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18:17 sabato 22 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Le aziende di Big Tech stanno investendo nella creazione di neonati “di design”, cioè geneticamente modificati

I miliardari della Silicon Valley hanno deciso che quello di cui l'umanità ha bisogno è una formula per creare “neonati potenziati”.

11 Novembre 2025

Un figlio immune da malattie genetiche ed ereditarie e, perché no, anche molto intelligente e altrettanto alto. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal è questo uno dei nuovi settori in cui i miliardari della Silicon Valley stanno investendo i loro capitali. La startup Preventive avrebbe appena concluso un giro di finanziamento in cui è riuscita a raccogliere una cifra attorno ai 30 milioni di dollari, investimenti giunti da figure di spicco di Big Tech come il Ceo di OpenAI Sam Altman e il capo di Coinbase Brian Armstrong. I fondi raccolti serviranno a lavorare su un progetto di miglioramento genetico di embrioni umani, con l’obiettivo di eliminare le malattie ereditarie inscritte nel Dna dei nascituri. 

Non si tratta della “vecchia” clonazione, ma di un processo di vera e propria eugenetica, un taglia e cuci a livello di Dna. Questo tipo di pratiche è attualmente vietato dalle legislazione degli Stati Uniti e di molti altri Paesi, anche per le ovvie implicazioni morali di questo tipo di ricerche scientifiche. Lo scoop del Wall Street Journal potrebbe rovinare i piani, dunque: la ricerca attualmente è ancora in fase preclinica, non è ancora arrivata alla fase di sperimentazione umana, fosse anche solo per il fatto che si tratta di una ricerca, come detto, illegale. Il Wall Street Journal ha anche scoperto che, consapevole dell’aria grigia in cui si muove e dei rischi a cui questo la espone, Preventive avrebbe già previsto la possibilità di spostare la ricerca in Paesi con regolamentazioni più permissive (una possibilità pare potrebbero essere gli Emirati Arabi). Alcuni investitori, usciti allo scoperto, hanno rivendicato l’intento umanitario della ricerca. Lo stesso Altman, via X, si è sempre detto fiducioso che si arriverà presto a guarire definitivamente alcune malattie genetiche in breve tempo, ribadendo più volte di investire molti dei suoi capitali a sostegno della ricerca.

Ovviamente, tanti scienziati hanno già ampiamento spiegato quanto di sbagliato, moralmente, eticamente e scientificamente ci sia in questa corsa al “miglioramento umano”. Basti considerare che queste ricerche così delicate, difficili e controverse si trovano adesso nelle mani di aziende private, che hanno deciso di investirci ingenti somme non per scopi umanitari, ovviamente, ma convinte del potenziale commerciale della ricerca stessa. A suscitare preoccupazione, poi, è anche il confine sempre meno netto che separa la scienza che dovrebbe curare le malattie da quella impiegata a fini di, appunto, “miglioramento”, parola che si presta a una inquietante vastità di interpretazione. E poi, c’è anche e soprattutto il fatto che una ricerca come questa si svolga in segreto, senza alcuna trasparenza e in palese violazione della legge.

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