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11:47 venerdì 3 luglio 2026
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
A Hollywood sono convinti di aver già trovato (tra Reddit e YouTube, ovviamente) il prossimo Backrooms Due fenomeni internettiani come Siren Head e The Mandela Catalogue diventeranno film, confermando che YouTube è ormai per Hollywood un vivaio di registi
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per prevenire gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 e permetterà alle squadre di soccorso di scoprire e spegnere un incendio prima che diventi incontenibile.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.

Alfa MiTo Club To Club a Londra

In giro per Londra in occasione di "The Italian New Wave", showcase di Alfa MiTo Club To Club dedicato alla nuova scena musicale italiana, dal 18 settembre. Ci accompagna Veronica, la nostra giovane guida d'eccezione.

18 Settembre 2014

Dopo la tappa di Istanbul, Alfa MiTo Club To Club torna a Londra con The Italian New Wave, un esclusivo showcase dedicato alla nuova scena musicale italiana. Giovedì 18 settembre, Alfa MiTo Club To Club incontra giornalisti, professional e partner all’Istituto Italiano di Cultura; a seguire, negli spazi del Village Underground, #C2C14 e il festival londinese Field Day presentano due degli act italiani più apprezzati all’estero, il torinese Vaghe Stelle e i Ninos Du Brasil del performer Nico Vascellari, accompagnati da due grandi guest internazionali: la musicista e visual artist kuwaitiana Fatima Al Qadiri e la producer statunitense Laurel Halo. (Sergio Ricciardone, direttore artistico Club To Club)

Veronica, che abbiamo scelto come guida d’eccezione in occasione della nostra tappa a a Londra insieme all’Alfa MiTo Club To Club, viene dall’Italia («la dolce Italia», come la definisce lei). I suoi studi l’hanno portata a iscriversi al corso di graphic design e art direction alla Naba di Milano. È stata fortunata, perché appena finito di studiare, dice, «sono stata catapultata nel mondo del lavoro». E che lavoro: assistente dell’allora direttore creativo di casa Trussardi, Umit Benan, il quale oggi continua felicemente la sua carriera di stilista. Due anni di «un’esperienza forte e formativa», racconta Veronica. Poi ha deciso di ripartire alla volta di una delle mete più ambite del mondo della moda: Londra.

Della metropoli britannica Veronica ha un’opinione precisa: dice che è una città con un background culturale e creativo a 360 gradi, una città «sicuramente difficile» – come qualunque altra megalopoli – ma con grandi opportunità da sfruttare. Difficile non lavorare, a Londra; anzi, è così semplice che secondo Veronica anche il tempo libero va valutato e sfruttato a dovere. Lei, ad esempio, si dedica a mostre di fotografia e arte contemporanea, le sue passioni, a cui preferisce andare in compagnia di un paio di amici. E poi si dedica ai concerti, spesso di band emergenti, i festival, i ritrovi a casa con gli amici in cui si fa mattina e i party nelle warehouse. Non stupisce che Veronica sostenga che a Londra i mesi volano in un batter di ciglio, e spesso nemmeno ce ne si accorge completamente. Quando le chiediamo, girando per la capitale inglese, perché ha scelto questo posto, dice che «è dove nasce tutto», e con «tutto» intende per cominciare la storia della musica, che dà alla città «un non so che di nostalgico» che l’ha sempre affascinata, fin da piccola. «Qui si diventa coraggiosi nei confronti della vita, qui si cresce davvero», testimonia Veronica con entusiasmo.

Ha anche degli angoli di città che preferisce, a cui è legata in maniera particolare, unica. Uno è un tratto di Regent’s Canal che la riporta a casa nei momenti di malinconia. Spesso si ferma lì a fumare una sigaretta, immersa nei suoi pensieri. La sera invece è presenza fissa all’Hawley Arms, il pub dove lavora, un ritrovo di musicisti e artisti in cui sostiene ci si diverta parecchio. Col tempo è diventata la sua seconda casa, il posto dove ha trovato la sua piccola famiglia inglese. Dove si vede Veronica fra tre anni? Facile: non lo sa. Perché il bello di Londra è anche non sapere cosa ti può succedere. Ha la sua «piccola ma dolce fetta di felicità», ma aspetta il futuro a braccia aperte. D’altronde in questo percorso ci si è tuffata a piè pari, non appena ha potuto, e sostiene che non se ne pentirà mai. Perché Londra innanzitutto la sta facendo crescere.

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