Esteri ↓
16:55 lunedì 12 gennaio 2026
Se esistesse un Golden Globe al Miglior meme, quest’anno l’avrebbe stravinto Leonardo DiCaprio L'attore non ha vinto il premio come Miglior attore protagonista, ma è stato senza dubbio il personaggio più commentato, screenshotato e memizzato della serata.
Il regime iraniano ha inventato un nuovo strumento di censura pur di impedire ai manifestanti di accedere a internet con Starlink Secondo gli esperti di cybersecurity, un simile livello di oscuramento delle comunicazioni, e di internet in particolare, ha pochissimi precedenti nella storia.
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.

In Africa ha aperto il più grande museo di arte contemporanea del continente

25 Settembre 2017

Costruito nel 1921, per più di mezzo secolo questo imponente silo di grano è stato l’edificio più alto dell’Africa e ha rappresentato la più grande risorsa agricola di Cape Town, finché non venne chiuso nel 2001. Oggi diventa la sua più grande risorsa culturale, la prima istituzione pubblica dedicata esclusivamente all’arte contemporanea africana (e all’arte della diaspora) su tutto il continente.

L’opera che venerdì 22 settembre, giorno dell’apertura, ha accolto per prima i visitatori, è il grande uccello dell’artista Nicholas HloboIimpundulu Zonke Ziyandilandela, mostrato alla 54esima Biennale di Venezia. Il curatore e il direttore del museo, Mark Coetzee, considera il lavoro di Hlobo (raccontato all’inizio di questo articolo su Artsy) un simbolo del museo: un’indicazione del cambiamento che lui e i suoi collaboratori sperano che l’istituzione porterà, fornendo agli gli artisti africani una piattaforma dalla quale combattere gli stereotipi, profondamente radicati, sulla cultura e sull’arte africana.

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Lo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Zeitz MOCAA) è stato progettato da Thomas Heatherwick, architetto inglese al suo primo progetto sul continente (su Architectural Digest accompagna i lettori in un tour del museo). Heatherwick ha trasformato la vecchia fabbrica in una meraviglia architettonica di 11 piani, tagliando la stretta rete di silos per creare una struttura post-industrale che ospita 100 gallerie, un giardino di scultura e sei centri centri di ricerca.

Come al solito non mancano le polemiche. La collezione dello Zeitz MOCAA viene da Jochen Zeitz, ex amministratore delegato di Puma e avido collezionista di arte contemporanea africana e della diaspora. A differenza di quelle della maggior parte delle istituzioni occidentali, come il Museo Guggenheim o le gallerie Tate,  la collezione non è parte permanente del museo, ma soltanto in prestito, finché lui sarà in vita: un fatto che ha suscitato varie critiche.

Foto Getty
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