristol, insieme a Tricky (rapper di talento che poi seguì carriera solista), pubblicava il suo primo album, creando un genere che era un mix tra soul e hip hop, con i bassi profondissimi e seducenti, e che il magazine inglese Mixmag ribattezzò come “trip hop” mentre altri lo considerarono l’iniziatore del cosiddetto “suono di Bristol”. Oggi, a trent’anni di distanza, Blue Lines rimane ancora uno dei dischi più belli della storia della musica.

Popmatters, raccontandone la storia, ha parlato del disco che «ha cambiato tutto per sempre». Perché Blue Lines non è un’opera importante solo perché è straordinariamente bella, lo è perché ha espresso tutto un nuovo modo di “fare” musica, ovvero di costruirla con i campionamenti, essendo il primo album di successo fatto quasi esclusivamente di musica altrui riadattata, tagliata e incollata, rielaborata e proposta in contesti nuovi. E non è un caso sia nato proprio a Bristol, che nei tardi anni Ottanta, differentemente da Londra in cui impazzava l’acid house, si ballavano cose più black provenienti dalla comunità giamaicana, rendendola quindi più ricettiva ai suoni del reggae, del soul, del jazz e dell’hip hop.

La copertina di Blue Lines, uscito l’8 aprile del 1991

La storia dell’album ha a che fare con quanto venuto prima dei Massive Attack. Nel quartiere di St. Pauls di questa piccola metropoli inglese, era nato il sound system The Wild Bunch, famoso nella scena underground grazie ai party (non tutti legali) che sancivano la collaborazione di dj e rapper, tra il post-punk e i suoni più morbidi e rilassati dell’hip hop e del reggae, ma quella di Bristol era una scena culturale che andava anche oltre la musica: Banksy, anche lui di Bristol, ha sempre detto di essersi ispirato allo stile di graffiti di Robert “3D” Del Naja, una delle anime di quel collettivo e poi appunto fondatore dei Massive Attack (anzi per alcuni si tratterebbe della stessa persona).

Del Naja insieme a Grant “Daddy G” Marshall e ad Andrew “Mushroom” Vowles, decisero di mettersi in proprio per dar vita ai Massive Attack, che nel ’91 pubblicarono il risultato delle loro sperimentazioni: Blue Lines. Il disco s’impose subito all’attenzione mondiale come opera innovativa per la magia degli arrangiamenti e anche un artwork magnifico (tutto opera di Del Naja), e la bellezza delle voci e delle melodie, come quella di “Unfinished Sympathy, imperniata su un loop infinito di synth, su un tintinnio perpetuo e interpretata da Shara Nelson, che finì per diventare addirittura una hit. E a risentirla, così attuale com’è, potrebbe benissimo esserlo ancora.

A quel disco seguirono poi altre pietre miliari del suono di quegli anni come Protection (1994) e Mezzanine (1998), il loro più grande successo commerciale (con 4 milioni di copie vendute).

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