Attualità | Personaggi

Barbara Berlusconi, croce e delizia

Pare sia stata lei a portare il Coronavirus in famiglia: ritratto di una rampolla insubordinata.

di Germano D'Acquisto

Barbara Berlusconi fotografata nel 2007 ia Milano (foto di GIUSEPPE CACACE/AFP via Getty Images)

Alzi la mano chi non avrebbe scommesso tutto su Flavio Briatore. Si faccia avanti chi, sentita la notizia della positività al Covid-19 di Silvio Berlusconi, non ha immediatamente accostato il suo faccione strafottente a quello dell’untore. Tutti gli indizi portavano a lui: la foto insieme al vecchio leader scattata solo pochi giorni prima in Sardegna, il suo successivo contagio. Sembrava tutto scritto. Pare invece che a trasmettere il Coronavirus all’ex premier (che è stato ricoverato al San Raffaele «a scopo precauzionale per un lieve peggioramento») sia stata la figlia Barbara di ritorno da una vacanza a Capri e reduce da una serata alla Taverna Anema e Core, luogo mitologico della movida caprese. Fra un “Funiculì Funiculà” e  un “Tu vuò fa l’americano”  ballati sopra i tavoli, il virus si insinuava. Nelle ultime ore, lei ha smentito sdegnata: «Contro di me un atteggiamento disumano».

Barbara è la vera croce e delizia di papà Silvio. Più degli alleati politici che gli hanno voltato le spalle nel corso degli anni; più dei bizzosi campioni che per 20 anni ha portato al Milan. Più dell’ex moglie Veronica Lario, che lo ha spennato; più della Pascale, fulminata di recente sulla via di Damasco. Barbara, bellissima e ribelle suo malgrado, è il fiore fragile. Ed è quella che forse più di tutti assomiglia al patron.

36 anni, nata a una manciata di km da Basilea, in Svizzera, è la terzogenita di Re Silvio. Ed è sulla cresta dell’onda da sempre. Da quando a 16 anni si innamora di Giorgio Valaguzza, analista della JP Morgan di cinque anni più grande di lei, conosciuto una sera come le altre a Porto Rotondo. «Fu un colpo di fulmine, ma solo per me», racconterà. «Lui non ne voleva sapere: a quell’età le differenze si fanno sentire. Poi, immaginate un ragazzo che esce con una che ha la scorta al seguito…». I due staranno insieme dieci anni e dalla loro relazione nasceranno Alessandro ed Edoardo. Romantica, irrequieta, sognatrice, Barbara si forma alla scuola steineriana. Si laurea all’Università Vita-Salute San Raffaele con 110 e lode in Filosofia, materia che ama alla follia. «È la chiave ideale per comprendere l’animo umano», dice durante un viaggio in aereo, «Tutto passa da lei: altro che la storia…».

Nel 2003, a 19 anni entra a far parte del Consiglio di amministrazione della Fininvest. Quattro anni dopo iniziano i primi guai. Davanti a una discoteca di Milano un paparazzo la ritrae in situazioni compromettenti (parola che vuol dire tutto e niente). Il padre interviene e paga quelle foto imbarazzanti 20 mila euro. Barbara ammette di aver fatto comprare quegli scatti e davanti al pubblico ministero Henry John Woodcock dichiara di aver fissato il prezzo con Fabrizio Corona, che verrà poi condannato per estorsione in relazione ad altre foto di vip.

Obbligata dal ruolo a indossare il tailleur, quando può veste con t-shirt extralarge e sneaker, confondendosi in mezzo alla folla. Dice di amare le donne profonde, sincere, coerenti. E a quanto pare nel novero non rientrerebbe Mara Carfagna, uno dei volti più noti di Forza Italia. «La cosa più grave», ha raccontato Barbara durante un’intervista, «è che Mara Carfagna trovi il coraggio di lagnarsi di maschilismo politico. A volte bisogna avere il pudore di tacere. Se si sente discriminata lei, che dai Telegatti è diventata ministro, la cosa assume dimensioni ancora più grottesche». Lasciamo immaginare i salti mortali del padre per ricucire lo strappo all’interno del centrodestra.

A nemmeno 30 anni Barbara viene nominata vicepresidente e amministratore delegato con delega alle funzioni sociali del Milan. Piazzare una giovane attraente, godereccia e deliziosamente insubordinata in mezzo a tonnellate di bicipiti e quadricipiti non si rivelerà la scelta migliore. Prima iniziano le divergenze con l’altro vicepresidente, Adriano Galliani, a cui è delegata l’area sportiva. Con lo storico dirigente la convivenza è quasi impossibile, tanto che si arriva più volte a sfiorare la rottura, sempre ricomposta in extremis, come avviene nei thriller americani. Nel 2011 accade quello che solitamente non dovrebbe accadere in una società di calcio: la figlia del padrone si innamora perdutamente di uno dei suoi campioni. Barbara e il brasiliano Alexandre Pato, fanno coppia fissa. Lei a firmare documenti e sponsorizzazioni in sede, lui a sgambettare fra i campi verdi di Milanello. La love story fa il giro del mondo per via di quello che qualcuno ritiene essere un conflitto d’interesse. La famiglia Berlusconi non dice una parola ma è in evidente imbarazzo. Il momento clou arriva quando Pato sta per essere sostituito dal campione argentino Carlitos Tevez, detto l’apache. Sembra tutto pronto per il trasferimento ma a pochi istanti dalle firme arriva il colpo di scena: Silvio fa saltare tutto. Il motivo è un mistero solo per pochi. Non è difficile immaginare che il padre abbia assecondato, per troppo amore, le richieste della figlia che non voleva che l’amato Alexandre lasciasse Milano. Quello che succederà dopo è storia: di Pato (la relazione finirà nel 2013) si perderanno le tracce in Cina, mentre Carlitos farà vincere alla Juve due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana.

Un mese dopo la fine della love story, Barbara si fidanza nuovamente. Il fortunato stavolta è Lorenzo Guerrieri, anche lui analista finanziario, ma soprattutto ex barman. Ed è proprio in un’enoteca che scocca la scintilla. Il battesimo della coppia avviene in tribuna vip a San Siro durante un match di Champions League. Dal bel Lorenzo, Barbara avrà altri due figli: Leone e Francesco Amos.

Ambiziosa, indipendente, Barbara oltre alla filosofia è una grande appassionata d’arte. Nel 2009 fonda con altri soci come Nicolò Cardi e Martina Forneron Mondadori, discendente di Arnoldo Mondadori, la Cardi Black Box. In Porta Nuova a Milano vengono esposti per anni i lavori di stelle dell’arte contemporanea come Markus Lüpertz, A.R. Penck e Shirana Shahbazi. Barbara non manca un opening ma soprattutto non manca di ripianare le enormi perdite della società. Nel 2014 lo spazio si fonderà alla galleria Cardi per diventare Cardi Gallery, la cui sede è a Londra, nel cuore di Mayfair. Barbara ne uscirà nell’ottobre 2017.

In questi anni di discese ardite e di risalite, la bionda rampolla ha affrontato in silenzio le disavventure del padre. Gli scandali sessuali e le olgettine, Ruby e la Minetti. Le sono passate tutte davanti e lei ha sempre mantenuto un signorile aplomb. Con qualche eccezione alla regola. Come quando a Vanity Fair nel 2009, in piena bufera Bunga Bunga, ha lanciato una stilettata al babbo sottolineando che che «un uomo politico non può permettersi la distinzione tra vita privata e vita pubblica». Anni dopo invece ha aggiunto: «Anche se a volte mi è capitato di non essere in sintonia con il pensiero e le azioni politiche di Silvio Berlusconi, non per questo sono una cattiva figlia, e non per questo amo meno mio padre. Ho per lui, e per i suoi successi, grande ammirazione, ma mi riservo di avere un approccio intellettualmente critico alla vita. Diversamente, sarei una persona da poco».

Negli ultimi anni Barbara ha scelto il basso profilo. Dopo decenni su un ottovolante si è dedicata alla famiglia (forse un po’ troppo viste le ultime novità). Due settimane fa, prima di balzare agli onori della cronaca nella veste di untrice, era apparsa in tutto il suo splendore in costume sul suo profilo Instagram ufficiale tra le spiagge della Sardegna, di Ponza e, appunto, di Capri, dove sembra abbia trovato involontario spunto per continuare la sua leggenda.

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