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04:34 lunedì 6 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

La scrittrice al Festival

Diario da Sanremo, parte III: incontro e intervista con Silvia Avallone, scrittrice e – per il Festival – membro della "giuria di qualità" (e affascinata da Gaga e Lorde, dice).

20 Febbraio 2014

Silvia Avallone è una persona molto cortese, forse un po’ timida, con le idee chiare. Silvia Avallone ha scritto due romanzi, due di quelli che si definiscono “grandi successi editoriali”, e con questi (soprattutto con il primo, Acciaio: il secondo, Marina Bellezza è uscito alla fine dell’anno scorso) ha vinto diversi premi importanti che elencare qui sarebbe un po’ prolisso, ma lei comunque li ha vinti ed è stata tradotta in un sacco di Paesi. In passato, ad una di queste premiazioni, è incappata nell’ineleganza di un conduttore famoso, ma lei ha sorriso e la brutta figura l’ha fatta lui.

Silvia Avallone sta arrivando a Sanremo perché quest’anno fa parte della “giuria di qualità”: un organismo che – per farla veloce – ha un ruolo importante, perché nella fase finale avrà un peso non da poco per stabilire la classifica del Festival. La giuria di qualità la presiede il regista Paolo Virzì, e con la Avallone ne fanno parte anche Giorgia Surina, Silvio Orlando, Paolo Jannacci, l’editore musicale Piero Maranghi, Aldo Nove, Lucia Ocone, Rocco Tanica e la violinista Anna Tifu.

Da Silvia Avallone ti aspetteresti precisione, e infatti lei precisa lo è: accenna un “buonasera” dandoti del lei, accetta il tu, e poi, garbata ma sicura, risponde alle domande.

Francesco Caldarola: La scrittrice al Festival.

Silvia Avallone: (ride) Beh, se dicessi che me l’aspettavo..

FC: Come ha funzionato? Ti ha chiamato Virzí?

SA: No, la redazione del Festival, ha fatto tutto la redazione. Figurati io..ma ho risposto subito sì, mi è sembrata una cosa divertente.

FC: Ma scusa: tu il Festival lo guardi?

SA: Certo!

FC: Figurati se dicevi il contrario.

SA: No, davvero. Credimi, a me la musica piace.

FC: Ma tipo?

SA: Sono affascinata dalle icone: Rihanna, Lady Gaga, Lorde…

FC: Ah, vedi?!

SA: Sì, le guardo e mi chiedo quale dolore umano possa stare dietro queste visibilità imponenti, ne resto affascinata.

FC: Accidenti.

SA: Sì, credimi, è così. Anche dal Festival sono affascinata: mi chiedo come possa calamitare queste attenzioni, come continui ad essere l’appuntamento nazionale per antonomasia.

FC: La protagonista di Marina Bellezza vuole vincere il Festival.

SA: Ci ho pensato subito quando mi hanno telefonato: ho pensato al potere dei libri, dei personaggi. Diciamo così: ci vado un po’ anche per lei, se lo merita.

FC: Acciaio invece parla di realtà operaia. E operai erano anche i due che hanno minacciato di buttarsi dalla galleria la prima sera.

SA: Sì, sono rimasta molto colpita. Guarda: io scrivo sempre per reazione al momento storico.

FC: E che momento era quando scrivevi?

SA: Il lavoro sembrava fosse dimenticato, era il 2008. Ora invece tutti i giorni ascoltiamo dei bollettini di guerra, la realtà ha rotto gli argini.

FC: Nel secondo libro, invece, guardi avanti, cerchi soluzioni, vie d’uscita.

SA: Provo a raccontare il coraggio disperato di chi ce la vuole fare.

FC: Una protagonista vuole andare a X-Factor, l’altro in malga.

SA: Sì, sono pionieri, esempi: una della visibilità e l’altro dell’invisibilità.

FC: Sei un’intellettuale, una scrittrice famosa.

SA: No, guarda: io sono una che ha scritto due libri.

FC: Due libri di successo, che ti impongono un ruolo. Anche una missione, te la senti?

SA: No, io interpreto questo ruolo, se davvero c’è, in modo votato alla libertà, non alla militanza.

FC: È una critica a chi è militante?

SA: No, figurati, ma io testimonio con le mie storie, ho un’idea etica del mio lavoro.

FC: Modelli?

SA: Mah, tanti. Pasolini, la Morante..

FC: Pasolini si schierava.

SA: Sì, ma col coraggio di rivedersi, di mettersi in discussione.

FC: Ripeto: Pasolini si schierava.

SA: Ma certo, anche io non ho un’idea della cultura come mondo a sé. Ad esempio mi piace andare nelle scuole, ascoltare le testimonianze, le storie, la vita.

FC: Masterpiece secondo te è un mondo a sé?

SA: No, io penso che sia prezioso ogni sforzo per ribadire l’importanza della lettura.

FC: E lo guardi?

SA: Certo, ci sono anche stata!

FC: Hai 30 anni, hai successo, sei impegnata ma non ideologica: sei renziana?

SA: (ride) Posso dire giudizio sospeso?

FC: Diciamolo.

Nell’immagine, frame video degli Statuto al Festival, 1992.

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