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15:25 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Per il New York Times Beyoncé ha monopolizzato il Coachella

16 Aprile 2018

Nel corso degli anni il Coachella Festival ha attraversato una trasformazione che l’ha portato a diventare sempre meno “alternativo” e più pop (e redditizio, anche se i soldi che ha fruttato al suo organizzatore, a quanto pare, non sono stati spesi molto bene) non solo per quanto riguarda i musicisti invitati a esibirsi sul palco ma anche per il pubblico, composto in parte di Vip e aspiranti celebrità. Possiamo dire che questa metamorfosi, dovuta in parte al suo successo sui social, si è realizzata completamente quest’anno, con la leggendaria esibizione di Beyoncé. Secondo Jon Caramanica del New York Times, però, più pop non significa certo meno qualità. Beyoncé, infatti, ha completamente monopolizzato il Festival: con la sua statura ha oscurato tutti gli altri ospiti di questa edizione e perfino delle edizioni passate. Il suo concerto, scrive Caraminca, «ha cancellato del tutto l’ideologia del festival rilassato e disimpegnato.(…) Il suo spettacolo è stato, in tanti modi, un rimprovero». L’esibizione «ricca di storia, potentemente politica e visivamente grandiosa» non ha certo entusiasmato soltanto il critico del Nyt. Dopo questa su performance Dazed ha definito Beyoncé «la migliore artista vivente».

Quello che Beyoncé ha progettato e performato sabato sera è una sorta di esplosione dei temi già affrontati nel suo ultimo album Lemonade e soprattutto nel video che ha accompagnato l’uscita del disco. Ha cantato O Lift Every Voice and Sing, l’inno nazionale degli afroamericani, e si è fatta aiutare dalle parole di Malcolm X e di Chimamanda Ngozi Adichie, tra gli altri. Un lavoro di gruppo, grazie a un corpo di ballo straordinario (in cui si potevano avvistare diverse ballerine curvy), un’orchestra di ottoni, e le personalità che la star ha portato sul palco: le ex Destiny’s Child, il suo amato Jay Z, la sorella Solange. Una parte fondamentale dello spettacolo, poi, sono stati i costumi, di cui si è occupato Olivier Rousteing di Balmain (che ha raccontato l’esperienza a Vogue).

L’anno scorso Beyoncé aveva rinunciato a esibirsi per via della gravidanza (a differenza della rapper-ex spogliarellista Cardi B, che ieri ha ballato e cantato col pancione). Al suo posto avevamo visto una Lady Gaga molto brava ma non proprio indimenticabile. A giugno dell’anno scorso, Beyoncé ha dato vita a due gemelli: quest’anno li ha lasciati alla tata e ha affrontato una prova prima di tutto fisica, muscolare. Certo, l’evento si preannunciava straordinario a prescindere dal risultato: Beyoncé è la prima afroamericana della storia del Festival a ottenere lo slot della sera. Ma la sua energia ha trasformato l’esibizione in una prova artistica senza precedenti.

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