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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

Cos’è Absher, l’app accusata di monitorare le donne saudite

20 Febbraio 2019

Lanciata quattro anni fa in Arabia Saudita per fornire o facilitare diversi servizi e forte del sostegno della monarchia locale, l’app Absher è oggetto di controversie sempre più marcate per le implicazioni sulle donne arabe. Time precisa come l’applicazione, il cui nome può essere tradotto all’incirca con “buona notizia” o “ok, fatto”, sia presente negli store di Apple e Google nella categoria “Productivity”: consente di svolgere pratiche quali il controllo delle email, la prenotazione di appuntamenti negli uffici o la richiesta di documenti. Le polemiche riguardano il fatto che agli uomini è permesso di accedere anche ad informazioni riservate, ad esempio per negare o autorizzare la richiesta di un visto turistico. In un contesto fortemente repressivo come quello saudita, in cui una donna deve ottenere l’approvazione di un custode per viaggiare e svolgere numerose altre attività, i critici sostengono che attraverso l’app gli uomini possano tracciare e controllare i movimenti delle donne, rafforzando ulteriormente il sistema del patriarcato.

Non sorprende dunque che diverse ong impegnate nella difesa dei diritti abbiano invitato i dirigenti delle multinazionali tech a valutare attentamente le caratteristiche di Absher, perché come dichiara una ricercatrice di Amnesty International, rappresenterebbe «un esempio di come il governo del paese abbia introdotto strumenti per limitare la libertà femminile, evidenziando ancora una volta l’inquietante discriminazione delle leggi sulla tutela». I manager di Apple e Google si sono impegnati ad approfondire la questione. Dal canto loro, gli utenti dell’app la difendono, lodandone i benefici sulla propria quotidianità: un consulente finanziario e ristoratore residente a Jeddah ha dichiarato al settimanale di usare regolarmente Absher per registrare gli ID di residenza dei dipendenti o confermare i loro viaggi, precisando che si tratta «di e-government, permette di sbrigare con un click formalità per le quali finora dovevamo recarci negli uffici e aspettare in fila»; Maha Alanzi, studentessa del Regno iscritta a un’università australiana, è convinta che l’app le faciliti le cose, dal momento che ha bisogno spesso dell’autorizzazione del padre, perciò «se lui non si trova nella stessa città, con Absher è più facile». Le organizzazioni non governative concordano sui risvolti positivi dell’applicazione, soprattutto in termini di burocrazia, notano però che, se lo volesse, «il governo potrebbe eliminare le funzioni di monitoraggio mantenendo quelle principali».

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