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04:28 mercoledì 8 aprile 2026
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».

A Berlino vogliono bandire le auto dalla città

06 Ottobre 2021

Si chiama “Autofrei” e punta a creare la più grande “area pedonale” al mondo: si tratta di una petizione che ha raccolto più di 50 mila firme per bandire definitivamente le auto in un’area di 88 km quadrati. Uniche eccezioni chi si muove per lavoro, chi ha disabilità e ovviamente ambulanze e forze dell’ordine; a tutti gli altri, invece, sarebbero concessi solo 12 ingressi in auto all’anno con auto noleggiate, come nel caso di chi dovesse traslocare. Se la svolta sembra a molti eccessivamente radicale, a maggior ragione dati i passi da giganti dell’industria delle automobili in fatto di veicoli ibridi ed elettrici, è anche vero che per raggiungere gli obiettivi del governo federale per le emissioni dei trasporti metà delle auto tedesche dovrebbero essere elettriche entro l’anno prossimo. «Questo chiaramente non accadrà – ha commentato Nik Kaestner, uno dei promotori della campagna – Oggi solo l’1,3 per cento dei veicoli in Germania è elettrico. L’unica soluzione è ridurre quanto guidiamo, non solo cosa».  Ma non solo emissioni: l’usura e lo smaltimento degli pneumatici, l’occupazione di suolo pubblico e il pericolo per i cittadini di incidenti in quartieri molto affollati. 

Secondo una ricerca del 2014, il rapporto tra lo spazio occupato dalle auto ed effettivo utilizzo è ridicolo: 58 per cento di suolo occupato mentre solo un terzo degli spostamenti in città è effettuato da veicoli, mentre le biciclette occupano il 3 per cento e rappresentano il 15 per cento degli spostamenti. Secondo i sostenitori della campagna, è un paradosso che le auto occupino 17 kmq,  20 volte più delle biciclette, nonostante Berlino sia una delle città più bike friendly d’Europa. «Vogliamo vivere, respirare e giocare insieme. Vogliamo che le persone possano dormire con le finestre aperte e che i bambini possano tornare a giocare per strada», è il manifesto di Nina Noblé, una delle fondatrici dell’iniziativa. Il referendum partecipativo tedesco è diviso in tre fasi: 20 mila firme sono il primo step, mentre nel secondo 170 mila firme bastano per proporre all’amministrazione l’attuazione in legge, se così non avviene la questione passa nelle mani dei cittadini, via posta. Un precedente referendum sulla mobilità ciclistica di Berlino non è arrivato al terzo round perché è stata attuato, diventando legge, cosa che potrebbe succedere anche al movimento “Autofrei”, dato sopratutto il peso che i Verdi avranno nella prossima colazione di governo e al loro incremento del 18,9 per cento a Berlino nelle scorse elezioni. 

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