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01:16 mercoledì 11 marzo 2026
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.

Dopo 5 anni di ristrutturazione, il Big Ben è quasi pronto

17 Gennaio 2022

Alla veneranda età di 183 anni (hanno iniziato a costruirlo nel 1834 e hanno finito nel 1858) l’orologio di Westminster aveva bisogno di qualche ritocco: sotto ai ferri dal 21 agosto 2017, è finalmente spuntato dalle impalcature, sorprendendo i londinesi con un aspetto completamente diverso da quello che erano abituati a vedere grazie al ripristino della combinazione di colori originale e soprattutto all’oro dei quadranti e delle lancette. Durante il restauro il meccanismo dell’orologio da undici tonnellate e mezzo è stato rimosso per la prima volta da quando era stato costruito e i 1000 pezzi che lo compongono sono stati portati via (un viaggio in ascensore di 96 metri), riparati e puliti dalla Cumbria Clock Company in un’officina nel villaggio di Dacre, vicino a Penrith.

Non è stato un restauro semplice. Il preventivo iniziale era di 18 milioni di sterline ma la cifra raggiunta alla fine dei lavori ammonta a 80 milioni di sterline: colpa dell’amianto, dei danni delle bombe della Seconda guerra mondiale e degli effetti dell’inquinamento. Ne è valsa la pena: come riportano varie testate britanniche, tra cui Time Out, i londinesi sono rimasti sconvolti dal risultato, l’orologio non era mai stato così luminoso e scintillante. È molto probabile che il simbolo di Londra venga completamente liberato dell’impalcatura in occasione del Giubileo per i 70 anni di regno della regina Elisabetta, il 6 febbraio. Le campane, che hanno suonato per annunciare il nuovo anno dopo un lungo periodo di silenzio, dovrebbero ricominciare a scandire il tempo con i loro rintocchi in primavera.

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