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A Londra è comparsa una nuova opera di Banksy che parla di crisi abitativa e giovani senzatetto
In realtà le opere sono due, quasi identiche, ma solo una è stata già rivendicata dall'artista con un post su Instagram.
A Londra è apparso un nuovo murales subito attribuito a Banksy, che poi ha confermato di essere proprio lui l’autore dell’opera con un post sul suo profilo Instagram. Il murales raffigura due bambini che guardano il cielo, una scena chiaramente natalizia che stride abbastanza con il contesto in cui l’artista ha deciso di installarla, cioè Queen’s Mew, a Bayswate, costruzioni adibite a scuderie e garage dove vengono tenute le carrozze e le automobili di rappresentanza della famiglia reale britannica. Nelle stesse ore è comparso anche un secondo murales molto simile in un’altra zona della città, ma questo ancora non è stato rivendicato da Banksy, come segnala il Guardian.
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Per cogliere il significato dell’opera, secondo molti osservatori, è fondamentale conoscere il luogo in cui è stata collocata proprio questo secondo murales ancora anonimo, cioè nei pressi del Centre Point, uno dei grattacieli più noti di Londra. L’edificio, costruito negli anni Sessanta e rimasto per lungo tempo quasi interamente disabitato a causa della speculazione immobiliare, oggi è composto da appartamenti extralusso che solo pochissime persone a Londra, e nel mondo, possono permettersi. Dall’edificio prende il nome anche l’associazione Centrepoint, una delle principali no profit britanniche che si occupano di giovani senzatetto. Fondata nel 1969 proprio per rispondere alla crisi abitativa giovanile, l’organizzazione è diventata negli anni un punto di riferimento nel dibattito pubblico sulla questione della casa nel Regno Unito.
Il murales raffigura due bambini che sembrano indicare il cielo come se stessero cercando una stella o una costellazione, ma il loro sguardo e il gesto rimandano al grattacielo, trasformando l’opera in un simbolo di ciò che oggi, per tantissime persone, è distante come una stella: la casa.
Nato con scopi educativi, prima di essere commercializzato, il famoso gioco da tavola incarna da decenni il capitalismo immobiliare. Ma una nuova versione si propone adesso di ritornare al suo senso originario.