Esteri ↓
16:47 lunedì 12 gennaio 2026
Se esistesse un Golden Globe al Miglior meme, quest’anno l’avrebbe stravinto Leonardo DiCaprio L'attore non ha vinto il premio come Miglior attore protagonista, ma è stato senza dubbio il personaggio più commentato, screenshotato e memizzato della serata.
Il regime iraniano ha inventato un nuovo strumento di censura pur di impedire ai manifestanti di accedere a internet con Starlink Secondo gli esperti di cybersecurity, un simile livello di oscuramento delle comunicazioni, e di internet in particolare, ha pochissimi precedenti nella storia.
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.

Per il New York Times Beyoncé ha monopolizzato il Coachella

16 Aprile 2018

Nel corso degli anni il Coachella Festival ha attraversato una trasformazione che l’ha portato a diventare sempre meno “alternativo” e più pop (e redditizio, anche se i soldi che ha fruttato al suo organizzatore, a quanto pare, non sono stati spesi molto bene) non solo per quanto riguarda i musicisti invitati a esibirsi sul palco ma anche per il pubblico, composto in parte di Vip e aspiranti celebrità. Possiamo dire che questa metamorfosi, dovuta in parte al suo successo sui social, si è realizzata completamente quest’anno, con la leggendaria esibizione di Beyoncé. Secondo Jon Caramanica del New York Times, però, più pop non significa certo meno qualità. Beyoncé, infatti, ha completamente monopolizzato il Festival: con la sua statura ha oscurato tutti gli altri ospiti di questa edizione e perfino delle edizioni passate. Il suo concerto, scrive Caraminca, «ha cancellato del tutto l’ideologia del festival rilassato e disimpegnato.(…) Il suo spettacolo è stato, in tanti modi, un rimprovero». L’esibizione «ricca di storia, potentemente politica e visivamente grandiosa» non ha certo entusiasmato soltanto il critico del Nyt. Dopo questa su performance Dazed ha definito Beyoncé «la migliore artista vivente».

Quello che Beyoncé ha progettato e performato sabato sera è una sorta di esplosione dei temi già affrontati nel suo ultimo album Lemonade e soprattutto nel video che ha accompagnato l’uscita del disco. Ha cantato O Lift Every Voice and Sing, l’inno nazionale degli afroamericani, e si è fatta aiutare dalle parole di Malcolm X e di Chimamanda Ngozi Adichie, tra gli altri. Un lavoro di gruppo, grazie a un corpo di ballo straordinario (in cui si potevano avvistare diverse ballerine curvy), un’orchestra di ottoni, e le personalità che la star ha portato sul palco: le ex Destiny’s Child, il suo amato Jay Z, la sorella Solange. Una parte fondamentale dello spettacolo, poi, sono stati i costumi, di cui si è occupato Olivier Rousteing di Balmain (che ha raccontato l’esperienza a Vogue).

L’anno scorso Beyoncé aveva rinunciato a esibirsi per via della gravidanza (a differenza della rapper-ex spogliarellista Cardi B, che ieri ha ballato e cantato col pancione). Al suo posto avevamo visto una Lady Gaga molto brava ma non proprio indimenticabile. A giugno dell’anno scorso, Beyoncé ha dato vita a due gemelli: quest’anno li ha lasciati alla tata e ha affrontato una prova prima di tutto fisica, muscolare. Certo, l’evento si preannunciava straordinario a prescindere dal risultato: Beyoncé è la prima afroamericana della storia del Festival a ottenere lo slot della sera. Ma la sua energia ha trasformato l’esibizione in una prova artistica senza precedenti.

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