Dopo due mesi di proteste, il primo ministro Netanyahu ha rimandato all’estate la discussione parlamentare della sua riforma: ne abbiamo parlato con Anshel Pfeffer, cronista politico di Haaretz.
Dopo essersi convinto che LaMDA, il chatbot di Google, fosse diventato senziente, ha cominciato una crociata a difesa delle macchine: per lui non porteranno l’apocalisse, a meno che non siano gli esseri umani a decidere di impiegarle per questo.
È vero, la città affronta un momento delicato, l'onda lunga dell'Expo è finita e il costo delle case continua a salire: ma i motivi per restare sono ancora molti, di più di quelli per andare via.
Il collettivo musicale che mescola basi trap e riferimenti al terrorismo anni '70 è finito al centro di una grottesca inchiesta giudiziaria, di cui si inizia a parlare anche fuori dall'Italia.
La seconda serata del Festival è un contenitore in cui il capopopolo Amadeus riesce a infilare qualsiasi cosa: i Black Eyed Peas, i monologhi sul carcere minorile, gli scazzi di Fedez con il governo e pure Al Bano e Massimo Ranieri.
La benedizione di Benigni e Mattarella, Ferragni commossa da se stessa, Blanco in preda a una crisi isterica e le altre cose da ricordare (o dimenticare) della prima serata del festival della canzone italiana.
Il nuovo film di Damien Chazelle è andato malissimo al botteghino ed è stato maltrattato dalla critica americana, ma è comunque un'opera ricca di tanti (forse troppi) spunti.
Una conversazione con l'ultimo prodotto della rapidissima evoluzione delle intelligenze artificiali, per verificare le sue capacità di scrivere versi danteschi, comporre pezzi revenge pop e rubarci il lavoro.
Dopo Alejandro Gonzalez Iñárritu, Paolo Sorrentino e Kenneth Branagh, un altro grande regista si lascia prendere dalla nostalgia dell'infanzia e si toglie lo sfizio dell'autobiografia.
Intervista a Pierre Sautreuil, autore di Le guerre perdute di Jurij Beljaev, cronaca del conflitto del Donbass visto attraverso gli occhi di uno dei suoi protagonisti più inquietanti e affascinanti.
Nel centenario della nascita dell'autore, Feltrinelli riporta in libreria la Trilogia della rabbia formata da Il lavoro culturale, L’integrazione e La vita agra.
Quasi dieci anni dopo The Circle, lo scrittore torna a raccontare le storture del mondo digitalizzato in The Every: lo abbiamo intervistato e lui ci ha raccontato del nuovo libro, del suo vecchissimo telefono e della barchetta che usa per scrivere.
Con questo pseudonimo Anna Paratore, tra gli anni Ottanta e Novanta, ha pubblicato più di cento romanzi rosa con protagonisti vergini squattrinate, donnaioli impenitenti e nazionalisti irlandesi.
Abbiamo parlato con sei lavoratori dell'industria della cultura e dell'intrattenimento, per capire se hanno deciso per chi votare e, soprattutto, perché.
Appena uscito, lo ha scritto l'italiano Giuliano da Empoli, ma è stato pubblicato prima in Francia, dove ha avuto un'ottima accoglienza.
Non si sa bene da dove arrivi, ma quel che è certo è che il divertissement di TikTok attira un numero esagerato di odiatori e commenti rancorosi.