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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

Attori che usano l’iPhone, ovvero il rapporto tra Apple e Hollywood

14 Maggio 2012

Collage di Businessweek.com

Il panorama televisivo sta cambiando pesantemente: cambiano tempi e modi di fruizione e diminuisce l’influenza della pubblicità tradizionale, che molti spettatori “saltano” grazie a DVR, TiVo e prodotti legati al web. Le aziende – e i network televisivi, che risentono di questo cambiamento – stanno cercando nuove strade e alternative. Una di queste, secondo Bloomberg Businessweek, l’avrebbe già trovata. È la Apple, che da molti anni ha stretto un rapporto molto stretto con il mondo di Hollywood, riuscendo a inserire i suoi prodotti (prima i computer e poi i nuovi apparecchi come iPod, iPhone e iPad) in molti film. I device del colosso di Cupertino sono apparsi nei piccoli schermi Usa 613 volte nel 2009 e 891 nel 2011, e nel 40% dei film che hanno sbancato i botteghini nei cinema, secondo una ricerca effettuata da Nielsen.

A questo proposito Apple ha sempre sostenuto di non pagare per queste apparizioni e la diffusione della mela morsicata negli schermi internazionali sarebbe un risultato – oltre dell’incredibile successo dei prodotti del marchio – di una politica aziendale che su questo ha sempre puntato, sin dagli anni ’90, quando l’allora marketing manager Jon Holtzman cominciò un’opera di lobbying che oggi, mentre il mercato pubblicitario come lo abbiamo conosciuto sta crollando, si rivela utile e fruttuosa.

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