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19:01 venerdì 16 gennaio 2026
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.
Su GTA Online è apparsa una missione in cui i giocatori giocano l’omicidio di Charlie Kirk Apparsa e già scomparsa: i moderatori hanno cancellato tutto e inserito anche le parole “Charlie Kirk” all’elenco dei termini proibiti.
In Uganda hanno deciso che l’unico modo per avere elezioni regolari e pacifiche è chiudere internet In tutto il Paese è impossibile connettersi già da martedì 13 gennaio e sarà così fino alla chiusura delle urne, prevista per la sera del 15.

Beto O’Rourke si è pentito di quella cover di Vanity Fair

15 Maggio 2019

In un’intervista rilasciata durante il programma televisivo The View su ABC News, Beto O’Rourke ha dichiarato che la sua cover uscita a marzo per Vanity Fair, quella in cui compare accanto alla scritta “Man, I’m just born to be in it” (“Sono nato per questo”), era «una di quelle cose che io ho avuto il privilegio di fare nella mia vita e che la maggior parte delle persone non possono permettersi di fare». La storia di copertina – che era stata accolta con un misto di ilarità e scetticismo – serviva a lanciare la candidatura di O’Rourke per le presidenziali del 2020, ma a distanza di un paio di mesi il politico texano sembra pentito della scelta.

«Più viaggio, più parlo con la gente, più imparo da loro e mi rendo conto sempre più chiaramente di essere un privilegiato», ha continuato O’Rourke al centro di un tavolo di sole intervistatrici donne, prima di elencare le disparità salariali che affliggono le lavoratrici americane rispetto ai colleghi uomini. Sullo strillo di copertina, poi, ha specificato: «Con “sono nato per questo” intendevo dire che sono nato per fare il politico, per lavorare al servizio del bene comune, nessuno è nato per diventare il Presidente degli Stati Uniti». E poi: «Ho ancora moltissimo da imparare». In una corsa alle primarie più affollata che mai e con il profilarsi di nuovi candidati capaci di intercettare lo zeitgeist forse più di lui – come Mayor Pete, giusto per fare un esempio – O’Rourke ha capito probabilmente che la strategia del predestinato non lo avrebbe portato lontano.

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