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Loris Messina e Simone Rizzo all’asta, comprati da Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.

La storia dell’arte di Silvio Berlusconi

Tutte le opere degli artisti che si sono ispirati all'immagine e al corpo del politico, dal sapone fatto col grasso di una sua liposuzione ai quadri che reinterpretano il Bunga Bunga

14 Giugno 2023

Di Silvio Berlusconi si è detto, ma anche dipinto, scolpito, disegnato e inciso di tutto. Andando perfino oltre. Come ha fatto l’artista svizzero Gianni Motti, che nel 2005 avrebbe addirittura acquistato il grasso del Cavaliere dalla clinica dove l’anno prima aveva subito un intervento di liposuzione per trasformarlo in un sapone ed esporlo ad Art Basel. L’opera, chiamata ironicamente “Mani Pulite“, sarebbe stata poi venduta per 18 mila dollari. Anche il peruviano Jota Castro ci è andato piuttosto pesante. Siamo agli inizi degli anni 2000 e il vincitore della Biennale di Gwangiu, in Corea del Sud, decide di appendere Berlusconi a testa ingiù nell’istallazione dal titolo tutt’altro che ermetico “Mussolini non ha mai ammazzato nessuno”. L’installazione viene esposta all’ingresso della Galleria Minini di Brescia nel 2003. Un anno più tardi, è il 2004, sempre Castro infila il fondatore di Mediaset dentro un barile di petrolio nell’opera “Oil Shame”. Accanto a lui, George W. Bush e Tony Blair.

Anche il pittore Giuseppe Veneziano sembra avere un’ossessione per Berlusconi. Se nel 2005 lo ritrae semplicemente con un’espressione accigliata, col passare degli anni i suoi lavori si fanno sempre più duri, grotteschi e per certi versi pruriginosi. La figura del nostro protagonista è declinata attraverso le sue note pulsioni carnali: una volta è ritratto con una porno-aureola su cui sono impresse le posizioni del kamasutra, in un’altra partecipa a un’orgia insieme a personaggi improbabili come Eva Kant, Candy Candy, Hitler, Stalin, Biancaneve e Valentina di Crepax, in un’altra ancora è insieme a Hitler e Mussolini ed ammira compiaciuto la scultura di Paolina Borghese del Canova, qui trasformata in chiaro oggetto del desiderio sessuale.

Gli anni passano, la fonte di ispirazione non cambia. Si chiama semplicemente “Silvio” la gigantesca opera firmata da Sislej Xhafa e presentata nel 2010 al Roda Sten di Goteborg, in Svezia. L’artista, nato in Kossovo da famiglia albanese, plasma un busto alto cinque metri e mezzo e largo otto raffigurante, ça va sans dire, Berlusconi nelle sembianze di una divinità. Un Buddha pensante dallo sguardo minaccioso realizzato con la sabbia. «La statua ha un solo scopo: far sentire il visitatore piccolo e indifeso al cospetto di un potere politico assoggettante ed imperioso che ha, suo malgrado, alimentato e fatto crescere». L’artista, noto per le sue opere controverse che indagano la complessità della società moderna, dedicherà all’esecutivo italiano guidato dal centrodestra anche un’intera serie battezzata “2705 baci”. È lo stesso Xhafa a spiegare il titolo: «Ogni bacio corrisponde a un giorno di governo Berlusconi».

Aspre polemiche suscita nel 2011 la serie Berlusc-rotti. Sei teste, realizzate da Stefano Pierotti, dove il volto del presidente si rompe fino a sanguinare. Un progetto indubbiamente cruento, che finisce su tutti i giornali. Per questo lavoro, l’artista di Pietrasanta riceverà diverse minacce di morte. «Ho voluto descrivere un fenomeno sociale, più che politico», si era giustificato Pierotti, «le sei sculture mostrano solo l’inesorabile scorrere del tempo, il disfacimento della carne e quindi del potere».

Arriviamo al 2012. La Biennale di Venezia fa da cornice all’ennesima opera choc. Forse quella più sconvolgente di tutte. Si tratta della scultura iperrealista “Il sogno degli italiani”, dove gli artisti Antonio Garullo e Mario Ottocento – che per inciso sono la prima coppia gay italiana cui la Cassazione riconosce gli stessi diritti delle coppie coniugate – anticipano i tempi e immaginano il leader scomparso lo scorso 12 giugno cadavere dentro una teca di vetro e velluto rosso. L’opera viene esposta per la prima volta al primo piano di Palazzo Ferrajoli, in piazza Colonna, proprio davanti Palazzo Chigi a Roma. Si grida allo scandalo, un po’ come si era fatto in occasione della leggendaria Nona ora di Maurizio Cattelan, dove Papa Wojtyla viene centrato in pieno da un meteorite.

L’elenco di artisti che hanno voluto dire la loro su Berlusconi è assai lungo. C’è la pittrice Carolina Piteira, ad esempio, che sceglie di immortalare l’ex patron del Milan nell’opera “Mr Berlusconi”, aggiungendo poi come sottotitolo: “Bunga Bunga Times”. C’è lo street artist Sirante che invece lo inserisce nella sua personale interpretazione del capolavoro di Caravaggio “I bari” apparsa su un muro di via de’ Lucchesi, a due passi dal Quirinale. C’è Thomas Kilpper che, per la mostra Declining Democracy alla Strozzina di Firenze, lo ritrae all’interno di una serie sul tema della migrazione. E c’è Rinat Shingareev che lo immagina come un imperatore romano decadente e vizioso. In questa lunga carrellata si ritaglia un suo spazio anche il noto street artist yankee Obey che nel 2009 dedica all’ex premier un ritratto poi finito sulla copertina di Rolling Stone.

Non c’è mai grandeur nelle opere che parlano di Berlusconi. A differenza di quanto avveniva in passato, quando i capi di stato e i sovrani sfruttavano la forza dirompente di pittura o scultura per conquistare spicchi di immortalità, qui è l’esatto contrario. L’arte diventa arma per abbattere il mito; strumento per affermare verità che media, da un lato, e opposizioni, dall’altro, non possono o non vogliono dire; megafono per urlare a squarciagola che il “Re è nudo”. Se poi la qualità del prodotto finale non sempre appare all’altezza è del tutto irrilevante. Perché in fondo, come diceva Majakovski, «l’arte non è uno specchio per riflettere il mondo, ma un martello per forgiarlo».

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Magia bianca è il titolo del suo nuovo disco. Riflessione oscura, quello della storia che ha scritto per Supergirl. Ci ha raccontato entrambi in questa intervista, in cui abbiamo parlato anche di solitudine, AI, politica e fantasy.