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05:26 giovedì 1 gennaio 2026
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.
Il progetto europeo di rilanciare i treni notturni sta andando malissimo Uno dei capisaldi del Green Deal europeo sulla mobilità, la rinascita dei treni notturni, si è arenato tra burocrazia infinita e alti costi.
Un’azienda in Svezia dà ai suoi lavoratori un bonus in busta paga da spendere in attività con gli amici per combattere la solitudine Il progetto, che per ora è solo un'iniziativa privata, prevede un’ora al mese di ferie e un bonus di 100 euro per incentivare la socialità.
Diverse celebrity hanno cancellato i loro tributi a Brigitte Bardot dopo aver scoperto che era di estrema destra Chapell Roan e altre star hanno omaggiato Bardot sui social per poi ritirare tutto una volta scoperte le sue idee su immigrazione, omosessuali e femminismo.
È morta la donna che restaurò così male un dipinto di Cristo da renderlo prima un meme, poi un’attrazione turistica Nel 2012, l'allora 81enne Cecilia Giménez trasformò l’"Ecce Homo" di Borja in Potato Jesus, diventando una delle più amate meme star di sempre.

Si potrà ascoltare Lucio Battisti su Spotify, finalmente

11 Luglio 2019

Gli album firmati da Lucio Battisti e Mogol dovrebbero arrivare molto presto su Spotify, Apple Music e le altre piattaforme di streaming a causa della liquidazione delle Edizioni Musicali Acqua Azzurra, ovvero la società che custodisce i diritti dei 12 album dell’artista prodotti dal 1969 al 1980.

La notizia è stata data dal Corriere della Sera che cita “fonti attendibili”: Gaetano Presti, il commissario nominato dal Tribunale di Milano, avrebbe comunicato alla Siae «l’estensione del mandato anche all’incasso dei diritti sul web». La causa, o il merito, è una causa civile fatta da Mogol agli altri soci della società (Mogol lo 9 per cento, la moglie Grazia Letizia Veronese al 56 per cento, la Universal Ricordi al 35) per “gestione troppo conservativa del catalogo”, ottenendo un risarcimento di 2,6 milioni.

Nel settembre 2018 era apparsa su Spotify una playlist pirata con 16 brani di Lucio Battisti tratti da diversi album, ma era durata soltanto poche ore, mancando qualsiasi ufficialità. La qualità dell’audio era molto scarsa e i testi presentavano strani errori di battitura: si poteva ascoltare “La collina deli ciliegi” o “Io te venderei”.

A marzo Ciao. Discoteca Italiana ha rilanciato la petizione su Change.org per la diffusione a mezzo digitale del catalogo di Lucio Battisti (l’avevamo firmata anche noi di Studio). «L’intero repertorio di Battisti», scrivevano, «oggetto negli anni di controversie circa le sue modalità di sfruttamento, non è ad oggi disponibile sulle varie piattaforme streaming. La rete, capace di diffondere un’opera intellettuale al di fuori dei suoi confini temporali e geografici, è tuttora orfana di uno dei più importanti capitoli della storia musicale italiana che rischia così di essere ignorato dalle nuove generazioni».

Battisti ha pubblicato, in carriera, 20 album, tutti registrati in studio. Il primo, Lucio Battisti, contenente canzoni come “29 settembre” e “Un’avventura”, uscì proprio nel 1969. Su Spotify, nell’attesa, potete ascoltare una bella cover “autorizzata” di “Ancora tu” interpretata da Róisín Murphy.

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