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L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.
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I data center per l’intelligenza artificiale stanno diventando dei veri e propri disastri ambientali Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.
La Francia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare l’uso della ketamina per curare le crisi suicidarie L'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé ha datto la sua approvazione ufficiale: è la prima agenzia del farmaco al mondo a farlo.
Hanno fatto un film sul looksmaxxing e ovviamente è un body horror Prevedibilmente, è stato intitolato Looksmaxxing, è un cortometraggio e se ne può già vedere qualche scena nel trailer pubblicato su Instagram.
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».

Un giornalista ha chiesto a degli esperti perché l’app del meteo dell’iPhone funzioni così male

27 Ottobre 2023

Era da diverse settimane che Alex Abad Santos, un giornalista di Vox, provava a organizzarsi per il weekend ed era da altrettante settimane che si trovava costretto a cancellarli all’ultimo minuto per il maltempo che l’app del meteo dell’iPhone, puntualmente, non riusciva a prevedere. Alla fine ha deciso di parlare con degli esperti, che gli hanno confermato che effettivamente un problema con l’algoritmo che usa l’app c’è, ma che forse c’è anche un problema con le nostre aspettative nei confronti di questo tipo di applicazioni. In tutto Santos ha consultato tre esperti: John Homenuk (un meteorologo di NY Metro Weather), Jeff Givens (un meteorologo del Colorado diventato famoso per i suoi bollettini meteo particolarmente accurati) e Alexander Stine (un professore del dipartimento di scienze della Terra e del clima alla San Francisco State University).

Homenuk ha spiegato che le app del meteo utilizzano degli algoritmi che prendono i dati da varie fonti, fonti che però non vengono divulgate. Non si esclude che già questi dati di partenza possano essere inaffidabili, un limite che va ad aggiungersi a quelli dell’algoritmo stesso. Quest’ultimo, infatti, si basa su un modello, il “Global Forecast System”, che la maggior parte degli esperti considera impreciso, ma comunque utilizzabile se se ne conoscono i limiti, che vengono tenuti in considerazione nelle previsioni degli scienziati, ma non in quelle degli algoritmi. Anche un giornalista di The Atlantic si era posto la stessa domanda di Santos ed era arrivato alla stessa conclusione: tutte le app e tutti gli scienziati ricevono le informazioni da due fonti, il National Oceanic and Atmospheric Administration e l’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, solo che le app le interpretano tramite algoritmi, gli scienziati tramite le conoscenze e l’esperienza.

Givens ha poi fatto notare come ci siano tantissimi fattori che l’app di meteo di Apple non è in grado di considerare. Due esempi tra tutti: il terreno e l’andamento delle precipitazioni. Ha spiegato che le app di meteo possono andare bene in pianura e dove il clima non è troppo variabile, ma appena si incontrano promontori e le precipitazioni diventano variabili, è meglio far riferimento alle previsioni dei meteorologi. Infine, Stine è quello che si è discostato maggiormente dalle spiegazioni scientifiche, per ampliare la domanda e trasformarla in un dibattito più sociologico: solo nel corso della sua vita si è passati dal non avere nessun tipo di previsione meteorologica per insufficienza di dati, al conoscere a grandi linee temperatura, percentuali delle precipitazioni, di umidità e potenza del vento per un lasso di tempo di circa due settimane. Non è già straordinario?

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