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19:13 giovedì 11 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

Angoulême, uno dei più prestigiosi festival di fumetti al mondo, quest’anno potrebbe saltare a causa di scandali, boicottaggi e tagli ai finanziamenti

L'organizzazione è accusata di aver provato a insabbiare un'indagine su uno stupro e centinaia di artisti hanno deciso di non partecipare in protesta. L'edizione 2026 è a rischio.

20 Novembre 2025

Per decenni Angoulême è stato il luogo in cui il fumetto europeo si faceva bello. Ora però il festival internazionale della bande dessinée è in crisi nera, tanto che rischia concretamente di saltare l’edizione 2026, travolto da boicottaggi, accusato di aver provato a insabbiare un’accusa di stupro e abbandonato dal governo persino dal governo francese.

Secondo il Guardian, il governo francese ha ritirato una parte dei finanziamenti (200 mila euro) dopo le denunce sulla gestione non adeguata dell’evento: sfruttamento dei volontari, rincari eccessivi dei biglietti, commercializzazione estrema di un festival che dovrebbe essere innanzitutto culturale. A far scoppiare il caso è stato però un tentativo d’insabbiamento di uno stupro: una dipendente del Festival che aveva presentato una denuncia per uno stupro avvenuto durante l’edizione 2024 sarebbe infatti stata licenziata proprio per questo motivo, per aver deciso di denunciare l’accaduto alle autorità (cosa che ha fatto nonostante il licenziamento, tanto che la Procura ha aperto un’indagine sul caso). Quando la notizia è trapelata, autori, autrici – soprattutto autrici, le prime a lanciare il boicottaggio – e grandi editori hanno annunciato che non avrebbero partecipato alla prossima edizione in solidarietà con la vittima. Le Monde racconta come il boicottaggio si stia estendendo, con sempre più autori ed editori che non parteciperanno «in nessuna forma», finché la società organizzatrice 9eArt+ non ammetterà le sue mancanze e farà un passo indietro (non sono bastate le dimissioni di Franck Bondoux, direttore di 9eArt+). Tra coloro che hanno aderito alla protesta ci sono Raid Sattouf, Art Spiegelman e Anouk Ricard, vincitrice del Grand Prix dello scorso anno.

Uno scandalo che ha portato anche la politica francese a intervenire nella vicenda. La ministra della cultura Rachida Dati ha annunciato un taglio di oltre il 60 per cento ai finanziamenti statali al festival, scelta che però non fa che aggravare la crisi invece che risolverla. È chiaro che, senza un ripensamento strutturale, il rischio è una semplice punizione economica che però quasi non tocca il problema di fondo, cioè chi decide cosa viene celebrato, in che modo e a quali condizioni. Punizione che metterà in affanno anche l’economia locale di Angoulême e dintorni, per cui il festival è un evento strategico e irrinunciabile. La situazione ormai si è fatta talmente grave che mercoledì 19 novembre il quotidiano Liberation ha pubblicato un articolo in cui si dava per certo il fatto che Angoulême non si sarebbe fatto. L’organizzazione del festival ha smentito la notizia, ma i dubbi sulla possibilità che l’evento si tenga, o quanto meno si tenga a gennaio come da programma, sono fortissimi. Anche un portavoce della ministra Dati ha detto che, se la situazione dovesse rimanere quella attuale, «è difficile capire come il festival si possa fare nel 2026»

Questa crisi d’immagine fa sorgere dubbi su tutto il sistema del grande festival francese: eventi percepiti come vetrine glamour, sostenuti da fondi pubblici e privati, ma costruiti su lavoro precario, volontariato mal pagato, opacità nella governance. Per anni il racconto ufficiale è stato quello della celebrazione della creatività. Oggi il settore chiede che si parli anche di chi rende possibile quella celebrazione, a quali condizioni materiali, con quali tutele contro abusi e violenze.

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