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07:28 martedì 24 marzo 2026
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.
Dopo Bad Bunny e John Galliano, Zara fa la tripletta lanciando una collezione fatta assieme a Willy Chavarria La collezione si chiama Vatísimo e celebra le origini ispaniche del designer, con un video dove la protagonista è la top model degli anni '90 Christy Turlington.
Chappell Roan è diventata la persona più odiata del Brasile per colpa della sua guardia del corpo, di una bambina, di un calciatore, di un attore, di un sindaco e dei social La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
Le elezioni in Slovenia sono state così combattute che è dovuto scendere in campo pure Slavoj Žižek, con un video molto Slavoj Žižek in cui invitava ad andare a votare «Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv», questo il suo invito.
Nonostante la domanda continui ad aumentare, il prezzo dell’Ozempic e dei farmaci simili sta scendendo moltissimo La scadenza dei brevetti e la competizione tra aziende farmaceutiche sta facendo crollare i prezzi, a partire dagli Stati Uniti.
È uscita una playlist dedicata a Mark Fisher da ascoltare prima di vedere il film su Mark Fisher O anche prima, durante e dopo la lettura del suo testo postumo appena pubblicato da Einaudi, Materialismo Gotico.
A conferma della fama di Parigi come paradiso dei ciclisti, il nuovo sindaco Emmanuel Grégorie ha festeggiato la vittoria alle elezioni facendo un bel giro in bicicletta per la città Ha vinto con il 52 per cento dei voti e non ha perso l'occasione per ribadire che Parigi resterà una città antifascista, accogliente e sostenibile.
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.

Arte sommersa

Opere rubate, scomparse, distrutte: la Tate le ricorda con la Gallery of Lost Art, un sito interattivo per scoprire il "lato oscuro" dei musei.

24 Ottobre 2012

Così come si dice che il 90% delle specie viventi che hanno abitato il pianeta sono ora estinte, potremmo dire che la grandissima maggioranza delle opere artistiche create dall’umanità sono oggi scomparse. In vari modi: bruciate, distrutte, perdute (in fondo al mare o vattelapesca) o rubate e mese al riparo da occhi indiscreti. È il “sommerso” del mondo dell’arte, quel buco nero che ha attratto e continua ad attrarre dipinti, statue e quantaltro. Pensiamo agli anni ’30, per esempio, quando il regime nazista organizzò mostre dedicate alla cosiddetta “arte degenerata”, ovvero le opere non in linea con con i valori e l’estetica del Terzo Reich. Nel 1939 vennero bruciati in piazza a Berlino molti capolavori contemporanei firmati Matisse, Gauguin, Van Gogh e Munch – fu soprattutto l’Espressionismo ad essere preso di mira dai nazisti. Altre opere invece vennero rivendute nei mercati stranieri. Ma la storia è un continuo bruciare-perdere-distruggere-rubare e se da una parte si tratta di una tendenza a cui è difficile opporsi, dall’altra qualsiasi tentativo di salvaguardia può dare frutti interessanti. The Gallery of Lost Art è un’iniziativa congiunta delle Tate Galleries di Londra e il network televisivo Channel 4, progettata dalla società di design e consulenza Iso. Si tratta di una mostra interattiva che per un anno sarà aperta a tutti online a questo indirizzo, ed è un viaggio negli ultimi cento anni dell’arte perduta, una lunga galleria di catastrofi, incendi, furti e altri accidenti, un memoriale ad alcune delle cose belle che ogni giorno perdiamo. Ma è anche un prodotto didattico, una visita guidata a un lato poco noto – anche perché sommerso – dell’arte. Come spiega Jennifer Mundy, curatrice dell’anomala mostra, «la storia dell’arte tende ad essere la storia di quello che è sopravvissuto. Ma le perdite hanno influenzato il nostro senso di storia dell’arte in modi che spesso non conosciamo».

Sul sito della galleria, cliccando sul menù in alto a sinistra si può visitare la mostra selezionando il nome dell’artista di cui si vuole conoscere la lost art o, più vagamente, una delle modalità con cui le opere sono state perse (quadri bruciati, rubati, distrutti, dispersi e così via). Vagando nell’ambiente digitale, si impara qualcosa di più su questo strano mondo: c’è una piccola opera di Lucian Freud rubata il 27 marzo 1988 e mai più ritrovata, anche se uno sconosciuto aveva chiamato l’artista inglese proponendosi come intermediario tra lui e i ladri; o il caso di John Baldessari che nell’estate del 1970 incenerì tutte le sue opere prodotte tra il 1953 e il 1966, facendo dell’eccidio un’opera chiamata Cremation Project (e divenuta subito la sua preferita).

La “mostra” è stata inaugurata lo scorso luglio ma di settimana in settimana vengono aggiunte nuove opere e nuove storie, ed entro qualche mese sarà possibile avere davanti agli occhi un vero e proprio «museo-fantasma» in cui i roghi convivono con i furti, i misteri, le leggende e la delicata categoria delle “opere non realizzate“. Categoria delicata perché la loro non-presenza non è dovuta a un atto violento o illegale ma al destino, che le ha intrappolate tra la vita e la non vita e magari ne ha conservato qualche schizzo preparatorio o, nel caso del Monumento alla Terza Internazionale di Vladimir Tatlin, il prototipo iniziale. Come degli spettri, queste quasi-opere d’arte hanno vagato per decenni tra archivi e libri di settore: ora possiamo dire abbiano trovato riposo per raccontarci quella parte di storia e di arte che non vedremo mai.   [Immagini: schermata iniziale del sito; ritratto di Francis Bacon (incompleto) di L. Freud, 1956-57; un momento del Cremation Project di J. Baldessari.]

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