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21:59 giovedì 11 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

Le aziende di Big Tech stanno investendo nella creazione di neonati “di design”, cioè geneticamente modificati

I miliardari della Silicon Valley hanno deciso che quello di cui l'umanità ha bisogno è una formula per creare “neonati potenziati”.

11 Novembre 2025

Un figlio immune da malattie genetiche ed ereditarie e, perché no, anche molto intelligente e altrettanto alto. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal è questo uno dei nuovi settori in cui i miliardari della Silicon Valley stanno investendo i loro capitali. La startup Preventive avrebbe appena concluso un giro di finanziamento in cui è riuscita a raccogliere una cifra attorno ai 30 milioni di dollari, investimenti giunti da figure di spicco di Big Tech come il Ceo di OpenAI Sam Altman e il capo di Coinbase Brian Armstrong. I fondi raccolti serviranno a lavorare su un progetto di miglioramento genetico di embrioni umani, con l’obiettivo di eliminare le malattie ereditarie inscritte nel Dna dei nascituri. 

Non si tratta della “vecchia” clonazione, ma di un processo di vera e propria eugenetica, un taglia e cuci a livello di Dna. Questo tipo di pratiche è attualmente vietato dalle legislazione degli Stati Uniti e di molti altri Paesi, anche per le ovvie implicazioni morali di questo tipo di ricerche scientifiche. Lo scoop del Wall Street Journal potrebbe rovinare i piani, dunque: la ricerca attualmente è ancora in fase preclinica, non è ancora arrivata alla fase di sperimentazione umana, fosse anche solo per il fatto che si tratta di una ricerca, come detto, illegale. Il Wall Street Journal ha anche scoperto che, consapevole dell’aria grigia in cui si muove e dei rischi a cui questo la espone, Preventive avrebbe già previsto la possibilità di spostare la ricerca in Paesi con regolamentazioni più permissive (una possibilità pare potrebbero essere gli Emirati Arabi). Alcuni investitori, usciti allo scoperto, hanno rivendicato l’intento umanitario della ricerca. Lo stesso Altman, via X, si è sempre detto fiducioso che si arriverà presto a guarire definitivamente alcune malattie genetiche in breve tempo, ribadendo più volte di investire molti dei suoi capitali a sostegno della ricerca.

Ovviamente, tanti scienziati hanno già ampiamento spiegato quanto di sbagliato, moralmente, eticamente e scientificamente ci sia in questa corsa al “miglioramento umano”. Basti considerare che queste ricerche così delicate, difficili e controverse si trovano adesso nelle mani di aziende private, che hanno deciso di investirci ingenti somme non per scopi umanitari, ovviamente, ma convinte del potenziale commerciale della ricerca stessa. A suscitare preoccupazione, poi, è anche il confine sempre meno netto che separa la scienza che dovrebbe curare le malattie da quella impiegata a fini di, appunto, “miglioramento”, parola che si presta a una inquietante vastità di interpretazione. E poi, c’è anche e soprattutto il fatto che una ricerca come questa si svolga in segreto, senza alcuna trasparenza e in palese violazione della legge.

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