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04:29 domenica 11 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

Beto O’Rourke si è pentito di quella cover di Vanity Fair

15 Maggio 2019

In un’intervista rilasciata durante il programma televisivo The View su ABC News, Beto O’Rourke ha dichiarato che la sua cover uscita a marzo per Vanity Fair, quella in cui compare accanto alla scritta “Man, I’m just born to be in it” (“Sono nato per questo”), era «una di quelle cose che io ho avuto il privilegio di fare nella mia vita e che la maggior parte delle persone non possono permettersi di fare». La storia di copertina – che era stata accolta con un misto di ilarità e scetticismo – serviva a lanciare la candidatura di O’Rourke per le presidenziali del 2020, ma a distanza di un paio di mesi il politico texano sembra pentito della scelta.

«Più viaggio, più parlo con la gente, più imparo da loro e mi rendo conto sempre più chiaramente di essere un privilegiato», ha continuato O’Rourke al centro di un tavolo di sole intervistatrici donne, prima di elencare le disparità salariali che affliggono le lavoratrici americane rispetto ai colleghi uomini. Sullo strillo di copertina, poi, ha specificato: «Con “sono nato per questo” intendevo dire che sono nato per fare il politico, per lavorare al servizio del bene comune, nessuno è nato per diventare il Presidente degli Stati Uniti». E poi: «Ho ancora moltissimo da imparare». In una corsa alle primarie più affollata che mai e con il profilarsi di nuovi candidati capaci di intercettare lo zeitgeist forse più di lui – come Mayor Pete, giusto per fare un esempio – O’Rourke ha capito probabilmente che la strategia del predestinato non lo avrebbe portato lontano.

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