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01:28 mercoledì 11 marzo 2026
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.

Perché una marca di acqua al cocco ha come foto profilo un barattolo pieno di urina?

16 Maggio 2019

Tony Posnanski è un giornalista che scrive su vari magazine, tra cui l’Huffington Post (è specializzato in articoli che parlano di diete, body shaming e fat shaming, essendo lui un ex obeso). Questo prima della vicenda esplosa su Twitter qualche giorno fa. In questi giorni, di Posnanski si parla come del “tizio dell’urina”.

Se quasi tutte le fiabe che ci raccontavano da bambini cominciavano con “C’era una volta”; quelle che ci appassionano da adulti, compresa questa, iniziano con un tweet. In principio, dunque, c’è un tweet di questo Posnanski, che un giorno, svegliatosi di cattivo umore, decide di prendersela con l’acqua al cocco, definendola «fottutamente disgustosa».

Quello che il giornalista non si aspettava, nemmeno nelle sue più ardite fantasie, era l’immediata risposta della social media manager del brand Vita Coco, brand che aveva in effetti citato, definendo la bevanda in questione una schifezza come tutte le altre acque al cocco, nonostante si pubblicizzi come una delle migliori, prodotta esclusivamente con baby cocchi della miglior qualità. La social media manager del brand, molto gentile e disponibile, ha subito risposto, proponendo di inviargli un campione gratuito per fargli cambiare idea.

Posnanski ha risposto una cosa tipo «preferirei bere l’urina della social media manager di Vita Coco piuttosto che una bottiglia di quella schifosa bevanda». Chiedi e ti sarà dato: la risposta è una fotografia che si è immediatamente trasformata in leggenda: una simpatica biondina, molto carina, con una minigonna super corta e Converse gialle ai piedi, sorride furbetta all’ingresso di un bagno pubblico, esibendo un contenitore di Vita Coco pieno di liquido giallo. Alla social media manager lo scatto è piaciuto così tanto che ha deciso di usarlo anche come nuova immagine del profilo del brand.

Risultato: tutti stanno parlando di Vita Coco, anche se non proprio per celebrarne la bontà. Per questo motivo, secondo Digg, giudicare non è affatto facile: da un lato si tratta di una mossa poco professionale (e anche piuttosto disgustosa), dall’altra di una risposta audace alla maleducazione gratuita di Posnanski (che adesso, su Twitter, fa quello tutto contento e divertito, «non riesco a smettere di ridere», dice).

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