Dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, e lungo tutte le guerre di questi anni, la parola “complessità” è stata svuotata dei significati originari e riempita di ambiguità. Per questo è importante leggere una nuova generazione di inviati di guerra: per diradare la nebbia e tracciare dei confini.
La FAO ha detto che ci restano soltanto sei mesi per evitare una crisi alimentare in tutto il mondo
Per l’agenzia, saranno cruciali le decisioni che agricoltori e governi prenderanno ora sull’uso dei fertilizzanti, sulle importazioni, sui finanziamenti e sulla scelta delle colture.
Tra crisi energetica e chiusura dello Stretto di Hormuz, secondo l’ultimo report della FAO il mondo ha circa sei mesi per prepararsi a una crisi che porterà a un fortissimo aumento dei prezzi dei generi alimentari. Per l’agenzia ONU saranno cruciali le decisioni che agricoltori e governi prenderanno ora sull’uso dei fertilizzanti, sulle importazioni, sui finanziamenti e sulla scelta delle colture. La FAO ha anche invitato i governi a trovare rotte commerciali alternative per aggirare lo Stretto di Hormuz (in ogni caso e al netto di quello che succederà a Islamabad nella trattativa tra Stati Uniti e Iran), evitare di imporre restrizioni alle esportazioni e proteggere i flussi alimentari umanitari da eventuali limitazioni commerciali.
Ma l’impatto si sta già facendo sentire. L’indice dei prezzi alimentari della FAO, che tiene traccia delle variazioni mensili dei prezzi internazionali delle materie prime, ad aprile è salito per il terzo mese consecutivo. Lo shock si manifesterà in più fasi, ha affermato l’agenzia: prima l’energia, poi i fertilizzanti, poi le sementi, poi i raccolti più scarsi, poi i prezzi delle materie prime e infine l’inflazione alimentare che colpirà noi, i consumatori. A pagare le conseguenze più gravi saranno però – e come sempre – i Paesi più poveri dell’Asia, dell’Africa e dell’America, più esposti perché tradizionalmente acquistano fertilizzanti azotati (fondamentali per rigenerare il terreno e aumentarne la produttività) dal Medio Oriente.
L’allarme della FAO, come scrive Politico, arriva il giorno dopo che la Commissione Europea ha presentato il suo piano d’azione sui fertilizzanti, quello atteso da mesi, quello su cui il settore agricolo aveva riposto tutte le sue aspettative. Il piano punta su misure strutturali e di lungo periodo come riciclaggio del letame, valorizzazione dei rifiuti agricoli, economia circolare applicata all’azoto e lascia invece fuori le leve che avrebbero avuto effetti immediati sui costi come la sospensione dei dazi sulle importazioni di fertilizzanti da Russia e Bielorussia, la sospensione della tassa sul carbonio alle frontiere dell’UE. Sono misure politicamente più scomode e rischiose ma, con una crisi alimentare globale alle porte, potrebbero essere esattamente quello di cui c’è bisogno.