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15:33 sabato 14 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

Chi era Lucille Ball, la protagonista del nuovo film di Aaron Sorkin

10 Dicembre 2021

Lucille Ball è un’icona della cultura pop americana. Lo è perché il suo programma televisivo, I love Lucy, è stato uno dei successi che ha fatto della televisione in America qualcosa di più di un altro elettrodomestico: negli anni ‘50 ogni episodio era seguito da sessanta milioni di spettatori, un seguito che ha portato lo show e la sua protagonista, produttrice e autrice a diventare parte del patrimonio culturale del Paese. Di Lucille Ball si è detto e si è scritto tutto, ma la sua vita è stata talmente avventurosa che, anche adesso, aspetti nuovi e appassionanti continuano a venir fuori. Tant’è che Aaron Sorkin ha deciso di farci un film: si intitola Being the Ricardos, a interpretare Ball è Nicole Kidman, Javier Bardem sarà Desi Arnaz, marito di Ball sia nella vita che nello show televisivo. Dopo un’uscita limitata al cinema, il film arriverà su Amazon Prime Video il 21 di dicembre.

Sul Guardian David Smith ha provato a raccontare chi era la vera Lucille Ball riunendo alcune testimonianze di chi l’ha conosciuta. «Era molto complicata, molto amorevole e molto volubile. Era generosa ma veniva dalla Depressione e quindi era molto cauta coi soldi. Era un enigma, un paradosso. Ma mi ha fatto sentire come se fossi l’unica persona nella stanza, anche in mezzo alla folla, e mi ha fatto sentire autentico», ricorda ad esempio l’amico Lee Tannen, autore e drammaturgo. Già prima di diventare l’assoluta protagonista della televisione americana, Ball aveva avuto una lunghissima carriera da attrice: in 18 anni aveva recitato in quasi 80 film e lavorato per praticamente tutti i più grandi studios hollywoodiani. Ma I love Lucy la trasformò da attrice di fama a icona americana: il successo che lei e suo marito riscossero con il loro show (una parodia, una caricatura della loro vita domestica e familiare) oggi, nell’epoca della Peak Tv e delle streaming wars, è semplicemente impensabile. Ma Ball non fu soltanto un’attrice di successo: fu anche una delle prime donne “di potere” di Hollywood, dello spettacolo americano. Assieme a suo marito fondò la sua società di produzione, la Desilu, e divenne così una delle prime donne a produrre, scrivere e interpretare il suo show televisivo.

La giornalista Kathleen Brady intervistò Lucille Ball quando quest’ultima aveva 74 anni. Da quell’intervista nacque un’autobiografia dell’attrice, Lucille: The life of Lucille Ball. «Lo show fa ancora parte della cultura americana. Incontro spesso persone dai gusti culturali estremamente sofisticate che si emozionano tantissimo quando racconto loro di quella volta che intervistai Lucille Ball. Credo che sia tutto dovuto alla gioia che lo show ha regalato a tantissimi americani. Sì, penso sia ancora rilevante. Il fatto è che lei sembrava, in tv, una casalinga oppressa ma in realtà in quel modo raccontava la lotta contro il potere, attraverso il più classico degli strumenti della comicità. Lucille in realtà raccontava un potere da rovesciare, cose che, Dio lo sa, è riuscita a fare nella sua vita».

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