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02:57 mercoledì 1 luglio 2026
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.
A Balenciaga piace così tanto Substack che è diventata la prima maison di moda a farci una partnership La maison utilizza la piattaforma da tempo: lì ha annunciato l'arrivo di Piccioli e fa anche le dirette streaming delle sfilate
Oltre a quella di Nolan, quest’anno uscirà anche un’altra Odissea: un audiolibro lungo 13 ore narrato dalla voce di Michael Caine clonata con l’AI L'ha fatto l'azienda AI ElevenLabs e sì, Michael Caine ha dato il consenso a clonare la sua voce e no, l'audiolibro non c'entra niente con il film.
Quella per trovare l’ombra, quella per cercare le fontanelle, quella per lamentarsi del caldo e tutte le app di cui abbiamo scoperto di avere un disperato bisogno per colpa dell’ondata di caldo E si chiamano rispettivamente shademaps.app, fontanelle.org e troppocaldo.it. Difficilmente potremo farne a meno nel futuro.
La Filmoteca Española, la Cineteca Nazionale italiana, la Cinémathèque Française e il Filmmuseum di Monaco lavoreranno assieme per ricostruire il leggendario Don Chisciotte di Orson Welles Un'"alleanza" per compiere un'impresa considerata impossibile: portare finalmente a termine il sogno che Welles inseguì per tutta la vita.
Mamdani è riuscito a bloccare per almeno un anno l’aumento dell’affitto di quasi metà delle case di New York «Una vittoria storica per gli inquilini di New York», così il sindaco ha commentato la decisione, ufficializzata dal voto del Rent Guidelines Board.
Dua Lipa ha aperto in Portogallo una biblioteca tutta dedicata a libri censurati o vietati Si chiama Manifesto Library e raccoglie cento libri, divisi in quattro sezioni: potere, controllo, voce e memoria.
Senza il “contributo” degli esseri umani l’ondata di caldo in Europa ci sarebbe stata lo stesso ma la temperatura sarebbe stata di almeno 3,5 gradi più bassa Lo dimostra una ricerca del World Weather Attribution, che ha analizzato i dati climatici di 854 città in 30 Paesi europei.

Anti Cav, epic fail

Bersani è l'ennesimo leader del centrosinistra sconfitto da Berlusconi. Siamo sempre lì: l'ossessione per il Caimano è perdente.

22 Aprile 2013

Achille Occhetto, 1994. Massimo D’Alema, 1998. Francesco Rutelli, 2001. Walter Veltroni, 2008. Pier Luigi Bersani, 2013. Suvvia, c’è poco da girarci intorno: se c’è un politico che esce vincitore da questa incredibile fase post elettorale – e da questa surreale settimana che ha visto rieleggere Giorgio Napolitano e ha visto scomparire il Pd di Bersani – quel politico si chiama senza dubbio Silvio Berlusconi. Nel giro di cinque mesi, da giaguaro prossimo alla smacchiatura, è risalito nei sondaggi, ha rimontato alle elezioni, ha rimesso in piedi il Pdl, ha proposto le larghe intese, ha ottenuto le larghe intese, è riuscito a bocciare Prodi, è riuscito a spaccare il Pd e dopo aver triangolato con Napolitano nella surreale fase delle consultazioni (in cui l’ex segretario del Pd invece che ascoltare i consigli del Quirinale chiedeva una mano al Wwf e al Touring Club) è riuscito a diventare sponsor supremo di Napolitano, ottenendone la rielezione al Quirinale.

Insomma, lo avrete visto: in queste settimane il Cavaliere ha ottenuto quasi tutto quello che voleva e tra una cosa e un’altra è riuscito a realizzare, seppure con modalità diverse, la stessa cosa che gli era già riuscita nel 1994 con Occhetto, nel 1998 con D’Alema, nel 2001 con Rutelli, nel 2008 con Veltroni e ora nel 2013 con Bersani: disarcionare il leader del centrosinistra facendo leva sulle contraddizioni dei propri avversari e su una in particolare: l’antiberlusconismo.

Se ci pensate bene, infatti, la storia degli insuccessi della sinistra negli ultimi vent’anni è legata sotto vari aspetti all’atteggiamento pazzotico avuto dai progressisti nei confronti di Berlusconi: un atteggiamento che negli ultimi giorni è emerso alla luce del sole proprio durante le contrattazioni parlamentari per il rinnovo della Presidenza della Repubblica. In un certo modo, infatti, una delle ragioni per cui la sinistra di Bersani è esplosa all’improvviso di fronte al tentativo fatto dall’ex segretario del Pd di trovare larghe intese con il centrodestra sul nome del nuovo Presidente della Repubblica è legata al grande paradosso su cui è stata costruita la sinistra italiana moderna. E in fondo, se ci pensate, è più che comprensibile che una sinistra che negli ultimi vent’anni ha trovato il suo unico vero collante nell’anti berlusconismo di fronte alla possibilità di stringere un accordo con Berlusconi si sia sciolta come neve al sole. L’errore di Bersani, se volete, è stato proprio questo dal giorno dopo le elezioni: cercare di tenere compatto il partito promettendo in tutte le forme di non voler fare mai e poi mai alcun accordo con Berlusconi (ricorderete anche i momenti intensi in cui Maurizio Migliavacca aprì alla possibilità di mandare in galera il Cavaliere) e scoprire poi che l’unico accordo possibile per far partire la legislatura e scegliere un Presidente della Repubblica non poteva essere con i compagni grillini (che ogni giorno mandavano a quel paese il segretario del Pd) ma poteva essere solo con il Caimano brutto e cattivo (e d’altronde la matematica non è un’opinione).

Il Pd di Bersani in fondo è esploso per questo, e la leadership dello smacchiatore è stata cotta a fuoco lento proprio da questa contraddizione che ha rosolato la segreteria democratica e che, seppur per altri aspetti, ha disarcionato tutti gli ultimi grandi leader della sinistra italiana (compreso Romano Prodi, non eletto Presidente della Repubblica anche grazie alla strategia scelta venerdì dal centrodestra di uscire fuori dall’aula durante la quarta votazione per il Quirinale, mossa che tra le altre cose ha costretto i montiani a rimanere fedeli al Prof bocconiano).

La conseguenza di tutto ciò è evidente: se l’anti berlusconismo in questi anni non ha avuto l’effetto di smacchiare il giaguaro è ovvio che l’unica strada per il centrosinistra oggi è quella di avere un leader capace di creare un nuovo collante che sia diverso dall’anti berlusconismo e che permetta di raggiungere un traguardo che in fondo costituisce la ragione per cui da vent’anni la sinistra non riesce a vincere davvero le elezioni. Questione semplice: se costruisci la tua identità sull’anti berlusconismo non solo indebolisci la tua coalizione ma allontani da te quegli elettori non squisitamente di centrosinistra. Non ci vuole molto. Si chiama matematica. Se non hai i numeri le battaglie non le vinci. I magnifici cinque sconfitti da Berlusconi in questi anni se ne sono accorti spese a loro. E chissà che il futuro leader del Pd per rifondare il partito non ricominci proprio da qui. Dalla matematica, che come è noto dice che sinistra+anti berlusconismo è un’addizione che dà sempre lo stesso risultato da vent’anni: una non vittoria, come direbbe Bersani.

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