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20:44 lunedì 25 maggio 2026
Il Comune di Detroit, città natale della techno, ha istituito la Settimana della Techno La sindaca Mary Sheffield ha proclamato la settimana dal 18 al 25 maggio Detroit Techno Week, in coincidenza con il festival Movement all’Hart Plaza.
I tech bros hanno fatto di tutto per convincere il Papa che l’AI è cosa buona e giusta, ma i loro sforzi non sono serviti a granché A giudicare dai contenuti della prima enciclica di Leone XIV, dedicata all'AI, i tentativi diplomatici di Big Tech, che ha inviato i suoi emissari in Vaticano nelle scorse settimane, l'hanno lasciato abbastanza indifferente.
Una risoluzione dell’ONU ha stabilito che i governi sono obbligati a fare tutto il possibile per combattere la crisi climatica Risoluzione approvata con solo 8 voti contrari. Per la sorpresa di nessuno, tra chi si è opposto ci sono Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Iran, Israele, Bielorussia, Liberia e Yemen.
La giuria di un prestigioso premio letterario ha premiato un racconto generato con l’AI senza accorgersi che era chiaramente generato con l’AI The Serpent in the Grove di Jamir Nazir sarebbe tutta farina del sacco di una AI. E, forse, Jamir Nazir nemmeno esiste davvero.
Dei game designer palestinesi stanno realizzando un videogioco che racconta la storia della Nakba Si intitola Dreams on a Pillow ed è stato finanziato grazie a una campagna di crowdfunding a cui hanno contribuito persone da tutto il mondo.
Molte persone stanno scoprendo che portare una powerbank in aereo è una faccenda più complicata e pericolosa di quanto ci si immagina Quello che è successo al volo EasyJet costretto a un atterraggio d'emergenza a Fiumicino ha fatto scoprire a molti le severissime regole sulle powerbank in aereo.
L’anteprima della nuova serie di Zerocalcare al Circo Massimo è diventata uno dei più grandi “festival” dell’estate italiana Un evento gratuito, al Circo Massimo, con migliaia di persone in coda per giocare ai videogiochi, ascoltare musica e guardare Due spicci, la nuova serie del fumettista.
La FAO ha detto che ci restano soltanto sei mesi per evitare una crisi alimentare in tutto il mondo Per l’agenzia, saranno cruciali le decisioni che agricoltori e governi prenderanno ora sull’uso dei fertilizzanti, sulle importazioni, sui finanziamenti e sulla scelta delle colture.

Per colpa di un attacco hacker, in Giappone stanno finendo le scorte di birra Asahi

Bar e ristoranti in queste ore stanno comprando quel che ne rimane, ma nei prossimi giorni sarà sicuramente introvabile.

03 Ottobre 2025

I locali e i ristoranti hanno tentato di fare scorta, ma è praticamente certo che nei prossimi giorni la birra Asahi diventerà introvabile. È questo il risultato di un attacco hacker che lo scorso lunedì ha colpito e fermato tutti gli stabilimenti produttivi del marchio sul territorio giapponese. Il fermo delle fabbriche Asahi è stato prolungato e ha coinvolto tutti gli stabilimenti, generando un cortocircuito organizzativo nell’intera azienda. L’impatto economico dello stop sarà davvero quantificabile solo nelle prossime settimane, mentre gli effetti per i consumatori saranno visibili a breve. Per tutti i consumatori, non sono per gli amanti della birra.

Asahi infatti è il maggior produttore di birra del Paese ma vende anche bevande gassate e tè freddo in bottiglia. Inoltre produce cibo e piatti pronti anche per aziende terze. In un comunicato stampa, Asahi ha spiegato di aver riavviato manualmente la produzione in alcuni stabilimenti, ma che è troppo presto per dire quando i suoi prodotti torneranno sugli scaffali dei negozi e dei supermercati e sui banconi dei bar giapponesi. Si preparano alle carenze di prodotti Asahi anche i konbini, i celebri, piccoli supermercatini aperti 24vore su 24, onnipresenti nelle città giapponesi. Molti prodotti a marchio 7Eleven, Lawson e FamilyMart sono infatti prodotti da Asahi.

Rimane ora da capire cosa succederà nel resto del mondo, dove gli stabilimenti hanno continuato a funzionare ma dovendo fare a meno delle importazioni provenienti dal Giappone. Il Ceo di Asahi Atsushi Katsuki si è già scusato pubblicamente per il danno causato dallo stop delle industrie del gruppo.  

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Il carrello della spesa ormai è l’unico status symbol che possiamo permetterci

I generi alimentari stanno prendendo il posto della moda nella definizione dello status culturale. È una tendenza che esiste da anni ma che si sta rafforzando in questo momento di crisi economica, come confermato anche dal report The Status Economy di Highsnobiety.