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C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.

Blue Lines dei Massive Attack usciva oggi, 30 anni fa

08 Aprile 2021

Scegliere una traccia preferita tra i nove brani che compongono Blue Lines dei Massive Attack è praticamente impossibile. Forse “Safe From Harm”, o “Blue Lines” o “Unfinished Sympathy”, ma è difficile trovare un altro disco così privo di alti e bassi. Era l’8 aprile del 1991 quando il gruppo di Bristol, insieme a Tricky (rapper di talento che poi seguì carriera solista), pubblicava il suo primo album, creando un genere che era un mix tra soul e hip hop, con i bassi profondissimi e seducenti, e che il magazine inglese Mixmag ribattezzò come “trip hop” mentre altri lo considerarono l’iniziatore del cosiddetto “suono di Bristol”. Oggi, a trent’anni di distanza, Blue Lines rimane ancora uno dei dischi più belli della storia della musica.

Popmatters, raccontandone la storia, ha parlato del disco che «ha cambiato tutto per sempre». Perché Blue Lines non è un’opera importante solo perché è straordinariamente bella, lo è perché ha espresso tutto un nuovo modo di “fare” musica, ovvero di costruirla con i campionamenti, essendo il primo album di successo fatto quasi esclusivamente di musica altrui riadattata, tagliata e incollata, rielaborata e proposta in contesti nuovi. E non è un caso sia nato proprio a Bristol, che nei tardi anni Ottanta, differentemente da Londra in cui impazzava l’acid house, si ballavano cose più black provenienti dalla comunità giamaicana, rendendola quindi più ricettiva ai suoni del reggae, del soul, del jazz e dell’hip hop.

La copertina di Blue Lines, uscito l’8 aprile del 1991

La storia dell’album ha a che fare con quanto venuto prima dei Massive Attack. Nel quartiere di St. Pauls di questa piccola metropoli inglese, era nato il sound system The Wild Bunch, famoso nella scena underground grazie ai party (non tutti legali) che sancivano la collaborazione di dj e rapper, tra il post-punk e i suoni più morbidi e rilassati dell’hip hop e del reggae, ma quella di Bristol era una scena culturale che andava anche oltre la musica: Banksy, anche lui di Bristol, ha sempre detto di essersi ispirato allo stile di graffiti di Robert “3D” Del Naja, una delle anime di quel collettivo e poi appunto fondatore dei Massive Attack (anzi per alcuni si tratterebbe della stessa persona).

Del Naja insieme a Grant “Daddy G” Marshall e ad Andrew “Mushroom” Vowles, decisero di mettersi in proprio per dar vita ai Massive Attack, che nel ’91 pubblicarono il risultato delle loro sperimentazioni: Blue Lines. Il disco s’impose subito all’attenzione mondiale come opera innovativa per la magia degli arrangiamenti e anche un artwork magnifico (tutto opera di Del Naja), e la bellezza delle voci e delle melodie, come quella di “Unfinished Sympathy, imperniata su un loop infinito di synth, su un tintinnio perpetuo e interpretata da Shara Nelson, che finì per diventare addirittura una hit. E a risentirla, così attuale com’è, potrebbe benissimo esserlo ancora.

A quel disco seguirono poi altre pietre miliari del suono di quegli anni come Protection (1994) e Mezzanine (1998), il loro più grande successo commerciale (con 4 milioni di copie vendute).

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