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22:37 martedì 12 maggio 2026
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

Perché la bandiera del Nepal è così strana

05 Settembre 2018

Tutte le bandiere si assomigliano. Il 75% di loro ha tra i suoi colori il rosso, il 72% il bianco. Moltissime includono il rosso, il bianco e il blu e presentano stelle, strisce e croci. Non esiste alcuna regola su come dovrebbe essere una bandiera, eppure tutte le bandiere sembrano sottostare alle stesse norme. Tutte tranne quella del Nepal. È rossa, bianca e blu ma i suoi colori si intersecano dentro due triangoli appuntiti e di diverse dimensioni. Ed è proprio questa strana forma a più punte a fare della bandiera del Nepal un unicum in un mondo di bandiere a rettangolo.

La bandiera del Nepal è l’unica bandiera al mondo a non avere due lati paralleli. Nel 1962, anno della riunificazione del paese, avrebbero potuto cambiarle la forma, eppure nessuno ha avuto voglia di farlo. Anzi, così come riferisce il politico nepalese Biraj Bista a Atlas Obscura, «molte persone considerano motivo di orgoglio avere una bandiera così unica». Il motivo per cui sia diversa, però, non è chiaro.

Sembra che il rosso stia a indicare la «testacalda e il coraggio» del popolo nepalese, mentre il blu sarebbe simbolo di pace. Il sole e la luna rappresentano le due dinastie alternatesi al potere negli ultimi 500 anni e, inoltre, indicano che «finché ci saranno il sole e la luna, ci sarà anche il Nepal». Molte sono, dunque, le interpretazioni che sono state fatte sulla stramba bandiera, nessuna però riguarda la sua forma.

È vero che in Asia le bandiere triangolari erano numerose, ma le cose sono cambiate già alla fine dell’800. Con l’avvento del colonialismo prima e della globalizzazione dopo, gli Stati asiatici si sono adeguati alle occidentali forme rettangolari. Il Nepal no. Forse per via dell’isolamento cui è stato sopposto negli ultimi secoli, forse perché nessuna potenza coloniale gli ha mai imposto il proprio stendardo. Forse, e ci piace pensarlo, perché in realtà i due pennacchi indicano qualcosa di preciso e importante, ad esempio le cime dell’Himalaya, che vegliano il paese dall’alto. Ipotesi affascinante, ma smentita dagli studiosi, i quali cinicamente affermano che non c’è nessun simbolismo dietro, «sono soltanto due pennacchi».

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