Hype ↓
23:44 martedì 13 ottobre 2026
In Indonesia si sono accorti che l’unico modo per diffondere gli allarmi terremoto in tutto il Paese è usare gli altoparlanti dei minareti In un Paese con centinaia di migliaia di moschee sparse su tutto il territorio, gli altoparlanti usati da muezzin sono l'unica rete di sirene già pronta.
Anthropic ha cambiato le sue linee guida perché vuole che gli utenti la smettano di insultare e maltrattare Claude Da adesso, Claude potrà troncare le conversazioni con utenti che adottano «comportamenti violenti o crudeli, prolungati e immotivati».
La nuova canzone di David Byrne è una canzone contro Elon Musk fatta solo di frasi assurde dette da Elon Musk Si intitola "Let Me Sell You a Dream" e fa parte della colonna sonora di Musk, il documentario di Alex Gibney in uscita negli Stati Uniti il 16 ottobre.
In Argentina c’è un treno che come carburante usa esclusivamente il sole delle Ande Si chiama Tren Solar de la Quebrada, percorre 42 chilometri nella provincia di Jujuy e viene usato anche per i viaggi notturni per vedere le stelle.
L’Ipcc sta subendo fortissime pressioni da parte dei petro-Stati per non pubblicare un importante ricerca sulla crisi climatica Arabia Saudita, Russia, India e Cina vogliono rinviarne la pubblicazione al 2029. I Paesi più poveri e più esposti alla crisi climatica pretendono che sia pubblicato subito.
Sayf ha fatto un bellissimo documentario sul carcere di Chiavari e lo ha reso disponibile gratuitamente sul suo YouTube Si intitola Il cielo in una stanza, dura 20 minuti ed è stato girato durante una visita lunga 12 ore alla casa di reclusione di Chiavari.
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Alle Scuderie del Quirinale a Roma ha aperto la più grande mostra monografica su Pontormo mai realizzata L'esposizione resterà aperta fino al 7 febbraio 2027 e riunisce più di 130 opere: 84 di Pontormo e le restanti di altri artisti: da Andrea del Sarto e Leonardo da Vinci a Bill Viola.

Anti Cav, epic fail

Bersani è l'ennesimo leader del centrosinistra sconfitto da Berlusconi. Siamo sempre lì: l'ossessione per il Caimano è perdente.

22 Aprile 2013

Achille Occhetto, 1994. Massimo D’Alema, 1998. Francesco Rutelli, 2001. Walter Veltroni, 2008. Pier Luigi Bersani, 2013. Suvvia, c’è poco da girarci intorno: se c’è un politico che esce vincitore da questa incredibile fase post elettorale – e da questa surreale settimana che ha visto rieleggere Giorgio Napolitano e ha visto scomparire il Pd di Bersani – quel politico si chiama senza dubbio Silvio Berlusconi. Nel giro di cinque mesi, da giaguaro prossimo alla smacchiatura, è risalito nei sondaggi, ha rimontato alle elezioni, ha rimesso in piedi il Pdl, ha proposto le larghe intese, ha ottenuto le larghe intese, è riuscito a bocciare Prodi, è riuscito a spaccare il Pd e dopo aver triangolato con Napolitano nella surreale fase delle consultazioni (in cui l’ex segretario del Pd invece che ascoltare i consigli del Quirinale chiedeva una mano al Wwf e al Touring Club) è riuscito a diventare sponsor supremo di Napolitano, ottenendone la rielezione al Quirinale.

Insomma, lo avrete visto: in queste settimane il Cavaliere ha ottenuto quasi tutto quello che voleva e tra una cosa e un’altra è riuscito a realizzare, seppure con modalità diverse, la stessa cosa che gli era già riuscita nel 1994 con Occhetto, nel 1998 con D’Alema, nel 2001 con Rutelli, nel 2008 con Veltroni e ora nel 2013 con Bersani: disarcionare il leader del centrosinistra facendo leva sulle contraddizioni dei propri avversari e su una in particolare: l’antiberlusconismo.

Se ci pensate bene, infatti, la storia degli insuccessi della sinistra negli ultimi vent’anni è legata sotto vari aspetti all’atteggiamento pazzotico avuto dai progressisti nei confronti di Berlusconi: un atteggiamento che negli ultimi giorni è emerso alla luce del sole proprio durante le contrattazioni parlamentari per il rinnovo della Presidenza della Repubblica. In un certo modo, infatti, una delle ragioni per cui la sinistra di Bersani è esplosa all’improvviso di fronte al tentativo fatto dall’ex segretario del Pd di trovare larghe intese con il centrodestra sul nome del nuovo Presidente della Repubblica è legata al grande paradosso su cui è stata costruita la sinistra italiana moderna. E in fondo, se ci pensate, è più che comprensibile che una sinistra che negli ultimi vent’anni ha trovato il suo unico vero collante nell’anti berlusconismo di fronte alla possibilità di stringere un accordo con Berlusconi si sia sciolta come neve al sole. L’errore di Bersani, se volete, è stato proprio questo dal giorno dopo le elezioni: cercare di tenere compatto il partito promettendo in tutte le forme di non voler fare mai e poi mai alcun accordo con Berlusconi (ricorderete anche i momenti intensi in cui Maurizio Migliavacca aprì alla possibilità di mandare in galera il Cavaliere) e scoprire poi che l’unico accordo possibile per far partire la legislatura e scegliere un Presidente della Repubblica non poteva essere con i compagni grillini (che ogni giorno mandavano a quel paese il segretario del Pd) ma poteva essere solo con il Caimano brutto e cattivo (e d’altronde la matematica non è un’opinione).

Il Pd di Bersani in fondo è esploso per questo, e la leadership dello smacchiatore è stata cotta a fuoco lento proprio da questa contraddizione che ha rosolato la segreteria democratica e che, seppur per altri aspetti, ha disarcionato tutti gli ultimi grandi leader della sinistra italiana (compreso Romano Prodi, non eletto Presidente della Repubblica anche grazie alla strategia scelta venerdì dal centrodestra di uscire fuori dall’aula durante la quarta votazione per il Quirinale, mossa che tra le altre cose ha costretto i montiani a rimanere fedeli al Prof bocconiano).

La conseguenza di tutto ciò è evidente: se l’anti berlusconismo in questi anni non ha avuto l’effetto di smacchiare il giaguaro è ovvio che l’unica strada per il centrosinistra oggi è quella di avere un leader capace di creare un nuovo collante che sia diverso dall’anti berlusconismo e che permetta di raggiungere un traguardo che in fondo costituisce la ragione per cui da vent’anni la sinistra non riesce a vincere davvero le elezioni. Questione semplice: se costruisci la tua identità sull’anti berlusconismo non solo indebolisci la tua coalizione ma allontani da te quegli elettori non squisitamente di centrosinistra. Non ci vuole molto. Si chiama matematica. Se non hai i numeri le battaglie non le vinci. I magnifici cinque sconfitti da Berlusconi in questi anni se ne sono accorti spese a loro. E chissà che il futuro leader del Pd per rifondare il partito non ricominci proprio da qui. Dalla matematica, che come è noto dice che sinistra+anti berlusconismo è un’addizione che dà sempre lo stesso risultato da vent’anni: una non vittoria, come direbbe Bersani.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.