Hype ↓
11:25 martedì 7 luglio 2026
Four Tet ha fatto uscire un nuovo album ma non se ne è accorto nessuno perché l’ha firmato con uno pseudonimo illeggibile e inscrivibile Se volete trovarlo sulle piattaforme musicali, dovete cercare: ʅ͡͡͡͡͡͡͡͡͡͡͡⣎⡇ꉺლ༽இ•̛)ྀ◞ ༎ຶ ༽ৣৢ؞ৢ؞ؖ ꉺლ.
Del matrimonio di Taylor Swift e Travis Kelce i newyorchesi si ricorderanno soprattutto Manhattan completamente bloccata e inaccessibile Il bilancio: Penn Station chiusa al traffico veicolare e pedonale, ristoranti, botteghe, negozi chiusi, ambulanti scacciati per questioni di "decoro".
Die Linke, la sinistra tedesca, si è inventata un evento per premiare i peggiori padroni di casa di Berlino I "vincitori" dei sei trofei vengono scelti in base alle denunce dei cittadini: al primo posto di quest'edizione c'è il colosso svedese Heimstaden.
Per ironizzare sulla penuria di aria condizionata in Europa, sui social cinesi sono diventati virali video che mostrano che in Cina l’aria condizionata è installata anche nei porcili E in effetti la Cina è il Paese più "climatizzato" al mondo, con 569 milioni di unità installate. Solo non sapevamo che ne usufruissero anche i maiali.
Al funerale dell’ayatollah Ali Khamenei c’erano proprio tutti, tranne suo figlio e successore Mojtaba Mojtaba non si è presentato alle preghiere mattutine, ufficialmente per motivi di sicurezza che gli impediscono di farsi vedere in pubblico.
I produttori del film di Il mio anno di riposo e oblio hanno dovuto trovare una nuova regista perché Yorgos Lanthimos è stanco e non vuole più girarlo L'adattamento del romanzo di Ottessa Moshfegh sarà diretto da Rose Glass, la regista di Saint Maud e Love Lies Bleeding.
Per l’80esimo compleanno di Syd Barret uscirà un doppio album celebrativo in cui suoneranno anche David Gilmour e Nick Mason dei Pink Floyd Uscirà il il 9 ottobre e si intitolerà Clowns And Jugglers: The Songs Of Syd Barrett, parte di una grande festa in programma a Cambridge, la sua città natale.
In Cisgiordania è stato costruito un “archivio indistruttibile” per conservare, proteggere e tramandare in tutto il mondo la storia della Palestina È un progetto del Museo Palestinese di Birzeit: dentro ci sono mezzo milione di foto, documenti, diari, mappe, filmati e lettere, scaricabili da chiunque ed esponibili ovunque.

Togliamo l’arte ai bambini

Uno dei presupposti dell'arte è di farci regredire al mondo infantile: non significa affatto che sia adatta ai bambini o rivolta a loro.

02 Marzo 2018

Questo mese, l’Hangar Bicocca, la galleria d’arte contemporanea gratuita dei Pirelli, propone la mostra di Eva Kot’àkovà, The dream machine is asleep, e già nel promo sull’home page del museo, si vedono dei guappetti minorenni impomatati distesi sotto a un’installazione. Si tratta di un progetto immersivo, che alterna accrocchi stupefacenti a momenti performativi. Come ogni mese, io e mio marito ci siamo guardati e ci siamo detti: e che, non ce li vogliamo portare, i bambini, a sfasciare pure questa mostra, mentre noi fingiamo di non conoscerli?

La tendenza recente dell’arte contemporanea alla giocosità e all’interattività ha permesso a molte famiglie di frequentare i musei dedicati, non tanto perché esisteva un percorso di avvicinamento all’arte children-friendly, quanto perché i loro figli vivevano le montagne di cartapesta e i neon colorati come un luna park. Certo, è brutto lamentarsi anche di fronte alle conquiste: ormai, infatti, penso che i Sette Palazzi Celesti di Kiefer per i bambini di Milano siano un po’ come il banco focaccine dell’Esselunga, il che parrebbe essere una buona cosa. Immagino anche, però, che, per i frequentatori dell’arte, attraversare questi spazi che dovrebbero immergerci in sacre riflessioni, scavalcando marmocchi tarantolati distesi nelle opere, sia piuttosto frustrante.

L’ultima mostra che ho visitato all’Hangar è stata Take me, I’m yours. Il presupposto dell’esperienza era quello di potersi appropriare di qualsiasi “pezzo d’arte” esposto, anche se il regolamento prevedeva di pagare una quota di 10 euro per poter empire la propria shopper, e di lasciare un oggetto al posto di un altro. Tutto ciò si è un po’ perso nell’orda barbara della domenica, e la situazione è degenerata quando bambini di ogni risma hanno cominciato a farsi i selfie in cima ai cumuli di stracci e in mezzo ai totem di cannucce, e a fare man bassa di oggetti, lasciando in sostituzione una cicca sputata dentro una carta di chupa-chups.

Non era andata meglio con Doubt, di Carsten Höller, nel 2016: l’artista tedesco, con giochi ottici e specchi deformanti, invitava il pubblico al dubbio sulla direzione da intraprendere. Questo concetto complesso si complicava ulteriormente quando erano i bambini a tracciare il percorso per i loro genitori, per esempio imboccando un tunnel metallico buio, per poi scoppiare a piangere a metà strada, costringendo la fila degli adulti a invertire la rotta.

A differenza di una lettera di protesta inviata poco tempo fa a Repubblica, il mio non è un dito puntato contro i bambini in un museo in particolare, che anzi apprezzo molto, ma una riflessione su un effetto collaterale dell’arte contemporanea. La domanda che mi è venuta in mente, dopo anni di simili visite in Italia e in Europa, riguarda l’opportunità, per i bambini, di intraprendere esperienze come il ribaltamento di prospettiva o il baratto, quando sono essi stessi, nell’età evolutiva, così naturalmente vicini all’arte, così inclini a mettersi a testa in giù per guardare il mondo sottosopra, o a scambiarsi piccoli oggetti micragnosi, che per loro sono colmi di senso.

Spesso, l’arte contemporanea è un invito a regredire al mondo infantile, per supplire alla perdita dell’immaginazione. Credo, però, che il presupposto dell’arte di farci tornare bambini non significhi affatto che quest’arte sia adatta ai bambini o rivolta a loro, ma venga scambiato, dai genitori, per un invito ai figli a fruirne liberamente, come all’interno di un sovradimensionato gioco Munariano. Ancora, se l’intento dichiarato dell’artista contemporaneo è quello di provocare nello spettatore stupore ed euforia, dovremmo tenere a mente che questi sentimenti, nel bambino, caratterizzano anche il percorso casa-scuola, quando ci sono le pozzanghere. E in quelle, a differenza che nelle opere d’arte, ci puoi pure saltare dentro (se hai gli stivali).

Eppure, il messaggio dell’arte contemporanea è veramente ingannevole. Mi vengono in mente una quantità di situazioni in cui, da genitore, ho preferito utilizzare un’opera come un parco-giochi per i miei figli: è capitato all’Expo, quando abbiamo fatto ore di coda per arrampicarci sull’altissima rete elastica del padiglione Brasile, molto simile alle piramidi di corda dei giardinetti. E ricordo distintamente di famiglie che, all’epoca, proposero l’uscita alle classi della scuola materna. In parte, la colpa era anche di quelle enormi e invitanti strutture morbide, dei neon colorati, dei cuscinoni dove stendersi, degli ascensori trasparenti che come giostre andavano su e giù attraverso le serre.

Non è sempre più sottile, mi sono chiesta, la differenza tra rotolare dentro a una stanza di Lucio Fontana, o spruzzarsi l’acqua nell’area kids della Villette di Parigi? Tra gattonare sospesi in una bolla di plastica, o correre tra le opere di Van Gogh proiettate su pannelli luminosi? L’offerta, insomma, è tentatrice. Ma dobbiamo tenere presente che, se far razzolare i piccolissimi nei musei ci fa molto comodo, i bambini sono probabilmente più vicini all’arte quando giocano sul tappeto con le costruzioni, che quando ammorbano i visitatori di una mostra.

E noi, tutti contenti di offrire ai nostri figli esperienze migliori di quelle delle nostre infanzie di provincia, dobbiamo accettare che un’installazione a forma di letto gigante è vissuta dai bambini similmente a un lettone Ikea. E che le loro domeniche alla Fondazione Prada non sono tanto diverse di quelle a saltare sui gonfiabili. Per di più, ricordiamo che i nostri figli godono dei musei nello stesso modo bulimico e disordinato con cui passano da un video di Youtube a una puntata di Bake Off Junior a una mostra sui dinosauri del Mudec: perfino questi ultimi, allestiti apposta per loro, alla fine di un sabato qualunque, perdevano squame e ossa sotto i colpi dei visitatori minorenni, che tanto più di noi sono abituati a frequentare i musei. Io, da piccola, andavo solo alla Standa.

Foto Getty
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.